Donna severa nel suo schietto lino,
Non ride, Clio, né concede incanto,
Tiene una tromba con un libro, al petto,
E scrive ciò che l’uomo ha perso accanto.

Non ama il mito, né l’oro benedetto,
Ama la traccia, il fango, il sangue, il pianto,
L’orma del carro, il conto maledetto,
Il nome inciso, non il nome santo.

Tu che cerchi l’alloro e il verso eletto,
Chiedi a Calliope il suono e il dolce canto;
Da lei non avrai fior, ma solo il detto.

Lei non consola, dice:-Questo è stato.
E se mentisti, straccia il tuo bel manto,
E lascia il vero, nudo, nel passato.

Margherita di Savoia 21/09/2026


FonteImmagine generata con AI
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Salvatore Memeo è nato a San Ferdinando di Puglia nel 1938. Si è diplomato in ragioneria, ma non ha mai praticato la professione. Ha scritto articoli di attualità su diversi giornali, sia in Italia che in Germania. Come poeta ha scritto e pubblicato tre libri con Levante Editori: La Bolgia, Il vento e la spiga, L’epilogo. A due mani, con un sacerdote di Bisceglie, don Francesco Dell’Orco, ha scritto due volumi: 366 Giorni con il Venerabile don Pasquale Uva (ed. Rotas) e Per conoscere Gesù e crescere nel discepolato (ed. La Nuova Mezzina). Su questi due ultimi libri ha curato solo la parte della poesia. Come scrittore ha pronto per la stampa diversi scritti tra i quali, due libri di novelle: Con gli occhi del senno e Non sperando il meglio… È stato Chef e Ristoratore in diversi Stati europei. Attualmente è in pensione e vive a San Ferdinando di Puglia.

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