È da tempo, ormai, che l’ISIS semina terrore nel Medio Oriente e in Europa al grido di “Dio è grande – Allah Akbar”, termini che urlano più come vendetta nei confronti degli infedeli occidentali.

Duole dirlo ma dobbiamo prendere atto di un “germogliante” culto della guerra, un fenomeno che offusca impedendo di discernere il rispetto e la violenza.

I fanatici e i fanatismi sono sempre esistiti ed è faticoso estirparli, così come i pregiudizi diffusi dal razzismo e dall’intolleranza, senza dimenticare quelli di “casa nostra”, di manifestazioni legate a partiti politici che rifiutano la presenza dei migranti nei territori dell’Unione Europea.

Tantissime persone lanciano gli hashtag seguiti da parole inneggianti alla pace, alla preghiera che si susseguono, nei vari giorni di terrore che si vivono, per condividere messaggi di solidarietà, forse “l’arma” più significativa e più bella che l’uomo possa mettere in “azione”. I conflitti ci hanno insegnato o avrebbero dovuto insegnarci che l’umanità, o meglio la pietà, può scomparire dal cuore di chi impugna strumenti di morte, siano essi kalashnikov, armi, bombe o propagande.

Il male è male a prescindere dalle modalità con cui colpisce e da chi lo mette in atto: terroristi islamici, politici corrotti, banchieri senza scrupoli e ladri, uomini di fede che manipolano e abusano, uomini d’onore senza umanità e….

Siamo abituati ad osservare gli eventi, lontani da noi, però gli stessi terroristi scrivono twitter o sui vari social che i prossimi obiettivi saranno Roma, Madrid, Londra, USA.

Sembra che, nuovamente, sul Vecchio Continente e sull’intero mondo occidentale alitano venti di guerra e la convivenza tra cultura occidentale e islamica continua ad essere minata dal terrorismo dei fondamentalisti dopo gli ultimi attacchi nel cuore dell’Europa.

Appare impossibile attuare la convivenza con una cultura così diversa da quella occidentale e proseguirà ad esserlo sempre di più, innanzi a una politica in parte corresponsabile del clima di ostilità, violenza e terrore di questi tempi, a causa di strumentalizzazioni della stampa-cronaca per consensi elettorali e di forti interessi economici con gli Stati della penisola Arabica, veri sostenitori e finanziatori del terrorismo islamico, apparentemente grandi amici degli occidentali ma che di fatto hanno creato l’ISIS.

Noi come dei bravi tossicodipendenti ricorriamo ai nostri spacciatori. E già: perché nessun tossicodipendente si leva contro il suo fornitore-spacciatore.

L’Islam, se vuol essere considerata davvero una religione, che crede in un Dio Misericordioso e Benevolo, deve abbandonare l’idea e l’azione di eliminare gli altri (infedeli), è tempo che la smetta di indentificarsi con la politica, con il governare Stati e Paesi, che impediscono la libertà di stampa, di pensiero di parola di scelta, di conversione, deve abbandonare e sigillare il desiderio, meglio, il mal desiderio di voler sostituire la Democrazia con la Teocrazia.

La Comunità Europea è tempo che faccia verità e interrompa accordi come quelli con la Turchia: o assisteremo a un nuovo olocausto, ma, ahimè, questa volta sotto l’egida della Bandiera Europea con tutti i diritti. È tempo che i vari Stati, compreso l’ONU, prendano atto che i Signori della penisola arabica non posso sedere nel Palazzo di Vetro che è il difensore dei diritti degli uomini e guarda caso proprio quei diritti sono in casa loro negati e deprivati.

Non si islamizza il mondo, ma lo si umanizza, questo deve imparare con urgenza l’intero Islam per poter credere nella pacifica convivenza, l’Islam deve far entrare nel DNA della sua religione il valore della condivisione, del rispetto, della reciprocità, delle pari opportunità.

L’umanizzazione del mondo esige, la collaborazione, in unità d’intenti, di tutte le religioni e di tutti gli stati. È questa comunione e collaborazione che può realizzare un autentico progetto di umanizzazione, all’interno della grande “casa madre terra”, luogo per eccellenza sempre accogliente alle differenze. Perché, come diceva Ernesto Balducci: «Il vero umanesimo è quello ‘etnografico’ che ricerca il senso pieno della storia dell’uomo nelle diverse ‘memorie’ che i gruppi umani, anche quelli detti primitivi, conservano della loro esperienza. Gli elementi della pienezza dell’uomo sono dispersi nella variegata famiglia umana e possono essere riconosciuti solo mediante l’umile ascolto delle molte voci dell’umanità».

Più articolata e più stimolante è la definizione del pontefice Giovanni Paolo II: «Umanizzare questo rapporto comporta insieme: un dare e un ricevere, il creare cioè quella comunione che è totale partecipazione».

Mi chiedo come mai i ricchi petrol-emirati e monarchie come: Arabia Saudita, (Monarchia assoluta islamica religione di stato è l’Islam sunnita) Emirati Arabi, (federazioni di monarchie assolute: Religione di stato è l’Islam) Oman (monarchia assoluta di carattere islamico) Qatar (de facto monarchia assoluta ed ereditaria) non esercitino e non attuino la tanto predicata fratellanza araba?

Da un report di Amnesty International del 2014 si evince che questi Paesi hanno esaminato solo 5 richieste di asilo politico, tutte respinte.

Le scuse di questi signori sceicchi difensori del vero islam sono le più svariate e al limite del buon senso e di quanto lo stesso Corano invita a “fare”: clima troppo caldo, ambiente culturale differente, costo della vita elevato, mentre Paesi con meno risorse come Libano e Giordania, compresi logicamente molti Paesi dell’Europa, sopportano il peso dell’accoglienza della stragrande maggioranza dei rifugiati.

Maometto fuggendo dalla persecuzione alla Mecca chiese rifugio a Medina e lì fu accolto. La migrazione (jijrah) di Maometto significa l’andar via da terre di oppressione e l’accoglienza dello straniero indica il modello islamico di protezione dei rifugiati.

Nel Corano si parla della protezione del profugo, del richiedente asilo, che sia musulmano o meno. Nella sura Al anfál si afferma: “quelli che hanno dato loro asilo e soccorso, loro sono i veri credenti: avranno il perdono e generosa ricompensa” (Cfr. Corano, 8, 74).

È tempo che i credenti islamici si sveglino dal torpore, è tempo della fratellanza universale quella fratellanza che accomuna tutta l’umanità. È ora di dire basta al terrorismo islamico e ad un certa cultura dell’islam. È ora di dire basta al genocidio dei cristiani. È ora di dire basta al silenzio assordante dell’Occidente perbenista, ipocrita e indifferente.

La disumanità si nutre di indifferenza ed ipocrisia. Si è indifferenti con il cristiano, con il profugo, con il debole e, al contempo, ipocriti all’interno di una Chiesa, di una Sinagoga di una Moschea, di un Parlamento…

Credo nell’umanità che è capace di abbattere le frontiere, che paga di persona, che non usa armi, ma sa usare il cuore.

Rifiuto un “Allah-esplosivo” e tutti coloro che lo seguono.