Un ritorno all’inizio che è un ritorno dell’inizio, sempre nuovo eppur sempre più evanescente, a rischio di cancellazione, per cui è tanto più necessaria il recupero della memoria comune

Lo scemo del paese, la suora dell’asilo, la casa sparita, Giorgio che non parla, il Dio dei bambini e, soprattutto, quello del trenino colorato: chi non ha, nel suo immaginario, personaggi, luoghi e situazioni come quelle evocate da questa rapida, e volutamente incompleta, galleria?

Sì, perché Il cane straniero e altri racconti (Tabula Fati, Chieti 2017, pp.101, €10,00), l’ultimo libro di racconti di Antonio Del Giudice, non delude le aspettative e si presenta come una galleria della memoria collettiva, una galleria in cui i protagonisti, e le domande che li accompagnano, più che sfilare, si offrono al lettore che li conosce e li riconosce, li ascolta e fa proprie le domande, molto più che le risposte, che accompagnano le loro esistenze: le loro storie e la nostra storia.

Sarà per questo che il modo che ha Del Giudice di trattare il tempo dei suoi racconti è spesso proustiano, con rapide ellissi, fughe in avanti e recuperi del passato, quasi ad aiutarci a seguire il filo della memoria: quella altrui e quella propria. Del resto, è questa una interpretazione legittimata dal quadro scelto per la copertina del libro, che riproduce In the Beginning (1916), di Paul Klee: un ritorno all’inizio che è un ritorno dell’inizio, sempre nuovo eppur sempre più evanescente, a rischio di cancellazione, per cui è tanto più necessaria il recupero della memoria comune.

Perché tutti abbiamo incontrato uno scemo del paese che meritava solo compassione e ha trovato crudeltà. Tutti potremmo dire di una suora dell’asilo che, pur con le migliori intenzioni, ci ha lasciato ferite dure a rimarginarsi e forse mai del tutto rimarginate. Tutti, oggi tanti, persino troppi, hanno perso una casa o la parola davanti all’assurdo che imperversa sui nostri giorni. Tutti vorremmo mettere sotto accusa un Dio dei bambini, che non è capace di salvare gli innocenti e non ha fermato quel treno… il 12 luglio.

Come detto, l’elenco sin qui richiamato per brevi cenni, è volutamente incompleto, si lascia al lettore il piacere di scoprire, ad uno ad uno, i racconti che la penna di Antonio Del Giudice, sempre asciutta e cesellatrice, sempre accurata ma non eccessiva, ci ha consegnato con la consueta maestria. Chi ha amato le sue precedenti opere narrative, La Pasqua bassa (2009 e 2016), Buonasera, dottor Nisticò (2014), La bambina russa (2015), non farà fatica a divorare anche queste pagine.

Peraltro, per chi desidera partecipare ad un incontro con l’autore, Il cane straniero sarà presentato ad Andria, presso il Circolo dei Lettori, in via Flavio d’Excelsis, 22, giovedì 15 giugno. La presentazione avrà inizio alle ore 19.30. Ingresso libero. Partecipazione gradita.


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La mia fortuna? Il dono di tanto amore che, senza meriti, ricevo e, in minima parte, provo a restituire. Conscio del limite, certo della mia ignoranza, non sono mai in pace. Vivo tormentato da desideri, sempre e comunque: di imparare, di vedere, di sentire; di viaggiare, di leggere, di esperire. Di gustare. Di stringere. Di abbracciare. Un po’ come Odysseo, più invecchio e più ho sete e fame insaziabili, che mi spingono a correre, consapevole che c’è troppo da scoprire e troppo poco tempo per farlo. Il Tutto mi asseta. Amo la terra di Nessuno: quella che pochi frequentano, quella esplorata dall’eroe di Omero, ma anche di Dante e di Saba. Essere il Direttore di "Odysseo"? Un onore che nemmeno in sogno avrei osato immaginare...