Incanto tra i trulli

Esiste in Puglia, nel cuore della Valle d’Itria, una piccola cittadina dal fascino irresistibile, le cui case bianche dal tetto a forma conica, sono diventate un simbolo nel mondo: Alberobello, la città dei Trulli.
Dichiarata Patrimonio dell’Unesco nel 1996, ha origini poco certe. Nacque come insediamento agricolo tra il XV e il XVI secolo per volontà dei Conti di Conversano.
L’idea era quella di costruire case facilmente smontabili, utilizzando la pietra calcarea, molto presente nella zona, senza l’impiego di malta. Questo avrebbe consentito di smantellarle facilmente in caso di controlli da parte delle autorità del Regno di Napoli, sottraendole alla tassazione.
La costruzione iniziale contava appena quaranta trulli, fino a registrare un’importante crescita nel 1620.
Il villaggio iniziò ad assumere una forma più organizzata. Oggi si contano oltre 1500 trulli!
L’unicità del paesaggio colpisce chiunque lo visiti: la città sembra uscita da una fiaba. Si viene rapiti immediatamente dalla bellezza dei suoi vicoli, dal bianco luccicante della pietra e dalle botteghe artigianali, nelle quali è impossibile non entrare.
Il suo centro è diviso in due aree: il Rione Monti e il Rione Aia Piccola. Il Rione Monti rappresenta la zona centrale, quella più ricca di trulli. Qui potrete visitare il Trullo Siamese, caratterizzato da due cupole unite ma strutturalmente diviso in due abitazioni, e la chiesa di Sant’Antonio, situata in cima ad una collina e a forma di trullo, unica al mondo.
Il Belvedere di Alberobello vi offrirà una vista mozzafiato sul Rione Monti; se vorrete godere di altre magnifiche vedute, potrete accedere da qualche negozio o bar con la scritta “vista panoramica” esposta.
Non ve ne pentirete.
Il Rione Aia Piccola, ubicato a sud-est della città, si differenzia perché più autentico e meno caotico. In quest’area non si trovano negozi di souvenir e si respira un’atmosfera più suggestiva. Le vie tortuose creano un vero e proprio labirinto: vi sembrerà di tornare indietro nel tempo.
Potrete visitare il Trullo Sovrano, l’unico trullo a due piani che oggi ospita il Museo del Territorio; imperdibile anche la visita della Basilica dei Santi Medici Cosma e Damiano.
Nel periodo natalizio, il Rione Aia Piccola si trasforma in un teatro a cielo aperto, diventando il palcoscenico del Presepe Vivente. È obbligatoria la prenotazione, ma l’accesso è gratuito.
Casa d’Amore, situata nel centro storico, rappresenta il primo edificio eretto con l’utilizzo di malta. La sua costruzione risale al 1797 e prende il nome dal proprietario Francesco D’Amore, all’epoca sindaco della città.
Rappresenta il passaggio storico, dai trulli a secco agli edifici in muratura; simbolo della vittoria sul divieto imposto dai Conti di Conversano. La differenza dal classico trullo? La presenza di un piano superiore accessibile tramite una scala esterna. Oggi ospita l’ufficio di informazioni turistiche.
Ad Alberobello potrete deliziarvi con le specialità enogastronomiche locali; la cucina dell’intera Valle d’Itria si basa su ricette semplici e genuine, ricche di gusto. Tra i piatti tipici non dovrete perdervi: le orecchiette con le cime di rapa; le bombette (involtini) di carne; la focaccia; il panzerotto fritto; il Pasqualino, un panino
tipico nato negli anni ‘60 dall’intuizione del salumiere Pasquale Dell’Erba, ripieno di tonno, capperi, salame, provola e altri ingredienti.
Potrete provare l’esperienza di mangiare all’interno di un trullo o addirittura di soggiornarvi: vi sentirete avvolti in un’atmosfera autentica, come ospiti in una casa pugliese.
Di sera la città regala scorci unici, passeggiare tra i trulli illuminati diventerà un’esperienza suggestiva.
Nel Rione Monti sarà facile trovare negozi aperti e ristoranti, ma se vorrete solo tranquillità, basterà allontanarsi di qualche strada per ritrovarsi in un contesto più rilassato.
Alberobello vi farà ritrovare il piacere delle cose semplici.

