Su 100 IGP europee, 26 sono italiane: siamo al primo posto

IGP: durante il recente summit di Bruxelles, UE e Cina, in risposta al rifiuto statunitense di tener fede agli accordi sul clima di Parigi e di legittimare la politica nutrizionistica di Michelle Obama, hanno trovato un’intesa per la pubblicazione di 200 indicazioni geografiche protette (100 europee e 100 orientali) da tutelare, attraverso un accordo bilaterale, entro il 2017.

In questa particolare classifica, l’Italia presenta ben 26 specialità, una in più rispetto alla Francia, prodotti da salvaguardare e difendere da contraffazioni che potrebbero, tra l’altro, nuocere gravemente alla salute. Il processo, portato avanti con successo dalla Commissione Europea, è un’importante iniezione di fiducia per i mercati del Vecchio Continente, considerato che l’agrifood cinese pare estendersi anche ai consumatori della cosiddetta classe media.

Così, accanto alle eccellenze enogastronomiche occidentali, quali lo Champagne francese e il Feta greco, la cucina italiana dimostra di avere una marcia in più, una vasta gamma di ricette da marchiare con il simbolo dell’esclusività culinaria, un menù che comprende: Asiago, Barbaresco, Asti, Barolo, Bardolino Superiore, Aceto Balsamico di Modena, Brunello di Montalcino, Bresaola della Valtellina, Brachetto d’Acqui, Chianti, Prosecco, Conegliano-Valdobbiadene, Gorgonzola, Grana Padano, Franciacorta, Dolcetto d’Alba, Mozzarella di Bufala campana, Montepulciano d’Abruzzo, Grappa, Parmigiano Reggiano, Prosciutto San Daniele, Prosciutto di Parma, Taleggio, Soave, Nobile di Montepulciano e Toscano.

Insomma, ce n’è per tutti i gusti, per tutti i costi, per tutti i pasti e, soprattutto, per i tutti i posti!