
A cura di Angela Paganelli
Ho partecipato alla presentazione dell’opera “Francesco e la lode del creato” – Parole, immagini e suggestioni contemporanee a cura di Angela Paganelli -, pubblicata nel 2026 per le Live Edizioni di Corato, in concomitanza con l’ottavo centenario della morte del Santo di Assisi.
Una pluralità di motivi e di interessanti spunti tematici, emersi durante l’incontro, mi ha sollecitata alla lettura del libro: la figura trasgressiva di Francesco continua ad esercitare un fascino innegabile su quanti si accostano a lui; le sue coraggiose scelte di vita, che stridono con il contesto storico-politico e socio-economico dell’epoca, provocando nei benpensanti contemporanei reazioni di scandalo e di rigetto, aderiscono in toto agli insegnamenti di Cristo, suo modello e costante punto di riferimento; il messaggio di fraternità e di armonica convivenza tra gli uomini e con il creato, più che nel passato, oggi riveste una valenza di stringente attualità. Si aggiunge, non ultima, l’esigenza di far conoscere il lavoro pregevole condotto da un pool di esperte/i attraverso un’attività minuziosa, paziente ed efficace di ricerca e di studio. La prima impressione che si riceve, scorrendo velocemente le pagine del libro, è, infatti, quella di un team in cui le competenze dei singoli si integrano e sono finalizzate all’obiettivo unico di focalizzare le sfaccettature della personalità di Francesco e le testimonianze da lui lasciate nella civiltà e nella cultura del tempo: in modo specifico, nella storia della Chiesa, in quella degli ordini religiosi, nel dialogo inter-religioso, nella letteratura, nell’arte.
Dopo la prefazione del sindaco di Corato, De Benedittis, e l’ampia introduzione di fra Pier Giorgio Taneburgo del Convento dei Cappuccini di Santa Fara, la “narrazione” si dipana lungo sei capitoli: Sei storie in sei lunette (l’incipit di una ricerca) di Angela Paganelli; Biografie francescane (da Tommaso da Celano ai giorni nostri) di Luisa Mascolo; Il restauro delle lunette (Recupero, fruibilità e conservazione) di Angela Paganelli; Le storie di San Francesco (Approfondimenti archivistici e confronti iconografici e stilistici) di Michela Petrizzelli e Maria Pia Sardano; Francesco d’Assisi tra agiografia e storia (La pace come forma della vita cristiana) di Francesco Marrone; La street art ispirata alla preghiera di San Francesco (“Il Cantico di Librino” promosso dalla fondazione Antonio Presti) di Serena Petrone.
Gli approfondimenti sui risvolti esistenziali della figura di Francesco costituiscono la solida impalcatura su cui poggia l’architrave della sezione operativa dell’opera. Mi riferisco agli interventi di restauro di sei lunette, con scene della vita del Santo, realizzati presso la Chiesa dei Cappuccini di Corato da settembre 2024 a febbraio 2025, su progetto presentato alla competente Soprintendenza, tramite l’Ufficio per i Beni Culturali Ecclesiastici dell’Arcidiocesi di Trani-Barletta-Bisceglie, e da essa autorizzato.
Le sei lunette di autore ignoto, dipinte ad olio, il cui recupero ha richiesto una serie di delicate operazioni propedeutiche e i contributi di maestranze altamente qualificate, si alternano lungo i lati destro e sinistro della sacrestia della Chiesa e presentano altrettanti episodi significativi dell’agiografia francescana: la rinuncia ai beni; San Francesco consacra Santa Chiara a Dio; San Francesco tentato dalla donna; San Francesco riceve le stimmate; San Francesco nel roveto; San Francesco confortato dall’angelo.
I dipinti, collocabili tra la fine del XVIII e l’inizio del XIX secolo, come la sacrestia, sono riprodotti nitidamente in una sorta di inserto all’interno del volume; con accuratezza, inoltre, sono documentate le fasi degli interventi di recupero, con la precisazione del perché non si sono volute ridipingere le lacune presenti in due lunette.
Mi sembra superfluo precisare che si impone una visita guidata per poter apprezzare nella sua interezza il ciclo dell’opera pittorica.
Per ritornare alla pubblicazione, degno di nota ritengo il contenuto dell’ultimo capitolo che propone il tema della street art. A tale riguardo l’autrice, dopo aver chiarito che la street art è un’arte relazionale, in quanto” pone al centro la relazione tra individui, spazio e comunità, prende in considerazione il Cantico del Librino, (ispirato al Cantico delle creature), “nato da un’idea del mecenate Antonio Presti e dalla Fondazione Fiumara d’arte, inaugurato nel quartiere periferico di Catania il 4 ottobre 2018.
“Si tratta di un’installazione fotografica monumentale, i cui protagonisti sono gli stessi abitanti, immortalati da nove fotografi siciliani. I ritratti sono stati stampati in giganteschi banner posizionati sui tralicci dell’illuminazione pubblica. Sulle gigantografie di bambini, giovani, adulti e anziani sono impresse le due parole d’amore Laudato si’ “, le stesse utilizzate da papa Bergoglio per il titolo della sua enciclica.
Il cerchio si apre con il Santo di Assisi e si chiude con papa Francesco.

