***

Se vuoi ordinare la tua copia de L’arte di insegnare ovvero essere felici, puoi cliccare qui: Odysseo.it


Articolo precedenteA Dylan Thomas
Articolo successivoOdi et Amo
Innamorata del mondo dei viaggi sin dalla tenera età, passione ereditata da mio padre. Ho conseguito un diploma di tecnico dei servizi turistici ed ho iniziato a lavorare nell’agenzia di viaggi di famiglia subito dopo. Ho ottenuto il titolo di direttore tecnico di agenzia di viaggio dalla Regione Puglia. Nel corso degli anni ho conseguito diverse certificazioni dagli enti del turismo di diverse destinazioni. Nel tempo libero pratico sport e in particolare lo yoga da autodidatta. Adoro la moda e la fotografia.

6 COMMENTI

  1. Alberobello? Always!

    Discerne l’occhio vivo del turista
    Il mar di Trulli bianchi come neve…
    Stradine strette verso l’alta pieve
    Dove la valle l’Itria mette a vista.

    Di pietre grezze è ricca la struttura,
    Che parla all’oggi, come del passato
    Di bell’impresa fiera e del suo stato
    A cui l’U.N.E.S.C.O. loda la bravura.

    Il disincanto verte nel reale
    Sul suolo dell’Apulia da godere
    Dei tanti siti come bomboniere

    In uno scrigno lungi dal banale.
    L’appagamento è quel dono atteso:
    Dal viaggiatore, verso un fin proteso.

    Margherita di Savoia 20/04/2026

  2. Salve sono Enrico Semeraro di Alberobello (BA)!
    Sono il più giovane storico alberobellese!
    Sono quello che su Instagram si chiama “alberobello.vero” e la contattata perché per l’ennesima volta si riportano le solite fake storiche locali che noi storici locali ormai stiamo cercando di eliminarle!
    Che il Trullo solamente ad Alberobello sia stato concepito per l’evasione fiscale è solamente la più grande Fake storica locale che ci sia e anche perché codesta narrazione storica è ormai superata!
    Alberobello si sviluppò dal 1635 grazie al Conte Giangirolamo secondo Acquaviva d’Aragona, geloso dello sviluppò della comunità di San Michele di Bari del 1615 essendo ex territorio dei suoi antenati.
    Alberobello divenne “Universitas” (Comune) il 27 maggio 1797 grazie al Reale/Regio Decreto di Re Ferdinando quarto di Borbone mentre era in viaggio ispezionativo sulla Puglia e anche per il matrimonio a Foggia di suo figlio “erede al trono”. Ovviamente il tutto si fece grazie alla mediazione del Marchese Nicola Maria Vivenzio che era insieme al Re e che raccoglieva le richieste delle comunità pugliesi.
    Codesto articolo è l’ennesima pubblicazione delle fake storiche locali.
    Il motivo per cui da sempre si conoscono più le fake storiche che invece le recenti ricerche di noi storici locali è che tale narrazione storica di fake storiche provenga dal libro “I Trulli di Alberobello” del 1940 del fascista prof. Giuseppe detto Peppino Notarnicola (Alberobello, 1883 – 1957)… ma che ormai è “grazie a Dio” superata anche perché in passato non si consultavano i documenti come invece attualmente (tra cui il sottoscritto).
    Il primo libro su Alberobello è invece del 1886 dell’Arciprete alberobellese Rev. Don Domenico Morea (Alberobello, 1833 – Conversano, 1902) e anch’esso è superato, seppur fu il primo e l’unico a consultare la documentazione essendo che era anche direttore del Seminario minore di Conversano.
    Alberobello dal 1635 al 1797 era una Contrada e Frazione di Noci e a sua volta di Conversano, quindi era una comunità rurale e pertanto senza cinta murale. Il Trullo non lo si faceva nel centro urbano perché dimora rurale anche perché ricovero di animali. La Cummersa era invece sia la dimora del centro urbano e anche del ricco della campagna. Praticamente Alberobello dal 1635 al 1797 era una Masseria perché le strutture principali erano a Cummerse e a cotto mentre i residenti alberobellesi ai Trulli.
    La prima tassazione avvenne con l’Illuminismo mediante il primo catasto voluto dal Re Carlo di Napoli nel 1750 circa. Le tasse vennero dal 1797 tant’è che nel 1798 ci fu la prima protesta alberobellese per povertà.
    La “Chiesa Madre” è la Chiesa dei Santi Cosma e Damiano, Parrocchia dal 1814 mentre in precedenza dipendeva da Noci, patroni per decreto papale del lunedì 22 maggio 1854, che in più dal 1938 è Santuario e dal 2000 Basilica Minore (dalla riforma sulle Basiliche del 1989).
    Santa Lucia è compatrona e la si festeggia “esternamente” il 26 maggio.
    Villa Castelli, Comune dall’11 febbraio 1926, in passato era la “seconda Alberobello”.
    Molti Trulli furono eliminati nel Boom/Miracolo Economico.
    Alberobello si è sviluppata su una decina di Rioni. Di questi solamente due sono monumentali (Monte e l’Aia Piccola ex Erario).
    Dal 1797 il ricco poteva permettersi la dimora più grande.
    Il Municipio attuale è del 1848.
    Il primo sindaco fu Giuseppe Francesco Lippolis.
    La “Casa D’Amore” fu realizzata dal presbitero Don Vitantonio D’Onghia e due anni dopo fu acquistata dal giudice Francesco detto Ciccio D’Amore che era giunto per la questione dei “Giacobini” e fu sindaco nel 1820 e anche carbonaio e confratello.
    La Chiesa a Trullo non è l’unica Chiesa a Trullo!
    Attualmente il libro più grande e serio è: Alberobello dal 1090 al 1861″ del prof. Giovanni Liuzzi di Martina Franca. Ma ancora ci sono parte non pubblicate e parti da scoprire.
    Ogni anno l’associazione culturale “Gianni Bimbo” pubblica l’annuario “Fatti di Pietra” dove si pubblicano fatti inediti.
    Il primo storico a tentare la svolta veritiera fu il democristiano prof. Angeli Martellotta di Alberobello.
    Ogni anno a Martina Franca si pubblica la pubblicazione annuale “Umanesimo della pietra” sul territorio locale.
    Infine ci sono io! Il più giovane storico e forse l’ultimo!
    Alberobello è la Capitale delle bugie!

