In ogni storia d’amore ci sono parole che non sono state dette

A volte lo ha impedito un evento, piombato bruscamente ad interrompere quel rapporto prima che si avesse la possibilità di apprezzarlo profondamente, a volte  siamo stati vittima del timore di venire fraintesi o abbiamo frainteso e volutamente taciuto.

Ma arriva sempre il momento in cui, quelle parole non dette, riaffiorano.

Per chi crede nella forza dei legami al di là del tempo e dello spazio, anche quelle parole tardive, curano, leniscono ferite. Servono.

Questo incontro immaginario tra me e mio padre, è avvenuto un po’ di tempo fa, dopo aver scritto la favola della mia vita “ E’ solo questione di tempo” , in cui lo avevo accantonato in un angolo, affidandogli niente più che un affettuoso cameo, quasi come se tutto fosse stato detto tra noi. Come se non ci fosse null’altro da chiarire oltre l’amore, grande, che mi univa a lui.

Ed eccole nuovamente; prendono vita ancora una volta …

“Mi hanno definito il grande assente della tua favola; una piccola comparsa nelle vesti del papero mite e innamorato e voila’…uscito di scena prima ancora di potermi adattare a questo ruolo.

In verità, figlia mia, come t’è venuto? Come hai pensato di poter trasformare me in un papero?

Un vecchio cacciatore come me? Uno che ha trascorso la sua giovinezza a rincorrere volatili di ogni tipo, per poterli cacciare, un paperooooo????

Ammettilo; ti sei voluta vendicare!

Hai voluto farmela pagare per averti condotto con me, in quelle giornate in cui io mi rifugiavo assaporando le emozioni della vecchia passione e che tu  hai  subito solo per amor  mio -piccolina… mi seguivi con il mano il carniere e mentre io, tronfio  annusavo l’aria, ricercavo segni e miravo con precisione alla preda, a te restava il compito di accogliere nelle tue manine quelle bestiole agonizzanti; le portavi così, troppo piccola per renderti conto  di ciò che stavi facendo e orgogliosa che ti avessi scelto come compagna d’avventura-

Temo che anche quelle foto d’epoca che riportavano le nostre spedizioni di caccia, noi giovani fratelli, accovacciati sorridenti ai piedi di filari interminabili di anatre e  germani , col collo penzolante, deve essermi costato qualcosina.

Va be’, ormai è andata; papero mi hai fatto e papero resterò. Per te! Questa volta sarò io a seguirti nel tuo gioco.

Ora che mi dai la parola però, ascoltami, paperi’ che poi in fondo essere paperini e miti e innamorati non è una brutta cosa; anzi.

Lo so che si pensa che il proprio padre debba essere un ‘ aquila. Certo. Fa più effetto; un’aquila. Dalle ali possenti. Forte. Un riferimento!

Ma io ero un papero, mite e innamorato, e alla fine lo hai capito anche tu che andava bene così, vero? Che anche io a modo mio sono stato un gran riferimento per te.

Non sempre le persone sono quelle che noi immaginiamo debbano essere e non sempre ciò che noi immaginiamo si rivela essere la cosa più giusta per noi. Se tu avessi avuto veramente bisogno di un ‘ aquila come padre, non avresti scelto me, non avresti scelto questa strana coppia di paperi per nascere. Ma noi eravamo la tua opportunità di diventare una grande paperina per superare finalmente quella paura di volare che è dentro di te da tanto tempo.

Ora ti stai rendendo conto anche tu di quanto sia difficile essere un buon genitore, di quanto sia arduo comprendere ciò che è giusto fare per i propri figli. Vorremmo garantirgli la felicità, vorremmo evitare che soffrano, che siano delusi dalla vita ma questa è un’illusione. Noi non possediamo la capacità di conoscere ciò che è giusto per la loro felicità. Noi possiamo semplicemente essere noi stessi, coerenti fino in fondo con ciò che siamo, con ciò in cui crediamo e solo alla fine, il tempo ci dirà che le nostre scelte saranno state giuste.

Non ero io che ti dovevo dire quale direzione prendere, non ero io che ti potevo costringere a scegliere ciò che non eri pronta ad accettare.

Te lo ricordi quando ti ho supplicato di fare le domande di supplenza nella mia scuola? Non mi hai ascoltato.

E com’è finita? Che fai? Tu che mi rispondevi – Nella scuola…mai!

Non ti ho persa di vista un istante in questi anni e tu lo sai; ora lo sai più che mai . Ora che hai compreso che la morte non esiste. Ora che hai compreso che un distacco non è necessariamente un abbandono.

Io dovevo essere me stesso perché tu, alla fine, potessi capire che questa è l’unica certezza, l’unico riferimento universale. E lo sono stato; lo è stata tua madre.

Noi siamo stati noi stessi, come dici  tu “ perfetti, nelle nostre imperfezioni” e abbiamo pagato  lo scotto del tuo giudizio…ma questo era il passato, vero paperi’?

So che hai compreso che l’amore non può essere spiegato, che ciò che appare incomprensibile ad altrui cuore, che ciò che sembra debolezza, in realtà è semplicemente amore incondizionato e che nessuno ha il diritto di intervenire per stabilire quale storia d’amore sia giusta e quale sbagliata.

Ti ho sorpreso, dì la verità, non te le aspettavi tutte ‘ste parole da un vecchio papero montanaro come me.

Non mi è mai piaciuto parlare; non sono mai stato tipo da grandi discorsi e mille effusioni; ero roccioso, in fondo. Mite ma roccioso! Siamo così noi gente di montagna, tienilo a mente per il futuro.

Ora togliamo il disturbo; noi due vecchi paperi, siamo tranquilli.

Ci facciamo un giretto dalle nostre parti aspettando di rientrare in scena. Il nostro compito lo abbiamo assolto, fino in fondo, vero paperi’?”

 

 


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Paola Colarossi
Sono Paola Colarossi, Insegno matematica e scienze presso un Istituto comprensivo di Andria e mi piace scrivere... Dal 2005 al 2009 ho collaborato, in qualità di redattrice dell’ambito scientifico, alla stesura di “Eirene” foglio di ricerca e cultura della pace, una pubblicazione periodica promossa dell’Assessorato alla Pubblica Istruzione e Cultura del Comune di Andria, in collaborazione con la Sezione di Pedagogia Interculturale dell’Università di Bari. Dal 2010 al 2012 , sempre con la stessa qualifica ho collaborato con la rivista “Scuola e Didattica”, editrice La Scuola, Brescia. Poi il grande salto... Nel 2012 ho scritto il mio primo libro “ E’ solo questione di tempo. La mia vita, una favola” edito da Etet, Andria , pubblicato nel 2014 e da allora gestisco una pagina facebook a mio nome all’indirizzo https://www.facebook.com/paolacolarossiHo partecipato all’edizione 2014 di “Libri nel Borgo Antico, conversazioni con gli autori nelle piazze del centro storico”, manifestazione pubblica del Comune di Bisceglie. E adesso...eccomi qua!

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