Le Università pugliesi aderiscono alla “Conferenza nazionale universitaria dei poli penitenziari” istituita dalla CRUI

La nostra Costituzione repubblicana ha introdotto il principio di “umanizzazione” dell’esecuzione della pena, ovvero della sanzione predisposta per la violazione di un precetto penale applicata secondo il diritto penale. Questo principio assume particolare rilievo con l’art. 27, 3° comma della Carta costituzionale. La disposizione è inequivocabile nel suo tenore letterale; essa – riprendendo quanto disposto dall’art. 13, laddove viene “punita ogni violenza fisica e morale sulle persone comunque sottoposte a restrizione di libertà” – stabilisce che “le pene non possono consistere in trattamenti contrari al senso di umanità e devono tendere alla rieducazione del condannato”.

Questo preambolo era necessario per contestualizzare quanto avvenuto nei giorni scorsi; si tratta della sottoscrizione avvenuta a Lecce (lo scorso 8 luglio), nella sala conferenze del Rettorato dell’Università del Salento, della convezione per il diritto agli studi universitari in carcere tra il Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria – Provveditorato Regionale della Puglia e Basilicata (PRAP) e le

Università pugliesi. Con la firma della convenzione, gli Atenei pugliesi hanno aderito alla CNUPP – Conferenza Nazionale Universitaria dei Poli Penitenziari, istituita dalla CRUI – Conferenza dei Rettori delle Università Italiane. Firmatari il Provveditore Regionale Giuseppe Martone, il Rettore dell’Università del Salento Fabio Pollice, il Rettore del Politecnico di Bari, Francesco Cupertino; il Rettore dell’Università degli Studi di Bari “Aldo Moro”, Stefano Bronzini, il Rettore dell’Università LUM “Giuseppe De Gennaro”, Antonello Garzoni e, per il Rettore dell’Università di Foggia Pierpaolo Limone, la delegata professoressa, Anna Maria Campanale.

Obiettivo principale della convenzione sottoscritta nella nostra regione è la collaborazione tra le istituzioni firmatarie, che si impegnano a individuare aree di intervento mirate a favorire lo sviluppo culturale e la formazione universitaria: per sostenere i detenuti negli istituti penitenziari della Puglia con l’obiettivo primario del reinserimento; per favorire la formazione universitaria del personale operante nel territorio di competenza del Provveditorato della Puglia; per giungere alla costituzione di un “Polo didattico universitario penitenziario Appulo–Lucano” quale sistema integrato di coordinamento delle attività volte a consentire ai detenuti e agli internati negli istituti penitenziari interessati il conseguimento di titoli di studio di livello universitario, secondo le modalità che saranno disciplinate negli atti regolamentari e le procedure e le condizioni vigenti presso ciascun Ateneo.

Va sottolineato che più di venti anni fa, a Torino, ha avuto inizio la costituzione del primo Polo Universitario Penitenziario italiano. Via via questa realtà si è estesa, pur con differenze locali, in numerose altre sedi universitarie. Attualmente sono circa 40 gli Atenei italiani che operano in oltre 80 istituti penitenziari. Nell’anno accademico in corso sono 1.034 gli studenti detenuti iscritti, dei quali 109 (10,5%) si trovano in regime di esecuzione penale esterna, 549 (53,1%) scontano una pena in carcere in circuiti di media sicurezza, 355 (34,3%) in alta sicurezza e 21 (2,1%) in regime 41bis.

Le studentesse sono 64, quindi il 6,2% del totale degli studenti. Parallelamente a quello che accade da tempo per le scuole medie con i Centri Provinciali per l’Istruzione degli Adulti (CPIA), adesso anche nelle nostre università pugliesi, coloro che stanno scontando delle pene detentive, potranno iscriversi e frequentare dei corsi universitari.

Nel primo triennio di vita della CNUPP – Conferenza Nazionale Universitaria dei Poli Penitenziari-, gli Atenei aderenti con studenti attivi sono passati da 27 nel 2018/19 a 32 nel 2020/21 (con un incremento del 18,5%); gli Istituti Penitenziari in cui operano i Poli Universitari Penitenziari da 70 a 82 (con un incremento del 17,1%); il numero di studenti iscritti da 796 a 1034 (con un incremento del 29,9%).

Tra questi dati spicca il notevole incremento della componente femminile, che passa da appena 28 studentesse nel 2018-19 a 64 nel 2020-21, quindi con un incremento del 128,6%.

La CNUPP ha così permesso agli Atenei impegnati a garantire il diritto agli studi universitari per le persone private della libertà personale di agire in maniera coordinata e interloquire a una voce, sia con il sistema universitario sia con quello penitenziario. I rapporti sorti con il Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria, in particolare con la Direzione Generale dei Detenuti e del Trattamento del DAP, competente per le attività formative, ha così permesso di siglare nel settembre del 2019 un protocollo d’intesa che definisce le modalità per il confronto permanente tra CNUPP e DAP. A breve saranno emanate delle linee guida condivise per regolamentare le attività di studio universitario all’interno degli istituti penitenziari italiani. Un bel passo avanti nell’attuazione del principio rieducativo sancito dalla nostra Costituzione per le persone private della libertà personale, in quanto sottoposte al regime detentivo.


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Nato a Bari nel 2003, vive e frequenta il Liceo Scientifico “Leonardo da Vinci” a Bisceglie. Si definisce un amante delle materie scientifiche, pratica il calcio amatoriale e l’attività fisica e tifa per il Milan, per il quale nutre una autentica venerazione. Ama il mare e la campagna, il buon cibo e la vita all’aria aperta. Musicalmente preferisce ascoltare brani italiani, in special modo quelli di Ultimo e Tommaso Paradiso, ma ascolta anche brani stranieri, come quelli di Shawn Mendes e Bruno Mars. Non rinuncia mai ad una serata in compagnia di amici, specie se sono quelli con i quali è facile parlare di sport ma anche di altri piaceri come quelli de la bonne vie. Desidera viaggiare e visitare in particolare le città d’arte. Scrive per esternare le sue passioni.

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