Rom, Campo de’ Fiori, Denkmal Giordano Bruno

 «È prova di una mente semplice e molto primitiva che uno desideri di pensare come le masse o la maggioranza, semplicemente perché la maggioranza è maggioranza. La verità non cambia perché è, o non è, creduta dalla maggioranza delle persone»
(Giordano Bruno)

Campo de’ Fiori è avvolta dal silenzio. Il mercato è ormai spento, le voci si sono dissolte nel vento che accarezza le pietre antiche. La statua di Giordano Bruno, scura e severa, domina la piazza: il cappuccio getta ombra sul volto, lo sguardo è rivolto verso il Vaticano, come sfida eterna. È notte, e le luci dei lampioni disegnano cerchi dorati sul selciato. In questo scenario sospeso, strabuzzo gli occhi, mentre il gran Bruno mi appare vivo, con lo sguardo che incendia la notte: sospeso tra la brace che lo divorò e il firmamento che lo consacra.

Maestro Bruno, vi incontro tra le ombre di questa piazza che vi vide morire. Oggi ce lo può confessare: in quel momento, ha tremato di paura?

Maiori forsan cum timore sententiam in me fertis quam ego accipiam forse tremate più voi nel pronunciare questa sentenza che io nell’ascoltarla: risposi così ai giudici che lessero la mia condanna. Trema chi non ha scelto la verità, non chi ha scelto di essere luce. Ho lottato, e molto; ho creduto nella mia vittoria. È già qualcosa essere arrivati fin qui, a Campo de’ Fiori, senza temere di morire, preferendo coraggiosa morte a vita imbelle.

Ma perché sfidare il potere, ben conoscendo il prezzo?

Perché la libertà di pensiero è più forte della tracotanza del potere. Ho scelto di vivere e morire nemico d’ogni legge e d’ogni fede, se la fede è catena. D’altronde, la verità non ha bisogno di maggioranza: rimane vera anche se i più non la riconoscono. E il mio sguardo si è librato oltre le mura di un mondo asfissiato e asfissiante. Mi piacciono le eccezioni.

Oltre le mura… verso l’Infinito?

L’altezza è profondità, l’abisso è luce inaccessa, la tenebra è chiarezza. Non uno, ma infiniti mondi, Paolo. Non un centro, ma una molteplicità senza confini. È il multiverso: l’Infinito che abbraccia ogni possibilità. Colui che vede in se stesso tutte le cose è, al tempo stesso, tutte le cose.

E l’uomo, in questa immensità?

È scintilla dell’Uno. Perché non è la materia che genera il pensiero, è il pensiero che genera la materia. E tutto nasce dall’amore: forza e vita nelle cose viventi, vigore stesso in tutto ciò che respira. È per virtù dell’amore che tutto è prodotto, e l’amore è in tutto.

Maestro, ci parla di verità, luce, amore. Confesso che, per noi comuni mortali, a volte è davvero dura…

Ricorda: in tristitia hilaris, in hilaritate tristis – essere ilari nella tristezza, tristi nell’ilarità. La vita è contraddizione, e proprio lì si cela la verità. E non temere il dubbio: è il varco verso la luce. Oppure verso l’amore: che è poi la stessa cosa. Cieco chi non vede il sole, stolto chi nol conosce, ingrato chi nol ringrazia; se tanto è il lume, tanto il bene, tanto il beneficio; per cui risplende, per cui eccelle, per cui giova; maestro dei sensi, padre di sustanze, autor di vita.

Azzardo un’ultima domanda: se potesse tornare indietro, rifarebbe tutto?

«Tornerei al fuoco, perché chi ama la verità non indietreggia. Io sono già oltre le fiamme, tra le stelle che nessuno può spegnere e che brillano senza bruciare».

Un lampo di luce sembra attraversare il suo volto, Giordano Bruno indica il cielo: «In viva morte morta vita vivo!».


FontePhotocredits: I, Berthold Werner, CC BY-SA 3.0 , via Wikimedia Commons
Articolo precedenteLa macchina da scrivere
Articolo successivoAd Andria, un Monumento al Casaro
La mia fortuna? Il dono di tanto amore che, senza meriti, ricevo e, in minima parte, provo a restituire. Conscio del limite, certo della mia ignoranza, non sono mai in pace. Vivo tormentato da desideri, sempre e comunque: di imparare, di vedere, di sentire; di viaggiare, di leggere, di esperire. Di gustare. Di stringere. Di abbracciare. Un po’ come Odysseo, più invecchio e più ho sete e fame insaziabili, che mi spingono a correre, consapevole che c’è troppo da scoprire e troppo poco tempo per farlo. Il Tutto mi asseta. Amo la terra di Nessuno: quella che pochi frequentano, quella esplorata dall’eroe di Omero, ma anche di Dante e di Saba. Essere il Direttore di "Odysseo"? Un onore che nemmeno in sogno avrei osato immaginare...

1 COMMENTO

  1. Giordano Bruno, libero pensatore, resistette a tutto negli otto anni di processo a suo carico da parte della diabolica inquisizione, pure alla “mordacchia” ! A quei tempi, ciò che la chiesa non convertiva e addomesticava, portava al rogo. Tempi bui, anche quelli …
    Salvatore S.

Comments are closed.