Vanifica la mente in bramosie
Montando le speranze in pazza crema
Intanto che la vita e il tempo scema
Nel rovellarsi in vane fantasie.

E l’occhio nudo scruta vuoti oscuri
Dentro cui nuota qualche stella spenta
Nessuno sbocco e il nume si spaventa
Nel ritrovarsi solo a fare abiuri:

Sulle promesse accese e poi mancate;
Per quelle mani strette e poi negate
Nei sodalizi inani coi cialtroni

E i tanti estremi casi e le occasioni…
Bevendo pure il succo del limone
Per esser coerente col sermone.

Margherita di Savoia 24/07/2026


FonteFoto di Larry Stauffer, Oregon State Public Health Laboratory, USCDCP da Pixnio
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Salvatore Memeo è nato a San Ferdinando di Puglia nel 1938. Si è diplomato in ragioneria, ma non ha mai praticato la professione. Ha scritto articoli di attualità su diversi giornali, sia in Italia che in Germania. Come poeta ha scritto e pubblicato tre libri con Levante Editori: La Bolgia, Il vento e la spiga, L’epilogo. A due mani, con un sacerdote di Bisceglie, don Francesco Dell’Orco, ha scritto due volumi: 366 Giorni con il Venerabile don Pasquale Uva (ed. Rotas) e Per conoscere Gesù e crescere nel discepolato (ed. La Nuova Mezzina). Su questi due ultimi libri ha curato solo la parte della poesia. Come scrittore ha pronto per la stampa diversi scritti tra i quali, due libri di novelle: Con gli occhi del senno e Non sperando il meglio… È stato Chef e Ristoratore in diversi Stati europei. Attualmente è in pensione e vive a San Ferdinando di Puglia.

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