L’ombra della crisi energetica e sociale sui territori locali

La forbice sociale si sta allargando progressivamente. L’attuale assetto geopolitico globale ha configurato una vera e propria economia di guerra, un sistema in cui i grandi colossi economico-finanziari, i fondi d’investimento transnazionali e le industrie energetiche e belliche accumulano profitti record estratti direttamente dall’instabilità dei mercati. Sull’altro lato della bilancia, i cittadini comuni pagano il conto più salato: l’impennata del prezzo dei carburanti e l’esplosione delle bollette energetiche stanno erodendo il potere d’acquisto delle famiglie, spingendole verso una povertà strutturale.

In questo scenario, i consumi energetici non sono più semplici spese correnti, ma fattori di esclusione sociale. Le previsioni per il prossimo futuro indicano che i costi per l’energia diventeranno talmente insostenibili da costringere interi nuclei familiari a rinunciare non solo al riscaldamento o all’elettricità, ma anche a cure sanitarie, istruzione e altri servizi pubblici essenziali. È l’atto di nascita dei nuovi poveri: lavoratori e ceti medi scivolati rapidamente nelle fasce deboli della popolazione.

Mentre i mercati azionari e i cartelli dell’energia registrano utili miliardari grazie alla speculazione sulle materie prime, l’economia reale sperimenta una forte stagflazione. L’aumento dei prezzi alla produzione si traduce in un’inflazione al consumo che soffoca l’economia di prossimità. Secondo i dati macroeconomici più recenti e le analisi di Confcommercio sulle stime di PIL e consumi, la redistribuzione asimmetrica della ricchezza penalizza sistematicamente la spesa dei consumatori, schiacciata dalla minore disponibilità reddituale reale.

La sproporzione è evidente: i grandi capitali rimangono tutelati da regimi fiscali flessibili o transnazionali, mentre la tassazione sul lavoro e il costo fisso dei servizi essenziali gravano interamente sul contribuente medio, azzerando la capacità di risparmio

La Puglia riflette pienamente questa dinamica di fragilità. Nonostante una timida ripresa trainata dai flussi turistici, il tessuto economico regionale mostra profonde criticità strutturali.

Secondo il rapporto annuale della Banca d’Italia sull’economia regionale, il Prodotto Interno Lordo pugliese registra una crescita debole dello 0,4%, inferiore rispetto alla media del Mezzogiorno (+0,7%) e alla media nazionale (+0,5%). Le stime per l’anno in corso si attestano su un modesto +0,8%, trainato quasi esclusivamente da specifici hub urbani.

A fronte dell’aumento dei prezzi energetici e dei carburanti, in Puglia perdono terreno i salari reali. Gli stipendi rimangono strutturalmente bassi e non adeguati al costo della vita, determinando il fenomeno dei working poor(lavoratori che pur avendo un impiego non riescono a superare la soglia di povertà).

Un ulteriore indicatore di vulnerabilità è rappresentato dall’economia non osservata, con l’economia sommersa che vale oltre il 17% del Pil regionale (Quotidiano di Puglia), un dato che evidenzia l’assenza di tutele contrattuali e ammortizzatori sociali per una vasta fetta di lavoratori nei momenti di crisi acuta.

Scendendo nel dettaglio della provincia di Barletta-Andria-Trani (BAT), e in particolare nel comune di Andria, l’impatto dell’economia di guerra e del caro energia assume contorni allarmanti se letto attraverso le dichiarazioni dei redditi delle persone fisiche.

I dati statistici pubblicati dal Dipartimento delle Finanze del MEF sulle variabili IRPEF comunali collocano storicamente il territorio di Andria e i suoi immediati dintorni nelle posizioni di coda a livello nazionale per reddito medio imponibile. Mentre a livello nazionale il reddito medio sfiora i 25.820 euro complessivi, la provincia BAT mostra ampie sacche di popolazione ben al di sotto di questa soglia. La distribuzione dei contribuenti andriesi evidenzia una forte densità nei primi scaglioni di reddito (fino a 15.000 euro).

L’economia di guerra redistribuisce la ricchezza verso l’alto, lasciando purtroppo a livello locale l’onere di gestire una nuova, vasta e silenziosa classe sociale: quella di chi lavora, produce, dichiara le proprie tasse, ma non può più permettersi di vivere dignitosamente.

