Primato conteso sul filo di lana con l’isola giapponese di Okinawa, la Sardegna vanta una delle più alte concentrazioni di centenari al mondo, la cui percentuale è tre volte quella dei paesi occidentali. Dai fascicoli impolverati delle anagrafi comunali e dai quinque libri degli archivi parrocchiali emergono significativi record di longevità per l’isola mediterranea.

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Da secoli l’Isola di Sardegna nasconde misteri tali da catturare l’interesse di invasori, navigatori e studiosi appassionati di enigmi. Qualcuno ha osato perfino identificarla con la mitica Atlantide teorizzata dal filosofo Platone, inabissatasi per le catastrofiche conseguenze dell’ira di Zeus suscitata dalla bramosia e cupidigia dei suoi abitanti. Che dire poi delle maestose costruzioni dell’ancora troppo oscura civiltà megalitica, i nuraghi, la cui funzione e utilità continua ad essere discussa e incerta? Senza trascurare le tombe dei giganti e le domus de janas ( = case delle fate).

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Non si può dare torto allo scrittore inglese David Herbert Lawrence: dal suo viaggio nel 1921 trasse la convinzione che la Sardegna è fuori dal tempo e dalla storia”. In effetti, a ben guardarla, fascino e arcano si intrecciano in un impercettibile confine che la rende ora aspra e ingrata, ora materna e accogliente. Resta il fatto che la “Sardegna è un’altra cosa: più ampia, molto più consueta, nient’affatto irregolare, ma che svanisce in lontananza. Creste di colline come brughiera, irrilevanti, che si vanno perdendo, forse, verso un gruppetto di cime… Incantevole spazio intorno e distanza da viaggiare, nulla di finito, nulla di definitivo. È come la libertà stessa” (D.H. Lawrence, Sea and Sardinia, 1921).

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Tale alone di mistero pervade e avvolge anche il fenomeno della longevità in terra sarda. Agli annali delle cronache risalta un uomo nato nel 1718, risposatosi a 110 anni e morto quattordici anni dopo. E il pastore Antoni Todde di Tiana, nato nel 1889 e morto nel 2002 a 113 anni: nel Guinness dei primati ha preceduto come l’uomo più vecchio del mondo i giapponesi Sakari Momoi e Yasutaro Koide, scomparso il 19 gennaio di quest’anno a 112 anni.

Boi_Centenari (6)Centenari di Sardegna, donne e uomini icone di storia e cultura, vicende e ricordi perduti negli anni e al contempo scolpite nella memoria collettiva. Commuove ed esalta l’ascolto di voci sussurrate e suoni impercettibili. Occorre sempre uno sforzo attento per cogliere il senso di frasi rigidamente e orgogliosamente declinate nella fierezza di lingue proprie, espressioni di identità radicate e inamovibili al pari di querce e granito. Rughe scavate nei volti come da lame d’aratro in terra brulla, pronte ad accogliere semi di lacrime capaci di irrigare visi rilassati di giovani generazioni.

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Sono impressioni fissate nei suoi scatti da Pierino Vargiu, classe 1952 di Aritzo, ex agente di polizia penitenziaria con la passione della fotografia. Insieme alla moglie va in cerca di angoli di sagre e feste, dettagli di tradizioni locali, soprattutto di lineamenti, mani e sguardi col sapore dell’antico: sessantanove centenari raccontati dai suoi ritratti in bianco e nero e dai testi di Francesca Murgia con la sapiente composizione dell’editrice Claudia Giuseppetti. Nasce così Centenari di Sardegna opera preziosa di chi, tra le altre occupazioni, sa donare tempo e sorrisi in ospedale ai piccoli malati oncologici e alle loro famiglie.

Boi_Centenari (7)Alberi genealogici di intere popolazioni sono allo studio del biologo molecolare Luca Deiana, promotore del progetto Akea dell’Università di Sassari, alla ricerca di ciò che rende così longevi un centinaio tra gli oltre trecento ultracentenari sardi. Secondo il prof. Deiana, oltre la genetica, il riconoscimento va alla maggior presenza di nutrienti utili alla prevenzione (antiossidanti, flavonoidi, polifenoli, resveratrolo) nella produzione locale. Pare infatti che la rurale e tradizionale dieta locale – formaggi, verdure e frutta coltivate in proprio e vino – esprima un valore nutrizionale decisamente superiore rispetto ai prodotti della grande distribuzione.

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L’elisir di lunga vita sembra potersi riassumere, come recita un detto popolare locale, in un’arrogh’e pani, casu e binu a rasu (un pezzo di pane, formaggio e un bicchiere colmo di vino), ricetta indefettibile e formula impeccabile per balzare da un secolo all’altro. Merito dell’aria, del vento, del sole, ma non solo. Secondo Deiana c’è un terzo, determinante fattore: «I centenari hanno un carattere meraviglioso, allegro. Amano dire che quando una persona canta e balla non pensa a far del male. Sono amati dalla famiglia e da tutto il paese. E sono convinto che questo affetto, questo stare bene nell’ambiente, fa parte del pacchetto che contribuisce alla longevità».

In attesa dei dati definitivi del progetto, non rimane che sperare nell’acronimo dell’iniziativa progettuale: AKeA sta infatti per “A Kent’Annos!” (=A cent’anni!). Un augurio anche per quanti, pur non essendo sardi, non disdegnerebbero almeno di accostarsi al record isolano.

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Ignazio Boi
Ignazio Boi (Cagliari, 1961), sposato, tre figli, giornalista pubblicista, esperto di formazione e comunicazione, funzionario della Direzione Politiche Sociali dell’Assessorato della Sanità della Regione Sardegna. Si forma in ambiente cattolico, dalla parrocchia ai movimenti dei Gesuiti.Obiettore di coscienza, nel 1983 diviene Segretario Nazionale della Lega Missionaria Studenti, promuove l’educazione alla pace, alla mondialità e la cooperazione allo sviluppo, cura il mensile “Gentes” e collabora alla rivista delle Comunità di Vita Cristiana. Consigliere e Presidente di Circoscrizione del Centro Storico di Cagliari dal 1985 al 1995, favorisce la nascita in Sardegna dell’Ipsia, ONG delle Acli, del Forum del Terzo Settore e del Forum delle Associazioni Familiari.Dirigente delle Acli e di Gioventù Aclista, fonda il Centro Pace e Sviluppo e con l’ente Enaip Sardegna dal 1986 al 2007 dirige attività e progetti di formazione professionale per “fasce deboli”, coordina programmi formativi internazionali e scambi di allievi tra paesi europei. Dall’Area Formazione della ASL, nel 2009 è chiamato nello staff dell’Assessore del Lavoro, promuove le realtà dei sardi nel mondo, particolarmente in Australia e in Argentina. Nel 2000 è ordinato Diacono permanente, impegnato negli Uffici diocesani di Pastorale Sociale e Lavoro e delle Comunicazioni Sociali, animatore di incontri, catechesi e formazione in diversi ambiti ecclesiali.