“Noi siamo quello che facciamo ripetutamente. Perciò l’eccellenza non è un’azione, ma un’abitudine”

(Aristotele)

“Siamo qui a vendere biglietti…”.

Caro lettore, adorata lettrice,

per chiarire il senso di queste parole, tocca fare un passo indietro.

Se vuoi, ti porto con me.

Un venerdì come un altro. Le previsioni portano pioggia, ergo, niente montagna, oggi.

Ed ecco che arrivano le notizie del giorno ed una è di quelle che cambiano la vita. Decidi di fregartene delle previsioni ed esci lo stesso.

Zaino in spalla, destinazione lago di Molveno. Poi si vedrà: sarà bagno al lago o escursione in altura o entrambe le cose, magari condite da pioggia refrigerante.

Arrivi trafelato in stazione e chiedi tre biglietti di andata e ritorno. Tre: perché non sei solo.

Il bigliettaio è gentile e ti ringrazia perché nella ruota, sotto il vetro, oltre a una banconota da cinquanta euro, hai infilato gli spicci in numero esatto per facilitargli il resto.

Dettaglio: le banconote, piegate insieme, quasi incollate, sono due; gli hai dato involontariamente cento euro, non cinquanta, e non te ne sei accorto, finché lui non te le ha restituite, immediatamente.

“La ringrazio molto: lei ha fatto molto più che ridarmi cinquanta euro”.

“Siam qui a vendere biglietti…”, risponde sorridendo.

“Sì, è così. E tuttavia: lei ha fatto molto di più. Mi ha ridato la speranza che un mondo migliore esista per davvero…”.

 

Caro lettore, adorata lettrice,

vuoi sapere come ho investito il danaro ritrovato? Sono corso al caffè della stazione, a farmi un macchiato spolverato di cacao. Per una volta ci ho aggiunto zucchero di canna.

Perché a volte la vita sa essere dolce e lo zucchero ti aiuta a fare più strada…


FontePhotocredits: Paolo Farina liberamente rielaborata da Myriam Acca Massarelli
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Paolo Farina
La mia fortuna? Il dono di tanto amore che, senza meriti, ricevo e, in minima parte, provo a restituire. Conscio del limite, certo della mia ignoranza, non sono mai in pace. Vivo tormentato da desideri, sempre e comunque: di imparare, di vedere, di sentire; di viaggiare, di leggere, di esperire. Di gustare. Di stringere. Di abbracciare. Un po’ come Odysseo, più invecchio e più ho sete e fame insaziabili, che mi spingono a correre, consapevole che c’è troppo da scoprire e troppo poco tempo per farlo. Il Tutto mi asseta. Amo la terra di Nessuno: quella che pochi frequentano, quella esplorata dall’eroe di Omero, ma anche di Dante e di Saba.Essere il Direttore di "Odysseo"? Un onore che nemmeno in sogno avrei osato immaginare...

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