«Maybe I’ll die young like heroes die»  (trad. Forse morirò giovane come muoiono gli eroi)

(Prince da Under the cherry moon, 1986)

«Makes no sense yet, but it will soon» (trad. Non ha ancora senso, ma presto lo avrà)

(Prince da June, 2015)

Oggi, 21 aprile 2026, sono dieci anni che Prince è morto.

Per chi lo ha amato, la data ogni anno rinnova un dolore e una tristezza enormi.

Quest’anno, poi che son dieci anni senza di Lui, il dolore e la tristezza sono ancora più grandi. Con un’intensità ancor più profonda se ci guardiamo attorno e percepiamo un mondo pieno di incertezze, di odi, di contraddizioni, di volgarità, in cui la minaccia nucleare incombe come mai forse prima.

In cui la parola pace sembra una bestemmia. In cui sembra che, fischiettando, ci approssimiamo al baratro.

Prince, nella sua lunga carriera aveva trattato tutti questi temi.

Ed era giunto alla conclusione, pochi mesi prima di morire che “The system is broken. It’s going to take the young people to fix it this time. We need new ideas, new life…” (trad. “Il sistema è rotto. Questa volta toccherà ai giovani risolvere la situazione.Abbiamo bisogno di nuove idee, di una nuova vita …”).

Dunque, lui affidava ai giovani un compito gravoso, ma affascinante: quello di cambiare il sistema. E credo che avesse ragione.

I giovani, di cui spesso noi anziani, ma anche la generazione dei 40/50enni, parla male perché li rappresenta come neghittosi, disinteressati, chiusi in se stessi in una sorta di narcisismo solipsistico, incapaci di assumersi responsabilità, sono molto meglio di come vengono descritti.

Ecco perché Prince ci manca, perché aveva una visione del futuro molto precisa ed esaltante, piena di fiducia, senza cadere nella banalità dell’ottimismo ad ogni costo, ma carica di una sincera volontà di credere nel  e puntare sull’avvenire.

E, ovviamente, ci manca per la nuova Musica che non ci ha più donato. Anche se, per fortuna nostra, ce ne ha lasciata così tanta che non ci lascia mai soli.

Ed anche se sono passati dieci anni, inalterato è il senso di perdita che mi induce, per il quale gli dedico questi poveri versi, per la cui modestia vorrà perdonarmi, come fece allora…

LA TERRA TI SIA LIEVE

La terra ti sia lieve,

dolce Angelo,

che allietasti le nostre vite

e le salvasti dalla disperazione.

La terra ti sia lieve,

piccolo Uomo,

che fosti Gigante,

e accarezzasti il vento

con i suoni del Paradiso.

La terra ti sia lieve,

sensuale Angelo,

che ci donasti emozioni e gioia e fremito

e ci staccasti dal tempo

e dai suoi affanni.

Adesso che non ci sei più,

Ti piangiamo come non abbiamo mai fatto,

perché questa landa ora è più amara

senza di Te.

E così come Ti amammo,

Ti ameremo sempre.

Non odiare le nostre lacrime

che ora scendono copiose.

Danzeremo con Te senza tempo,

nella gioia sfrenata

che ci hai insegnato,

quando il dolore,

ora cupo e profondo,

lascerà il passo

alla limpida percezione

della Tua eternità.

Addio Principe.

Cada su di Te,

e sulla terra che Ti accoglie,

la Pioggia Viola.

***

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