
Si intitola “Il cicloturismo: tra sport, turismo e sostenibilità” la tesi di laurea di Mattia Persichetti, selezionata da Forbes Italia fra le 100 più innovative a livello nazionale per l’anno accademico 2024/25. Ispirato e dedicato all’associazione “iBicipedi”, l’elaborato ha l’obiettivo di promuovere una nuova tipologia di turismo che in Puglia è ancora poco diffusa: il turismo green. Che sia in bicicletta o a piedi, quest’ultimo è adatto a tutti e rappresenta un ottimo modo per conciliare svago e attività motoria. A spiegarcelo è lo stesso Mattia.
Ciao, Mattia. Quanta soddisfazione c’è nel vedere la tua tesi di laurea “Il cicloturismo: tra sport, turismo e sostenibilità” selezionata da Forbes Italia nella lista delle 100 più innovative a livello nazionale per l’anno accademico 2024/25?
È una grande soddisfazione aver ottenuto un riconoscimento di questo calibro, lo dedico a tutte le persone a me vicine e soprattutto alla Puglia, augurandomi che questo possa essere l’inizio della crescita del turismo green e mobilità dolce nella nostra regione. A dire il vero ci sono già alcuni ottimi segnali di partenza, come la ristrutturazione della ciclovia dell’acquedotto pugliese, ma siamo ancora agli esordi, il movimento deve ancora nascere. Servono persone specializzate, infrastrutture e fondi.
Di cosa si occupa, esattamente, l’associazione “I Bicipedi” e perché hai scelto di dedicarle questo importante traguardo?
Il progetto iBicipedi è nato nel 2017 con l’obiettivo di promuovere una nuova tipologia di turismo che in Puglia è ancora poco diffusa: il turismo green. Che sia in bicicletta o a piedi, quest’ultimo è adatto a tutti e rappresenta un ottimo modo per conciliare svago e attività motoria. IBicipedi promuove anche tour enogastronomici, unendo paesaggi mozzafiato alla degustazione di prodotti tipici locali attraverso la Ciclocucina, una cucina dotata di ruote che può essere trainata in bici. Infine, non si può non menzionare l’impegno dell’associazione nel mondo della mobilità dolce nei contesti urbani: l’esempio più lampante è il progetto Bicibus, con il quale si incentivano gli studenti delle scuole elementari a recarsi a scuola in bicicletta. Ho conosciuto Giovanni Prezioso (iBicipedi) circa un anno fa, venendo per caso a conoscenza del suo progetto. Man mano siamo diventati amici e poi abbiamo dopo poco cominciato a collaborare insieme su alcune attività dell’associazione. Ho dedicato alcune pagine della mia tesi a iBicipedi utilizzando le loro attività come caso studio del fenomeno cicloturistico in Puglia.
Quale ruolo può assumere il cicloturismo nella promozione del benessere psicofisico e nel rilancio dell’economia locale?
Bella domanda, la risposta più secca che posso dare è che tutto dovrebbe iniziare dalle infrastrutture: bisogna prima creare la rete di ciclovie e piste ciclabili, poi partire con l’organizzazione di itinerari specifici da proporre a piedi o in bici. Fare il contrario, comprometterebbe la sicurezza degli utenti e non è il nostro obiettivo. In ogni caso, una volta organizzate e progettate le “vie green”, i fruitori di queste aumenteranno e si verifica l’evento a catena.
Progetti futuri?
La parola più riassuntiva per rispondere è “tanti”. Sono sempre stato una persona ambiziosa con una buona dose di spirito imprenditoriale e sempre mille idee in testa. Al momento, l’obiettivo più importante è concludere il percorso di laurea magistrale in “Management dello sport” che ho appena incominciato e continuare a formarmi con la FCI per avere la possibilità un giorno di essere istruttore di ciclismo e avere la licenza di guida cicloturistica sportiva. Aggiungo che ho già un bel legame con la FCI, essendo parte del comitato regionale Federciclismo.
Per quanto riguarda gli obiettivi più lontani troviamo: continuare le collaborazioni con Giovanni Prezioso e iBicipedi, diventare docente di Scienze Motorie nelle scuole medie o superiori; occuparmi della mobilità dolce nei centri urbani (ad esempio come consulente); lavorare come guida cicloturistica, organizzare tour ecc.
Probabilmente se mi rifacessero queste domande fra sei mesi ci sarebbero già alcune risposte diverse, purtroppo o per fortuna mi adatto ed evolvo in base alle notizie che leggo e alla direzione del mercato. Non sono fatto per avere una missione ben precisa e stabile, ho bisogno sempre di stimoli diversi e perché no, di difficoltà. Sono molti i miei coetanei che ricercano costantemente la stabilità e la comodità, ma questo è un modo di fare in cui non mi sono mai ritrovato: ognuno ha un potenziale nascosto che purtroppo molto spesso non viene tirato fuori.

























