Ho già espresso la mia (modestissima) opinione al riguardo, e non essendo né un virologo né un esperto di politiche di controllo, direi che non c’è bisogno di aggiungere altro.

Quello che voglio fare invece, è provare a rispondere alla domanda che mi è stata posta molte volte da quando ho deciso di trasferirmi in Cina, e cioè: “Com’è vivere in Cina?”.

Io abito a Pechino, la capitale della Cina, che si trova nel Nord della parte orientale del Paese. Vivo qui da circa dieci anni, anche se la prima volta a Pechino è stata nel 2007, ma ho anche visitato tanti altri posti di questo enorme Paese, e ho vissuto circa un anno a Canton, a circa 2200 km a Sud della capitale. Mi sento abbastanza integrato qui, sono sposato con una donna cinese da tre anni,e quindi posso affermare di conoscere un po’ la società cinese, la sua cultura, i pregi e i difetti, ma voglio ricordare ai lettori che la Cina è grande circa 30 volte l’Italia, e ci sono notevoli differenze non solo tra il Nord e il Sud, ma anche tra l’Est e l’Ovest del Paese, e perciò l’articolo che state per leggere non ha la pretesa di essere una guida della Cina, ma solo un racconto basato sulla mia esperienza in questo Paese.

La Cina è molto diversa da qualsiasi Paese europeo e alcuni suoi aspetti possono essere incomprensibili per chi è abituato agli standard occidentali. Qui non c’è una vera libertà di stampa, e il concetto di diritti civili è decisamente diverso rispetto al nostro. Il cittadino cinese medio pensa che non spetti ai cittadini parlare di politica, che bisogna affidarsi al governo quando ci sono problemi. Qui non c’è il diritto allo sciopero, i sindacati sono organismi controllati dal governo e le critiche possono essere fatte al massimo a livello locale o su un episodio in particolare, ma non possono mai essere messi in discussione il governo centrale e il Partito Comunista e, quando succede, la censura è pronta a intervenire, facendo sparire articoli sgraditi poco dopo la loro pubblicazione.

Bisogna comunque sapere che in Cina si sono tanti cittadini che non approvano ciecamente tutto ciò che fa il loro governo, perciò è inappropriato identificare tutta la Cina con il proprio governo; le critiche al regime non possono essere una buona scusa per parlare male di un intero popolo. Per un cittadino straniero che vive qui, invece, questo è un problema molto relativo, perché nessuno ti obbliga a lodare il governo o ad avere la tessera di partito per fare il tuo lavoro. Certamente gli stranieri parlano di politica cinese quando si incontrano o in chat, sono quasi tutti critici, chi più chi meno, ma alla fine chi rimane qui è perché ci si trova bene, chi non sopporta la vita in questo Paese, se ne torna a casa o cambia Paese, nessuno lo costringe a rimanere in Cina. Un altro aspetto che spaventa gli occidentali che si approcciano alla Cina, è la concezione di igiene che hanno i cinesi.

Ora è vero che molte bettole economiche, dove tra l’altro non sempre si mangia male, ti accolgono con pavimenti sporchi e avanzi dei clienti precedenti sui tavoli, com’è anche vero che ci sono numerose persone che sputano per terra incuranti della sensazione di disgusto che provocano in chi gli sta intorno, ma anche qui bisogna sfatare un po’ di luoghi comuni. La maggior parte dei cinesi ci tengono alla pulizia né più né meno di noi, e se ci sono posti dove il livello di igiene lascia a desiderare, ci sono anche ristoranti e centri commerciali pulitissimi in ogni angolo. Naturalmente il livello di pulizia varia anche da un posto all’altro, il contadino cinese non è propriamente un campione di pulizia, ma definire i cinesi un popolo di zozzoni è quantomeno ingeneroso. Il vero problema comune in tante città cinesi è l’alto tasso di inquinamento atmosferico; anche se possiamo dire che negli ultimi due anni c’è stato un sensibile miglioramento, c’è ancora molto da lavorare per risolvere questo problema. Soprattutto in inverno, ci sono giornate in cui il cielo è una massa lattiginosa ed è consigliabile indossare una mascherina antismog, e questo problema è un frequente argomento di dibattito sui social cinesi. L’importante è non credere che qui il sole si possa vedere solo sugli schermi pubblicitari, fortunatamente non mancano le belle giornate di sole in cui è davvero piacevole farsi una passeggiata.

Per quanto riguarda il cibo, vi assicuro che in Cina si mangia benissimo. Essendo una nazione enorme in cui convivono 56 etnie ufficialmente riconosciute, l’offerta gastronomica è assai variegata, ce n’è davvero per tutti i gusti, ma le voci che circolano da noi di cinesi che mangiano pipistrelli e topi vivi, rasentano la leggenda. È vero che in alcune zone si mangiano alcuni insetti, che tra l’altro sono ricchi di proteine, e altri animali esotici. Per esempio, a Pechino ci sono ristoranti che nel loro menù offrono i bozzoli dei bachi da seta, alcuni miei amici italiani hanno assaggiato gli scorpioni, ma pipistrelli e topi vivi, se davvero vengono consumati, sono relegati alle abitudini di una minoranza della popolazione, assolutamente non rappresentativa.

