“Per i contributi decisivi all’Osservatorio di neutrini IceCube e alla scoperta dei neutrini ad alta energia di origine astrofisica“.

Questa la motivazione per cui l’Accademia di Stoccolma ha deciso di assegnare il Premio Nobel per la Fisica al belga Francis Halzen, nato a Tienen, nel 1944, e professore all’Università del Wisconsin, a Madison, negli Stati Uniti.

Halzen fu il primo ad intuire, nel 1988, che il ghiaccio del Polo Sud potesse essere utilizzato per rilevare particelle note come neutrini. Ciò ha portato ad una scoperta fondamentale per l’Osservatorio di neutrini IceCube: un chilometro cubo di ghiaccio dotato di sensori di luce. Proprio grazie a IceCube, infatti, i ricercatori possono catturare i neutrini provenienti da processi estremamente ricchi di energia nell’universo lontano.

Come si legge, appunto, nella spiegazione del premio “quando un neutrino entra in collisione con un nucleo atomico produce un lampo di luce che può essere rilevato dai sensori all’interno del ghiaccio glaciale trasparente. Il ghiaccio del Polo Sud presenta numerosi vantaggi, poiché è privo di vari tipi di interferenze e l’area è geologicamente stabile, senza terremoti. Halzen e la sua idea ottennero ben presto il sostegno di altri ricercatori e, solo pochi anni dopo, furono condotti test preliminari sui sensori inseriti nel ghiaccio“.

D’altronde, siccome è molto raro intercettare neutrini cosmici con energie estremamente elevate, c’è bisogno di un enorme volume di ghiaccio per osservare un numero adeguato di collisioni. E, così, mentre IceCube, completato nel 2011, copre un intero chilometro cubo, i ricercatori hanno presto stabilito che i neutrini interessati devono avere origine ben al di fuori del nostro sistema solare.

Pertanto ha avuto inizio la ricerca delle sorgenti di neutrini nell’universo.

“Francis Halzen ha guidato un team internazionale di ricercatori e ingegneri che ci ha fornito uno strumento fantastico. La sua tenacia e la sua visione scientifica hanno aperto la strada a un nuovo tipo di astronomia“, ha dichiarato Mark Pearce, presidente del Comitato per il Premio Nobel per la Fisica.

Secondo l’Accademia reale svedese delle scienze, “le interazioni dei neutrini che vengono continuamente rilevate da IceCube forniranno ai ricercatori nuove conoscenze sui contesti violenti in cui possono formarsi i neutrini ad alta energia e potrebbero persino rivelare fenomeni cosmici finora sconosciuti“.


LASCIA UNA RISPOSTA

Please enter your comment!
Please enter your name here