Maldestro topolino sfugge al gatto
Che resta un po’ beffato in tal maniera
Da rimanere con la grinta accesa
Ed i fibrilli tesi a non finire.

Per la scampata il topo si rallegra
Restando nell’anfratto ben protetto
E fa sberleffi al micio che sussulta
Nel rimandar la presa a nuova data…

Il fallimento lascia lo scontento
Più che alla fame all’orgoglio innato
Del gatto che si sente buggerato

Dal roditore che se la canta in gloria:
Per la prodezza della sua bravura
O dallo spacco aperto per la fuga
…?

Margherita di Savoia 29/08/2026


FonteImmagine generata con AI
Articolo precedenteEredità eretiche
Articolo successivoLa libertà del Nibbio
Salvatore Memeo è nato a San Ferdinando di Puglia nel 1938. Si è diplomato in ragioneria, ma non ha mai praticato la professione. Ha scritto articoli di attualità su diversi giornali, sia in Italia che in Germania. Come poeta ha scritto e pubblicato tre libri con Levante Editori: La Bolgia, Il vento e la spiga, L’epilogo. A due mani, con un sacerdote di Bisceglie, don Francesco Dell’Orco, ha scritto due volumi: 366 Giorni con il Venerabile don Pasquale Uva (ed. Rotas) e Per conoscere Gesù e crescere nel discepolato (ed. La Nuova Mezzina). Su questi due ultimi libri ha curato solo la parte della poesia. Come scrittore ha pronto per la stampa diversi scritti tra i quali, due libri di novelle: Con gli occhi del senno e Non sperando il meglio… È stato Chef e Ristoratore in diversi Stati europei. Attualmente è in pensione e vive a San Ferdinando di Puglia.

LASCIA UNA RISPOSTA

Please enter your comment!
Please enter your name here