Lui mi ha toccata come sempre, solo che ogni volta sembra diverso. Le sue mani sono una coperta per tutti gli inverni del mondo che si poggiano sulla mia pelle. Il tempo lì fuori gocciola in brina sui vetri della finestra. I rumori hanno inghiottito la città, le persone hanno digerito quel po’ di silenzio come dopo un pasto frettoloso. La mia vocina dentro poco dopo che lui è andato via, mi chiede sempre più cose, ha sempre nuove domande. Io non ho tutte quelle risposte.

Non abbiamo fatto l’amore, non stavolta. Lui ha consumato il liscio delle sue mani su me, mi ha percorso, come un viaggiatore che sa che al ritorno perderà tutto, per ogni centimetro. Io sono stata la sua strada. Mi batteva il cuore come un martello. Lui per me è l’uomo che ha scritto Il Piccolo Principe perché, la prima volta che me lo ha letto, mentre avevo gli occhi chiusi, quella sua voce senza cadenza, dura, da uomo, mi ha incantato la pelle d’oca. Quella voce che pareva che un qualche dio stesse cercando di farsi perdonare tutto il caso che inghiotte ogni vita. Non lo amo come amano tutti, io lo vivo come una tempesta che non ti lascia il tempo di pensare. Lui mi fa credere che domani tutto non sarà migliore, ma nuovo e diverso.

Mi ha regalato un pettine piccolo di legno decorato con dei pesciolini colorati, mi ha detto che devo credere ogni qualvolta sono triste che i miei capelli sono un mare in cui nuotano ad ogni spazzolata. Lui non mi proteggerà perché non può farlo neanche una madre. Lui non potrà essere ogni notte nel mio buio. Aprendo gli occhi ogni uomo accende la luce su di sé e chi gli sta accanto. Lui è solo una delle tante stelle, ma le altre semplicemente non ci sono più.

Abbiamo mischiato la nostra saliva, inventato posti nuovi in cui correre a nasconderci dopo tutte le volte in cui l’aereo dell’amore viene dirottato dalla ragione dei calcoli che rende eguale ogni anfratto di speranza. Lui è l’acqua non il bicchiere ed io sono la sete. Io sono la donna più piccola del mondo e la porta che apro per farlo entrare è un mondo migliore di questo in cui mi hanno gettata.

Io non lo amo come amano le altre donne. Io sono, tra un milione di lacrime, una galassia che non avrà mai più un astronauta così coraggioso da sapere di poter non far più ritorno a casa.

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Damiano Landriccia
Damiano Landriccia nasce ad Andria, nel 1973. Sposato, con tre figli, vive a Trani. Ama leggere e scrivere. Ha scritto e scrive recensioni cinematografiche per il Mensile Culturale milanese “Quarto Potere” (www.quartopotere.com). Ha scritto per la rivista di moda pugliese “City View”. Ha vinto il Festival Teatrale U.A.I. – Atti Unici Italiani – di Reggio Emilia nel 2004. Gli hanno di seguito rappresentato il Testo vincitore “Il Grande Padre” a Reggio Emilia presso “Il Teatro Piccolo Orologio” sempre nel 2004. Edizioni Babila gli ha pubblicato delle poesie nel libro “Ad un passo dell’anima - dal verso all’immagine”. I testi teatrali sono pubblicati su www.dramma.it. Altri testi e poesie sono pubblicate sul sito www.ewriters.it

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