
Per la sintesi asimmetrica
Ad essere insigniti del Premio Nobel per la Chimica 2026 sono stati Henri B. Kagan e Kenso Soai “per la scoperta degli effetti non lineari e dell’autocatalisi nella sintesi organica asimmetrica“.
Secondo, infatti, l’Accademia reale svedese delle Scienze, gli studi dei due chimici hanno permesso di comprendere un fenomeno legato alla chiralità, la proprietà che consente ad alcune molecole di presentarsi in due configurazioni speculari, gli enantiomeri. Si tratta, cioè, di forme che possono comportarsi diversamente pur avendo la stessa composizione chimica, fondamentale, in campo farmaceutico, è riuscire a controllare quale delle due venga prodotta.
Già dagli Anni Ottanta, Kagan, in particolare, ha dimostrato quanto la purezza chirale di un catalizzatore non sia determinante, in modo proporzionale, su quella del prodotto finale.
Le sue ricerche hanno constatato che, in particolari condizioni, può verificarsi una vera amplificazione asimmetrica: si può ottenere un prodotto nel quale una delle due forme molecolari risulta molto più predominante, anche se si parte da un catalizzatore non perfettamente puro sotto il profilo chirale.
Questi “effetti non lineari” hanno, inoltre, fornito nuovi strumenti per studiare i meccanismi delle reazioni asimmetriche.
Molto più tardi, tra il 1995 e il 2003, Soai ha realizzato la prima reazione chimica in grado di produrre una sola immagine speculare, duplicando, alla perfezione, un meccanismo naturale.
Le loro scoperte sono state essenziali nello sviluppo di farmaci più efficaci.






















