Per via del caro bollette l’Enel, stanca,
Ha chiuso le centrali e i tralicci,
E adesso gira con due sacchi in spalla
A raccattar lucciole nei fossi e nei pisticci.

“Venite, belle, facciamo un contratto,
A tempo indeterminato, luce a cottimo,
Vi diamo un portalampada ben fatto
E un piccolo bonus se brillate ottimo”.

Le lucciole firmaron col sedere,
Lucente di suo, senza firma digitale,
E adesso stanno appese al lampioniere.

Città di notte sembra carnevale:
C’è Fabrizio che annaffia col bicchiere
Per non consumar luce artificiale.

Margherita di Savoia 01/10/2026


FonteImmagine generata con AI
Articolo precedenteA forza di essere forti
Articolo successivoLa morte va in vacanza
Salvatore Memeo è nato a San Ferdinando di Puglia nel 1938. Si è diplomato in ragioneria, ma non ha mai praticato la professione. Ha scritto articoli di attualità su diversi giornali, sia in Italia che in Germania. Come poeta ha scritto e pubblicato tre libri con Levante Editori: La Bolgia, Il vento e la spiga, L’epilogo. A due mani, con un sacerdote di Bisceglie, don Francesco Dell’Orco, ha scritto due volumi: 366 Giorni con il Venerabile don Pasquale Uva (ed. Rotas) e Per conoscere Gesù e crescere nel discepolato (ed. La Nuova Mezzina). Su questi due ultimi libri ha curato solo la parte della poesia. Come scrittore ha pronto per la stampa diversi scritti tra i quali, due libri di novelle: Con gli occhi del senno e Non sperando il meglio… È stato Chef e Ristoratore in diversi Stati europei. Attualmente è in pensione e vive a San Ferdinando di Puglia.

LASCIA UNA RISPOSTA

Please enter your comment!
Please enter your name here