Tra continuità e tensione con Papa Francesco

Appare innanzitutto come un laboratorio aperto tra continuità e discontinuità con Papa Francesco. Si possono vedere diverse linee di continuità e di tensione. Non siamo in grado di scioglierle dopo un anno di Pontificato ma dobbiamo cercare di comprenderle.
Il Pontificato avviato nel 2025 si colloca dentro un difficile “cambiamento d’epoca “.

Quali indicazioni possiamo trarre dai primi gesti e parole di Leone XIV? ” Questa attenzione alla forma – visibile anche nella riattivazione di codici simbolici tradizionali, dall’abito ai luoghi di esercizio del potere – suggerisce una linea interpretativa più generale: la volontà di ricomporre il rapporto fra tradizione e contemporaneità non mediante la rottura, ma attraverso una riorganizzazione della continuità. Non si tratta dunque di un ritorno al passato, bensì di un uso selettivo  e riflessivo della memoria ecclesiale come risorsa di intelligibilità del presente” ( P. Pombeni- Mulino 2/ 2026, p.3-4).

 Sono in atto trasformazioni profonde  della religiosità  contemporanea. È  in crisi la” religione di Chiesa” mentre si diffondono forme spirituali personalizzate e fluide. Il pontificato di Leone XIV deve mantenere una forma istituzionale  forte mentre dialoga con questa soggettività religiosa autonoma. Statunitense e agostiniano missionario in Perù, papa Prevost ha una identità ibrida, in grado di comprendere e ricucire fratture  interne al mondo cattolico. Si sta configurando così una Chiesa sempre più globale. Il suo baricentro tende sempre più  a spostarsi e moltiplicarsi in un complesso rapporto tra centro e periferia. Questo spiega la difficoltà  dell’ Amministrazione Usa orientata dal Movimento Maga, a comprendere una Chiesa cattolica che è  lontana da appartenenze ideologiche e nazionali. Papa Leone ha una posizione autonoma e decisa su pace, giustizia sociale e verità. Non può  essere arruolato in schemi politici. “Fa solo Chiesa”  ancorata da millenni al Vangelo.  È  fuori dagli schemi e la sua forza dipende dalla capacità  di convincere l’ umanità e le autorità del nostro tempo.

Grandi questioni dovranno essere affrontate da Papa Leone XIV: il completamento  della riforma delle strutture istituzionali della Curia e dello Stato del Vaticano; il rapporto con la democrazia  in crisi, l’impegno dei cattolici impegnati in politica  e degli intellettuali; la questione rilevante del ruolo delle donne, il ruolo dei movimenti ecclesiali,  l’orizzonte teologico, l’ecumenismo. La Chiesa deve saper interpretare  i ” segni dei tempi” mantenendo la sua identità. Vedremo nei prossimi  anni come si affronteranno  questi aspetti simbolici, istituzionali, politici, culturali. Siamo in una fase di transizione e la Chiesa di Papa Leone rimane un laboratorio aperto. Sarà un percorso complesso  in pieno cambiamento  d’epoca

In conclusione molti sono al momento gli aspetti del Pontificato da rivelare. In che senso è  stato un Papa inatteso? Quale rapporto tra Agostino, Leone XIII E Leone XIV? Quale linea verrà  data alla Curia, alla Cei? Come completerà  la riforma del sistema finanziario  della Santa Sede? Quale sfida con i nuovi Imperi con una diplomazia  fuori dagli schemi? Quale Chiesa dei movimenti ecclesiali  emergerà? Quale ecumenismo nell’età  della crisi delle Chiese? Come peserà  il centenario di San Francesco? Quale voce acquisteranno le donne? Quali spazi per una nuova leva di politici ed intellettuali cattolici? Nei prossimi anni saremo in grado di dare risposte a molti interrogativi.


FonteImmagine generata con AI
Articolo precedenteDa sguardi dentro le stelle
Silvio Minnetti, già docente di Diritto ed Economia politica negli Istituti superiori, già Dirigente scolastico e docente a contratto di Discipline economiche e di Metodologie e tecniche dell’insegnamento presso Unimc, è stato Presidente nazionale del Movimento politico per l’unità, espressione del Movimento dei Focolari. Collabora da tempo con Città Nuova curando la Rubrica “Ripensare il pensiero. Il paradigma della complessità per rigenerare la politica”. Attraverso tale rubrica sta collegando tra loro diversi centri culturali, docenti universitari, pensatori come Mauro Ceruti, Mario Castellana, Daniel Innerarity, Alberto Felice De Toni ed altri al fine di diffondere il pensiero complesso anche in politica, alla luce della crisi della democrazia.

LASCIA UNA RISPOSTA

Please enter your comment!
Please enter your name here