
Per azioni che ci rendano immortali
Nessuno può liberarci, perché nessuno ci ha incatenato.
Siamo spinti a muoverci fra le ortiche dei piaceri terreni e poi ci lamentiamo per il dolore.
Il nibbio è inseguito dai corvi finché tiene il pesce nel becco; fa giri e piroette in cielo per sfuggire ai corvi che vorrebbero rubargli la preda, finché, stanco, la lascia cadere. Da quel momento è libero.
Perciò, lasciamo cadere gli attaccamenti ai sensi che ci perseguitano coi corvi dell’ansia e del dolore.
Il nibbio si va ad appollaiare sul ramo a lisciarsi le penne, godendosi la sua tranquillità; quella che possiamo meritarci lasciando cadere la preda del desiderio che stringiamo.
Ci immergiamo in distrazioni come costruire case, rimpinguare conti in banca e far carriera in politica, quando, invece, dovremmo impegnarci in azioni che ci rendano immortali, facendo degli interessi dell’umanità i nostri migliori interessi.




























