
In una sera di fine ottobre
Una gradevole serata di fine ottobre suscita, per forza di cose, un languorino difficile da spegnere. Ci si ritrova, così, nella pizzeria di Pasquale a parlare di cinema, Annarita ed io ascoltiamo mentre vediamo, via via, le vettovaglie estinguersi dal bancone, tutte tranne una, una pizza margherita appena sfornata e in attesa di bocche da sfamare.
Il pensiero di Annarita va inevitabilmente lì, a Suor Maria, che della povertà ha fatto voto, lei che, quasi a mezzanotte, non avrebbe disdegnato quel dono. Annarita ne era certa, d’altronde sua sorella Angelica ne aveva tratto giovamento, prima di accompagnarsi alla grazia di Dio.
Missione impossibile? Macché …dovevamo in qualche modo digerire, camminare non mi spaventava, anzi. Stiamo per varcare la soglia del suo appartamento dal quale potevi esalare profumi culinari, Suor Maria è dolcissima nella sua imponenza, la vista non era più da tempo sua amica ma lei mi osserva con il cuore, si complimenta con me per la professione di giornalista e ci regala immagini del Volto Santo, dispensando saggezza e distribuendo regali in un’atmosfera da Natale anticipato, una mirabile generosità che fa il paio con l’incredibile storia di un velo custodito sul colle di Manoppello, in provincia di Pescara, dove sorge una Basilica dei frati Minori Cappuccini.
Era il 1506, infatti, quando un misterioso pellegrino consegnò al dott. Giacomantonio Leonelli un prezioso involucro, un panno su cui era impressa l’immagine di Gesù, un volto dalla fronte spaziosa, un volto vivo, speranzoso, le labbra semiaperte quasi a voler sussurrare qualcosa, la guancia sinistra rigonfia e un ciuffetto di capelli che sa di carità.
Un’immagine acheropita, cioè non dipinta da mano umana, trasparente, con un’incredibile particolarità: è visibile ed uguale a se stessa fronte retro, un non so che di miracoloso suggellato da una forte densità di colori che, con il tempo, si è conservata intatta.
Oggi il Volto Santo è meta di pellegrinaggio da ogni parte del mondo. Teologi, scrittori, pittori, artisti, ecclesiastici sostano davanti ad un’opera dalle sembianze taumaturgiche, storie di guarigioni testimoniate dalle innumerevoli ricerche di studiosi e scienziati.
Una gradevole serata di fine ottobre suscita, per forza di cose, una fede difficile da spegnere, una pizza margherita da consumare il giorno dopo, ed il Volto Santo di Suor Maria che illumina quelli di Miky, Annarita, Pasquale, un marito consacrato alla devozione di sua moglie, e di tutti coloro i quali credono fermamente che il bene generi il bene.



























