Venerdì 15 ottobre, ore 21 – Teatro “Van Westerhout” – Mola di Bari

Chi non è libero muore, sempre. Ma può sopravvivere la verità, nel racconto amaro, drammaticamente ironico, che travasa da un cuore di sorella. Perché anche quel racconto era rimasto prigioniero di un dolore grande, senza che vi fossero le parole adatte a dirlo. Finché la rabbia si è diradata ed è arrivata la testimonianza, forte e civile, attraverso l’arte e il teatro, con “A Senza Nome”.

Lo spettacolo, un monologo che si dipana attraverso un circo di personaggi stravaganti, grotteschi, drammaticamente reali, porta sul palcoscenico una storia vera. Attraverso quei personaggi, la narratrice – protagonista, come Antigone, dà degna sepoltura ai ricordi, che ora potrà andare a trovare senza farsi sopraffare, e restituisce la giusta memoria al fratello, morto dietro le sbarre di una prigione, da dove “il mare non si vede, ma c’è” e, con lui, a tutti quanti gli altri, di cui non si conosce neanche il nome.

A Senza Nome andrà in scena il 15 ottobre prossimo alle 21, al teatro “Van Westerhout” di Mola di Bari, nell’ambito della rassegna “Racconti d’autunno 2021”, con Michela Diviccaro, regia di Daniele Nuccetelli, drammaturgia di Teodora Mastrototaro e sonorizzazioni di Daniele Vergni.

Il lavoro dell’autrice e attrice pugliese Michela Diviccaro, apprezzato in anteprima in streaming, a teatri ancora chiusi, nella Giornata Internazionale contro la Tortura, il 25 giugno 2020, gode del patrocinio dell’associazione Antigone Onlus per i diritti e le garanzie nel sistema penale, di Amnesty International Italia, di Arci Puglia, oltre che di Arci Cafiero Barletta, Grow Lab Barletta e della cooperativa Artisti 7607.

La narrazione nasce da alcuni interrogativi: in che modo si combatte una legge ingiusta? Chi si nasconde veramente dietro i volti di coloro che hanno fatto della democrazia una deviazione politica personale e illegittima? E con quali mezzi sono riusciti a trasformare una società civile in un teatro dell’orrore?

Per rispondere a queste domande, A Senza nome prende spunto dall’eroina di Sofocle dando vita a un racconto epico-moderno, in cui i personaggi della tragedia greca e quelli attuali, ignavi e banali, spesso ingranaggi di meccanismi più grandi, si sovrappongono in un fitto e avvincente gioco di ruoli, creato dalla stessa protagonista per accedere alla trama della sua vita e contendere al suo avversario, che gli altri chiamano il Capo, il segreto che tutti devono conoscere.

A Senza Nome è un racconto forte, che colpisce e lascia il segno, ma allo stesso tempo sa essere delicato come una carezza, un inno alla libertà e alla dignità degli esseri umani.

 

Note tecniche

A senza nome

con Michela Diviccaro

drammaturgia Teodora Mastrototaro

sound design Daniele Vergni

ideazione scenica luci regia Daniele Nuccetelli

movimenti coreografici Monica Mango

costumi Werkstattesantamaria di Cia Caporusso

bambola realizzata da MR 3D makers; tavolo costruito da Gianluigi Carbonara; barca a vela creata da Jacopo

Garribba

foto Antonella Dargenio e Cinzia Dibenedetto

regia video Daniele Cascella; cameraman Pietro Damico; montaggio video Leonardo Birindelli


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Chi siamo? Gente assetata di conoscenza. La nostra sete affonda le radici nella propria terra, ma stende il proprio orizzonte oltre le Colonne d’Ercole.Perché Odysseo? Perché siamo stanchi dei luoghi comuni, di chi si piange addosso, di chi dice che tanto non succede mai niente.Come? I nostri “marinai/autori” sono viaggiatori. Navigano in internet ed esplorano il mondo. Sono navigatori d’esperienza ed esperti navigatori. Non ci parlano degli USA, della Cina, dell’Europa che hanno imparato dai libri. Ci parlano dell’Europa, della Cina, degli USA in cui vivono. Ci portano la loro esperienza e la loro professionalità. Sono espressioni d’eccellenza del nostro territorio e lo interconnettono con il mondo.A chi ci rivolgiamo? Ci interessa tutto ciò che è scoperta. Ciò che ci parla dell’uomo e della sua terra. I nostri lettori sono persone curiose, proprio come noi. Pensano positivo e agiscono come pensano.Amano la loro terra, ma non la vivono come una prigione.Amano la loro terra, ma preferiscono quella di Nessuno, che l’Ulisse di Saba insegna a solcare…

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