Si intitola “Gioco D’amore” il nuovo singolo di Lycia Gissi, un brano che richiama le sonorità degli Anni Venti per raccontare rapporti di coppia incentrati sul concetto vero e/o virtuale di libertà

Ciao, Lycia. Da quale particolare esigenza nasce il tuo nuovo singolo “Gioco D’amore”?

Gioco D’amore è un brano scritto tempo fa e conservato nel cassetto, aspettavo sicuramente il momento ideale per poterlo lanciare elaborando anche un videoclip. È un brano nato per valorizzare la mia vocalità e il genere che ritengo più adatto a me e col quale mi diverto tanto.

Cosa differenzia, oggigiorno, il rapporto di coppia da ciò che era una volta?

Di certo oggi nel rapporto di coppia c’è molta più libertà rispetto al passato perché si coltivano hobbies e interessi individuali, inoltre, con l’utilizzo dei social media, si ha più probabilità di evasione e confronto. Diciamo che la società è cambiata, si è aperta e di conseguenza anche i rapporti si sono adattati al contesto sociale.

Sonorità leggere e allegre si sposano bene con lo stile Anni Venti del tuo swing?

Le sonorità allegre scelte per questo brano ricordano lo stile di anni che hanno visto in America la nascita del Charleston e delle grandi orchestre da ballo, come quella di Duke Ellington. La nostra idea (insieme agli autori) è stata proprio quella di creare un ritornello orecchiabile e di permettere anche di muovere le gambe a ritmo di swing creando un motivetto semplice e colorato nelle armonie.

Progetti futuri?

Un progetto discografico che possa abbracciare, nelle composizioni, tutti i miei gusti musicali, passando dal jazz al rock, al quale comunque mi sento vicina. Anche l’idea di un viaggio a New York nella patria del jazz. Parallelamente, essendo un insegnante di canto, vorrei approfondire lo studio dello strumento voce con altre masterclass magari all’estero e il master in Vocologia. Vivere di musica credo sia qualcosa di cui essere, quotidianamente, grata.


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Iscritto all'Ordine dei Giornalisti della Puglia, ho iniziato a raccontare avventure che abbattono le barriere della disabilità, muri che ci allontanano gli uni dagli altri, impedendoci di migrare verso un sogno profumato di accoglienza e umanità. Da Occidente ad Oriente, da Orban a Trump, prosa e poesia si uniscono in un messaggio di pace e, soprattutto, d'amore, quello che mi lega ai miei "25 lettori", alla mia famiglia, alla voglia di sentirmi libero pensatore in un mondo che non abbiamo scelto ma che tutti abbiamo il dovere di migliorare.

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