Per azioni che ci rendano immortali

Nessuno può liberarci, perché nessuno ci ha incatenato.

Siamo spinti a muoverci fra le ortiche dei piaceri terreni e poi ci lamentiamo per il dolore.

Il nibbio è inseguito dai corvi finché tiene il pesce nel becco; fa giri e piroette in cielo per sfuggire ai corvi che vorrebbero rubargli la preda, finché, stanco, la lascia cadere. Da quel momento è libero.

Perciò, lasciamo cadere gli attaccamenti ai sensi che ci perseguitano coi corvi dell’ansia e del dolore.

Il nibbio si va ad appollaiare sul ramo a lisciarsi le penne, godendosi la sua tranquillità; quella che possiamo meritarci lasciando cadere la preda del desiderio che stringiamo.

Ci immergiamo in distrazioni come costruire case, rimpinguare conti in banca e far carriera in politica, quando, invece, dovremmo impegnarci in azioni che ci rendano immortali, facendo degli interessi dell’umanità i nostri migliori interessi.


FonteImmagine generata con AI
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Iscritto all'Ordine dei Giornalisti della Puglia, ho iniziato a raccontare avventure che abbattono le barriere della disabilità, muri che ci allontanano gli uni dagli altri, impedendoci di migrare verso un sogno profumato di accoglienza e umanità. Da Occidente ad Oriente, da Orban a Trump, prosa e poesia si uniscono in un messaggio di pace e, soprattutto, d'amore, quello che mi lega ai miei "25 lettori", alla mia famiglia, alla voglia di sentirmi libero pensatore in un mondo che non abbiamo scelto ma che tutti abbiamo il dovere di migliorare.

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