Chissà se torneremo a vedere l’Italia ai Mondiali

Eletto lo scorso 22 giugno, Giovanni Malagò è il nuovo Presidente della F.I.G.C. (Federazione Italiana Giuoco Calcio). Un ruolo prestigioso e difficile, visto che l’obiettivo primario è riportare gli Azzurri ai vertici del football, dopo la mancata qualificazione alle ultime tre edizioni mondiali, nel 2018, 2022 e 2026.

A parere di chi vi scrive, di seguito, i punti su cui il Sottoscritto crede si debba intervenire aprioristicamente:

RIDUZIONE SERIE A a 18 SQUADRE: Questa rivoluzione permetterebbe di avere più soste e, quindi, più tempo libero per organizzare stage per la Nazionale;

SEPARAZIONE CARRIERE FRA ISTRUTTORI DEI SETTORI GIOVANILI E ALLENATORI DELLA PRIMA SQUADRA: Troppo spesso, infatti, i mister dei più piccoli hanno come scopo quello di vincere ed inseguire il risultato ad ogni costo, per fare la scalata e raggiungere gli over, prediligendo la tattica e non ponendo, invece, l’attenzione sulla tecnica e sull’aspetto pedagogico legato al divertimento della partita e degli allenamenti, non mirati alla competizione ma allo spirito di gruppo;

SPOSTARE IL LIMITE D’ETA’ DELLA PRIMAVERA DA 18 A 20 ANNI: Non si investe sui giovani, lanciati troppo tardi nella mischia. Un talento, in quanto tale, deve poter disputare le grandi sfide internazionali il più presto possibile. Non esistono calciatori giovani o vecchi, c’è chi ha qualità e chi no, il nostro movimento è sempre stato fucina di forza, classe e tenacia;

PROLUNGARE LA DURATA CONTRATTUALE DEGLI UNDER DA 3 A 5 ANNI: In questo modo le società avrebbero l’opportunità di programmare il futuro di un prodotto proprio, costruendo il futuro del ragazzo sia dal punto di vista professionale che umano, non lasciandolo alla mercè di affaristi e procuratori senza scrupoli;

SCEGLIERE EX CAMPIONI COME COLLABORATORI: I vari Maldini, Totti, Buffon, Del Piero possono offrire al nuovo Commissario Tecnico una collaborazione empirica che affronti, pragmaticamente, le questioni istituzionali e lavorare sul campo per restituirci un sogno che non viviamo da troppo tempo.

In bocca al lupo, Giovanni!

Chissà se torneremo a vedere l’Italia ai Mondiali.


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