Per poter entrare nel mondo di Dio si paga il biglietto, si paga con la scelta di essere liberi, di essere diversi, di far parte di un mondo che sceglie il rispetto

Oggi non mi sento bene e preferisco stare in camera e poter scrivere.

Tollero poco il canto delle cicale lo trovo assordante e troppo persistente, e sto pensando a parole da scrivere, e un po’ sogno e un po’ mi avvilisco.

Penso a tutto e rifletto su notizie dal mondo, guardo paesi in guerra, pubblicità di cose inutili, film surreali, documentari e mi sembra un gran caos.

Dove è la bellezza in tutto questo?

Penso alle parole di papa Francesco e penso all’uomo.

Porte di poteri e piaceri lussuriosi sono aperte e il libero ingresso è per tutti, adulti e bambini, il biglietto è gratis per essere annegati nella società del “consumo” senza rendersi conto di perdere di vista l’Uomo nella sua identità di cellula del Creato.

Tutti noi siamo circondati da messaggi veloci che non ti portano a riflettere, ma a correre, a pensare che la vita è fatta da cose da possedere e da sogni di altri, questo solo ascoltando quello che ci viene proposto ogni giorno. Mi spaventa riflettere su come le offerte vincolano la tua personalità fino a condizionarti talmente tanto che ti ritrovi a sognare i sogni di tutti e non i tuoi, a vestirti secondo le regole della moda e non secondo le tue regole, a mangiare secondo la dieta di turno e non secondo le necessità del tuo corpo. Insomma diventiamo dei robot manipolati da social finemente costruiti per distrarti da te stesso.

Basta fare una passeggiata in centro e inconsapevolmente ti nutri di cose inutili, e questo è di libero accesso: non paghi un ingresso, non paghi una scelta.

Per poter entrare nel mondo di Dio invece si paga il biglietto, si paga con la scelta di essere liberi, di essere diversi, di far parte di un mondo che sceglie il rispetto. Che sceglie il rispetto per se stessi, per chi è con te, per la tua città e la natura che ti circonda in ogni gesto della vita. Si paga la scelta di esseri liberi di riflettere, di guardare la vita come un dono da custodire, di tutelare la bellezza della natura e dell’uomo.

Tollerare il mondo libero da ogni regola di rispetto vuol dire portare l’uomo all’arroganza, alla guerra, e lontano dalla pace e dalla comunità. Ogni uomo è un dono ed è unico e se lo amiamo sicuramente saremo seminatori di pace.

Ammiro tutte quelle persone che comprano quel biglietto e vivono una vita cara ma ricca di pace di umiltà.

Poi nel mio mondo mi sento sopraffatto da tutto questo correre, da tutto questo dover stare al passo, quando una vita più lenta ti permette di assaporarla, ti da il tempo di capire e di guardare l’altro, di non essere fugace davanti ad un tramonto.


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Carlo Ceci Ginistrelli
Presentazione poco presentata! Pensare di presentarmi mi sorprende! In genere sono presentato o da scartoffie o da qualcuno che riesce ad usare la voce e il mio compito è di testimoniare chi sono. Quindi sono in confusione. Vi dico solamente che mi chiamo Carlo Ceci Ginistrelli, sono andriese e sono fiero di esserlo, e che sono nato il 3 aprile 1993 . Il resto questa volta lo scoprirete strada facendo.

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