  3. Buonasera e grazie per il messaggio.
    È evidente l’impegno nel correggere idee troppo semplici e diffuse su Alberobello, e su questo sono d’accordo: alcune interpretazioni tradizionali, come quella che lega i trulli solo all’evasione fiscale, oggi sono considerate riduttive e superate.
    Allo stesso tempo, però, la ricerca storica tende a non prendere posizioni troppo rigide. La questione dei trulli, ad esempio, non è vista come una “fake” completa, ma come una teoria nata in passato (anche attraverso gli studi di Giuseppe Notarnicola), oggi sicuramente ridimensionata grazie a nuovi studi legati all’architettura rurale e al contesto socio-economico. Effettivamente le loro origini non sono ancora del tutto certe e restano, ancora oggi, oggetto di discussione tra gli studiosi. Molti la considerano una delle possibili spiegazioni, non l’unica né definitiva.
    Alcuni punti che riporti sono in linea con ciò che la maggior parte degli storici sostiene; altri aspetti appaiono, a parer mio, più interpretativi o avrebbero bisogno di essere confrontati con studi e fonti più ampie. Soprattutto quando si esprimono giudizi molto netti su ricerche precedenti.
    Se ci sono documenti specifici e studi che supportano queste tesi, sarei interessata a conoscerli. Grazie.

  4. Articoli, suggerimenti, scoperte e dibattiti su notizie vere o completamente false dei luoghi da scoprire viaggiando attraverso la ” valigia ” della Sig.ra Porro. Questo è il motivo propulsivo per il quale sempre con piacere leggo gli articoli di odysseo. Un grazie a voi tutti !

  5. Ciao sono pugliese anch’io
    Ti/vi andrebbe di sedervi ad un tavolo e parlare per creare un sistema turismo puglia di promozione e commercializzazione ?…..i volenterosi del turismo pugliese ….
    Info 3273316719

Comments are closed.