Per il resto, i cinesi mangiano più o meno quello che mangiamo noi, anche se sicuramente qui puoi trovare una più vasta varietà, sia di carne che di frutta e verdura. Se non si ha l’arroganza di pensare che tutto ciò che non mangiamo noi sia strano e non commestibile, si possono scoprire nuovi piatti e rimanerne molto soddisfatti, ma se il cibo cinese proprio non vi piace, non è un problema; nelle città più importanti potete trovare ristoranti provenienti da tutto il mondo, a partire da quelli italiani (a Pechino ce ne sono di ottimi, gestiti da ristoratori del nostro Paese), e anche nei supermercati si può trovare una vasta gamma di prodotti occidentali. Arrivare al ristorante o a al supermercato più lontano non è mai un problema, perché uscire e andare in giro in Cina è facile ed economico; ci sono tante linee di autobus e metro quasi sempre in orario e a prezzi irrisori.

A Pechino un biglietto dell’autobus costa 2 yuan, circa 30 centesimi di euro, ma se hai la tessera dei mezzi di trasporto urbani, allora paghi la metà, e ancor meno se sei studente. Il costo del biglietto della metro invece varia a seconda della distanza percorsa, e si va dai 3 agli 8 yuan (circa 40 centesimi e 1 euro), ma ci sono ulteriori sconti a seconda dei soldi spesi in un mese. Anche i taxi costano poco, circa un terzo rispetto a quelli italiani, e inoltre il servizio di bike-sharing è presente praticamente ovunque in città a prezzi stracciati. Questo rende gli spostamenti molto pratici, e perciò le grandi distanze non spaventano, e quando dico grandi intendo decine di chilometri. Per esempio, da casa mia a quello di un mio caro amico ci sono ben venticinque chilometri, ma in un’ora di metro e con una spesa di circa 75 centesimi di euro sono lì.

L’economicità dei taxi poi, ti permette di uscire tranquillamente a ogni ora della sera, e Pechino è una città che praticamente non dorme mai, di opportunità di divertimento ce ne sono davvero tante, come in tutte le grandi città cinesi; bar, pub, discoteche, karaoke, cinema, teatri, l’offerta è inesauribile. Naturalmente l’offerta non si limita solo al divertimento; a Pechino ci sono tanti musei di notevole interesse artistico e storico, a teatro si può assistere spesso a opere italiane, francesi e tedesche oltre a quelle locali, e inoltre la città è piena di bei parchi dove passare un po’ di tempo in tranquillità e lontano dallo smog cittadino.

Un altro grande vantaggio è che non è più necessario girare con i contanti addosso, e non serve neanche la carta di credito; in Cina ormai si usa il cellulare per qualunque forma di pagamento, anche per le utenze (per darvi un’idea, di luce si spendono circa 150 euro…all’anno), e penso che sia inutile spiegare tutti i vantaggi che ne derivano.

Inoltre, qui il tasso di criminalità qui è decisamente basso, non si ha paura di tornare a casa da soli la notte, è molto difficile essere vittime di aggressioni. Di certo non mancano i furti, io stesso ci ho rimesso qualche bicicletta, alcuni miei amici sono scesi dai mezzi pubblici scoprendo di non avere più il cellulare in tasca, e non mancano neanche i furti negli appartamenti, ma si può comunque affermare che la mancanza di sicurezza non è uno dei problemi principali di questa nazione.

Se poi uno non vuole uscire e preferisce rimanere a casa, sui siti cinesi trovi tutta la musica e i film che vuoi, di qualunque nazione o quasi, il tutto gratis o a prezzi bassissimi e funziona allo stesso modo anche per il calcio, visto che è possibile guardare su internet partite di tutte le principali competizioni europee, in diretta o in differita. Certo, in Cina la censura rende inacessibili un bel po’ di siti, tra cui Facebook e Youtube, ma in questo caso la censura è facilmente aggirabile cn una VPN, ne esistono molte che si acquistano con una specie di abbonamento (circa 5 euro al mese), a ne esistono anche di gratuite, se sei fortunato a trovarne una decente.

Rimanendo in tema casa, questo è forse uno dei tasti più dolenti; nelle città principali gli affitti delle case sono alle stelle, a Pechino, Shanghai e Canton si spende più che a Roma, Milano e Torino, e di conseguenza anche i prezzi delle case sono molto alti. A Pechino è molto difficile trovare un appartamento a meno di 5000 euro al metro quadro, se non in estrema periferia. Da anni si pensa che la bolla immobiliare scoppierà, ma nel frattempo i prezzi continuano a salire, e le agenzie immobiliari fanno grandissimi affari.

Per ora mi fermo qui, se ne volete sapere ancora di più della mia vita in Cina e su altri aspetti della cultura cinese …vi invito a leggere i miei prossimi articoli, sperando che vi interessino. Alla prossima!


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Marco Volpe
Mi chiamo Marco Volpe, nato a Trani nel 1982 ma cresciuto ad Andria. Dopo essermi laureato all'università La Sapienza di Roma in Lingua e civiltà cinese, ho frequentato un corso intensivo di lingua cinese a Pechino, dove dieci anni fa ho cominciato a lavorare come insegnante d'italiano e dove vivo tuttora con mia moglie.