Una domenica speciale quella di domenica 14 dicembre 2025 per Andria con l’inaugurazione del Monumento al Casaro, un tributo alla tradizione casearia della città. L’opera, donata dal Comitato per la Valorizzazione della Storia dell’Arte Casearia, rappresenta un omaggio a chi ha contribuito a rendere celebri mozzarella e burrata in tutto il mondo. Durante la cerimonia, hanno partecipato autorità locali e familiari degli storici casari, tra cui i discendenti delle famiglie Asselta, Asselti e Asseliti. Un momento di emozione e comunità che segna l’inizio di nuove iniziative per promuovere la tradizione casearia locale, come CaseiTrip, il Museo del Casaro, e il Cheese Day. Un progetto che guarda al futuro, rafforzando la cultura e l’economia del territorio. A parlarcene è il Presidente del Comitato, Mirko Malcangi.

Ciao, Mirko. Perché avete deciso di dedicare un monumento alla figura del “casaro”?

Abbiamo deciso di dedicare un monumento alla figura del Casaro, perché è una professione che ha permesso di rendere Andria famosa nel mondo. Le famiglie che rappresento, assieme a tante altre, hanno contribuito a far sì che l’arte casearia andriese divenisse patrimonio di tutta la comunità. Non nascondiamo anche la volontà di continuare un percorso di valorizzazione del nostro territorio, che non sia solo la conseguenza della realizzazione di opere pubbliche.

In che modo si potrebbe valorizzare l’arte casearia andriese?

Creando dei contesti di rappresentazione diffusa: in un territorio dove si fa fatica a unire le forze per essere attrattivi, le istituzioni, in accordo con i soggetti interessati, potrebbero avviare un circuito in cui inserire le diverse esperienze. Noi, con la donazione del Monumento al Casaro, ci siamo inseriti in questo solco. Ora ci auguriamo che anche altri, anziché condannare, diffidare – e mi fermo qui -, emulino la nostra esperienza.

Che importanza assumerebbe celebrare la tradizione e il sapere artigianale della nostra terra?

Saperi e tradizioni, valorizzati, servono a creare economia e a stimolare la celebrazione culturale del territorio. Bisogna uscire dagli schemi tradizionali, diversamente si resta solo arroccati dietro l’io, io, io. Ad Andria, oltre all’olio, al vino e ai prodotti caseari, ci sono anche quelli della filiera animale.

Progetti futuri?

Tra gli obiettivi futuri ci sono la realizzazione del caseitrip, il cheesday e perché no, una grande sagra di valorizzazione di tutti i prodotti tipici della nostra terra. La Regione Puglia negli ultimi anni ha investito molto in questa direzione.