Settembre, vestita di sogni, nicchia
Mentre la terra s’affida alla speme
Per lo scenario d’un mondo in declino
E prospiciente ad un crollo fatale…

Fredda la luna che resta impietrita
Nel turbinio di un clima svuotato
Dentro la bolgia di un tempo rubato
Alla sostanza, lasciata a marcire…

Nulla traspare dai patti d’intesa
Oltre promesse passate in disuso
Mentre i tiranni, con pieno livore,

Alzan vessilli sui vani possessi.
Futili brame nell’alta stagione:
Quanto una guerra sfociata in pazzia.

Margherita di Savoia 09/09/2026


FonteFoto di copertina generata con AI
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Salvatore Memeo è nato a San Ferdinando di Puglia nel 1938. Si è diplomato in ragioneria, ma non ha mai praticato la professione. Ha scritto articoli di attualità su diversi giornali, sia in Italia che in Germania. Come poeta ha scritto e pubblicato tre libri con Levante Editori: La Bolgia, Il vento e la spiga, L’epilogo. A due mani, con un sacerdote di Bisceglie, don Francesco Dell’Orco, ha scritto due volumi: 366 Giorni con il Venerabile don Pasquale Uva (ed. Rotas) e Per conoscere Gesù e crescere nel discepolato (ed. La Nuova Mezzina). Su questi due ultimi libri ha curato solo la parte della poesia. Come scrittore ha pronto per la stampa diversi scritti tra i quali, due libri di novelle: Con gli occhi del senno e Non sperando il meglio… È stato Chef e Ristoratore in diversi Stati europei. Attualmente è in pensione e vive a San Ferdinando di Puglia.

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