Lì si vedono frammentati

resti del pensiero che non obbedisce,
tende instabili oscillano

sulle palpebre cosmiche,
riflessi dominanti

cadono giù

dalla estensione della luce

separata dalla memoria.

Cento becchi scrivono il cielo

senza grammatica,
mille canti chiusi si spezzano

in semi udibili,
e il linguaggio perde la sua casa

dentro la bocca del vento.

Un papavero sottomettendosi

alla propria vertigine rossa
impara la forma del crollo

la chiama fioritura aperta
alla notte che mastica

le sue sillabe non dette.

Insolita sorpresa sotto questo cielo, mancano le coordinate,
senza volere tornano i pestaggi

contro le costole del terreno.
Ogni battito insiste a essere vivo.

Le parole si accostano, si urtano, si dimenticano,
i laberinti sciolti del suono bevono

la loro stessa eco,
e ciò che resta non è senso ma un tremore,

somiglia alla nascita.

***

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FonteThe start of the Dylan Thomas trail by Roger Davies, CC BY-SA 2.0 , via Wikimedia Commons
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Yuleisy Cruz Lezcano nata a Cuba, vive a Marzabotto, Bologna. Lavora nella sanità pubblica, laureata in scienze biologiche e con una seconda laurea magistrale in scienze infermieristiche e ostetricia, presso l’Università di Bologna. Ha pubblicato diciotto libri a seguito di riconoscimenti e premi in concorsi. Due dei libri pubblicati sono in spagnolo/italiano e il penultimo in spagnolo/ portoghese è stato pubblicato in Portogallo. Si occupa di traduzioni in spagnolo, facendo conoscere poeti italiani in diverse riviste della Spagna e del Sudamerica e, in modo reciproco, facendo conoscere poeti sudamericani e spagnoli in Italia. Collabora con blogs letterari italiani, di America Latina e di Spagna. La sua poesia italiana è stata tradotta in francese, spagnolo, portoghese, inglese, albanese.