Per contrastare la nascita di queste nuove povertà e invertire la rotta di questa “economia di guerra” sul piano locale, è necessario attivare leve territoriali d’urgenza combinando i finanziamenti pubblici sovranazionali con l’iniziativa interna delle reti produttive andriesi.

La risposta strutturale al caro-bollette è l’autoproduzione. I Comuni, sfruttando i bandi regionali e le risorse nazionali dedicate, possono farsi promotori di Comunità Energetiche Rinnovabili, coinvolgendo i capannoni della zona industriale e i tetti degli edifici pubblici per l’installazione di impianti fotovoltaici.

L’energia in eccesso prodotta può essere ridistribuita a tariffe sociali agevolate alle famiglie inserite negli scaglioni IRPEF più bassi, oppure le stesse aziende possono redistribuire l’energia autoprodotta in eccesso ai propri dipendenti abbattendo i costi delle bollette delle loro famiglie.

È necessario governare e coordinare questa nuova opportunità evitando di lasciarla totalmente all’iniziativa privata.

La programmazione dei fondi comunitari può essere coordinata e concentrata sulla resilienza economica delle micro-imprese attraverso azioni di sistema come ad esempio contributi per l’efficientamento. Si tratta di attivare voucher finanziati dal Fondo Europeo di Sviluppo Regionale (FESR) della Regione Puglia per la transizione energetica delle micro-aziende (es. coibentazione, macchinari a basso consumo), come anche la promozione da parte del Pubblico alla creazione di mercati e reti distributive locali che riducano al minimo la logistica e la dipendenza dai carburanti tradizionali per il comparto agroalimentare. Come anche occorre difendere l’olivicoltura dalla volatilità dei mercati energetici globali.

Una delle azioni fondamentali da promuovere consiste nel sostegno all’agricoltura di precisione e ai biodistretti. Organismi privati o pubblici, come ad esempio i Gruppi di Azione Locale, possono giocare un ruolo attivo nel promuovere e finanziare studi e ricerche in tale direzione, massimizzando e promuovendo le misure previste dal Complemento di Sviluppo Rurale (CSR) Puglia, soprattutto per introdurre e finanziare sistemi di irrigazione intelligenti alimentati da fonti rinnovabili e sensoristica IoT, riducendo drasticamente il consumo idrico ed elettrico delle aziende agricole locali.

Le amministrazioni locali, in sinergia con i sindacati e le associazioni di categoria, possono istituire strumenti di protezione finanziaria immediata come ad esempio istituire un fondo di Garanzia Comunale per il Microcredito per erogare prestiti a tasso zero o agevolati alle famiglie temporaneamente insolventi con le utenze o con le spese sanitarie essenziali; oppure attivare misure di welfare territoriale di prossimità promuovendo la defiscalizzazione locale (ove possibile sulle addizionali comunali o IMU per i locali commerciali) per le aziende che attivano forme di welfare o premi di produzione legati al rimborso delle bollette per i propri dipendenti a basso reddito.

Ancora, sviluppare in sinergia con gli ITS o le Università servizi ad alto contenuto tecnologico e ad alto valore aggiunto, che generino sviluppo locale attraverso l’applicazione trasversale delle innovazioni sui settori trainanti l’economia locale.

Per fare questo occorre tempo, coesione sociale, governance e una forte collaborazione tra il pubblico e il privato in quanto non tutto può essere addossato alle Istituzioni e non basta la sola iniziativa privata seppure operosa.


FonteImmagine generata con AI
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Formazione classica, laurea in Scienze Politiche e specializzazioni giuridico-economiche. Coautore di “Ecosofia, per re-esistere alla crisi antropologica” edizioni EtEt 2012. Fortunato viandante su questa terra, consapevole che ho ancora tanto da imparare, come Diogene alla ricerca dell’Uomo, degli esseri con i quali costruire il futuro di tutti. Appassionato della vita, ho avuto la fortuna di incrociare sul mio cammino persone uniche che mi hanno rivestito di amore, passioni, forza. La vita mi ha regalato molte esperienze diverse, ma tutte speciali. Scrivere? È come condividere se stessi con gli altri: due passioni che coltivo da sempre. Nonostante le molteplici e importanti esperienze professionali, il mio centro di gravità permanente rimangono le persone: la famiglia, gli amici e le esperienze sociali nelle diverse sfaccettature. Inizio un nuovo viaggio, una nuova avventura con una certezza: “Se vuoi arrivare primo, corri da solo. Se vuoi andare lontano, cammina insieme agli altri” (proverbio africano).

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