In the particular is contained the universal

(James Joyce)

James Joyce ha trasformato la narrativa del Novecento grazie ad uno stile sui generis in grado di raccontare la realtà quotidiana.

Tra i suoi capolavori c’è “Dubliners” (Gente di Dublino), un ritratto autentico, lucido e a volte doloroso della vita in Irlanda agli inizi del XX secolo.

Il linguaggio sperimentale di Joyce analizza il contesto storico, la sua scrittura inconfondibile descrive Dublino, la capitale, una città che annega nelle contraddizioni, ricca di cultura e religione, ma segnata dalla povertà, immobile nel suo profondo senso di paralisi morale e spirituale, leitmotiv in tutta l’opera di Joyce, concetto centrale anche dell’animo umano.

Dubliners nasce proprio come ritratto collettivo di questa paralisi, il testamento di chi vive una vita apparentemente normale ma piena di conflitti interiori e sogni infranti.

I sogni infranti dei cosiddetti “Dublinanti”, coloro che, secondo il vecchio/nuovo regolamento, vengono accolti dal Paese di primo approdo per poi sviluppare movimenti secondari in tutta Europa.

La fallimentare politica migratoria del Governo Meloni, però, si è vista rispedire al mittente i richiedenti asilo giunti in Finlandia, Austria, Germania, Svizzera e Svezia, un’epifania, l’illuminazione improvvisa che rivela piccoli momenti di consapevolezza, una verità profonda che non offre soluzioni, ma invita l’elettore a riflettere: cosa ci tiene bloccati nel nostro piccolo mondo?

In the particular is contained the universal” (Nel particolare è racchiuso l’universale)


FontePhotocredits: https://creativecommons.org/licenses/by-nc-sa/2.0/
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Iscritto all'Ordine dei Giornalisti della Puglia, ho iniziato a raccontare avventure che abbattono le barriere della disabilità, muri che ci allontanano gli uni dagli altri, impedendoci di migrare verso un sogno profumato di accoglienza e umanità. Da Occidente ad Oriente, da Orban a Trump, prosa e poesia si uniscono in un messaggio di pace e, soprattutto, d'amore, quello che mi lega ai miei "25 lettori", alla mia famiglia, alla voglia di sentirmi libero pensatore in un mondo che non abbiamo scelto ma che tutti abbiamo il dovere di migliorare.

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