Trump e papa Leone

La blasfemia è una caratteristica che non si confà al nostro giornale, pertanto, citando Catullo “Odi et amo. Quare id faciam, fortasse requiris? / Nescio, sed fieri sentio et excrucior“. Il poeta latino del I secolo a.C, dedica questi versi all’amata ed instabile Lesbia: “Odio e amo. Forse ti chiedi perché io lo faccia. Non lo so, ma sento che accade e ne sono tormentato“. Un rapporto altalenante, insomma, come quello che, negli ultimi tempi, sta infiammando il botta e risposta fra Trump e Papa Leone XIV, definito dal tycoon “debole sulla politica internazionale“.

Le tardive condoglianze di Netanyahu per la morte di Papa Francesco, in piena crisi mediorientale, hanno acuito gli attriti con la Santa Sede, riportando alla mente altri episodi storici che hanno lasciato il segno.

Pensiamo ai totalitarismi del XX secolo, dai Patti Lateranensi del ’29 con Mussolini e Gasparri che riconoscono lo Stato del Vaticano dopo la caduta del potere temporale papale dovuta alla presa di Roma del 1870; il nazismo firmò un concordato poi disatteso dalle brutture della Shoah, durante la quale la Chiesa creò corridori umanitari per salvare milioni di ebrei; Stalin professava l’ateismo di Stato, e l’ideologia marxista considerava la religione “l’oppio dei popoli“.

Nel 1809 Napoleone fece arrestare Pio VII, costringendolo ad assistere alla propria auto-incoronazione da Imperatore, mentre, nel 1534, Enrico VII fondò la Chiesa Anglicana, e la Riforma Protestante di Martin Lutero definì un solco profondo con la fede europea.

Il Sacco di Roma del 1527 portò alla fuga di Clemente VII presso Castel Sant’Angelo, visto che i lanzichenecchi, mercenari al soldo dello spagnolo Carlo V, misero a ferro e fuoco la capitale, boicottando la Lega di Cognac, un trattato fra gli italiani ed i francesi di Francesco I.

Un altro episodio simbolico è il cosiddetto Schiaffo di Anagni (1303), episodio ripreso anche da Dante nella Divina Commedia e che rappresenta l’apice dello scontro tra Papa Bonifacio VIII e il re di Francia Filippo IV il Bello. Il sovrano aveva bisogno di denaro e decise di tassare il clero francese, suscitando le proteste del Pontefice. Guglielmo di Nogaret e Sciarra Colonna intendevano rapire il Pontefice per ovviare all’imminente scomunica. Che si sia trattato, davvero, di uno schiaffo o di discussioni molto animate, quel momento ha provocato grande imbarazzo e oltraggio morale alla Chiesa.

Mutatis mutandis, la Chiesa si trasferì da Roma ad Avignone, in Francia, dando inizio alla cosiddetta “cattività avignonese”.

Odio e amo. Forse ti chiedi perché io lo faccia. Non lo so, ma sento che accade e ne sono tormentato“.

Ce lo chiediamo tutti, sentiamo che questo accade e ne siamo tormentati.


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Iscritto all'Ordine dei Giornalisti della Puglia, ho iniziato a raccontare avventure che abbattono le barriere della disabilità, muri che ci allontanano gli uni dagli altri, impedendoci di migrare verso un sogno profumato di accoglienza e umanità. Da Occidente ad Oriente, da Orban a Trump, prosa e poesia si uniscono in un messaggio di pace e, soprattutto, d'amore, quello che mi lega ai miei "25 lettori", alla mia famiglia, alla voglia di sentirmi libero pensatore in un mondo che non abbiamo scelto ma che tutti abbiamo il dovere di migliorare.

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