Se a qualcosa servono le ricorrenze, questo è a poter riflettere su dati accadimenti in maniera distaccata, attraverso il filtro del tempo, dunque inserendo il fatto singolo in un contesto più generale. Questo mese ricorre il sesto, macabro, anniversario dell’operazione “Piombo Fuso”. Come è noto l’operazione “Piombo Fuso” fu una campagna militare dell’esercito israeliano che, dal 27 dicembre 2008 al 18 gennaio 2009, bombardò quotidianamente la Striscia di Gaza riportando un numero altissimo di vittime. Fu la prima delle guerre contro Gaza, ad essa sarebbero seguite l’operazione “Colonna di nuvole” nel 2012 e “Margine protettivo” nel 2014.

La storia del conflitto israelo-palestinese, come per altro quella di qualsiasi conflitto, è piena di atti sanguinosi, ma l’Operazione Piombo Fuso, a ben guardare, ha dato il via a qualcosa di più. Le guerre arabo-israeliane furono un conflitto fra eserciti dunque interno al diritto bellico. Le due Intifada, se pur guerre atipiche, durarono anni e videro schierati da un lato un esercito e dall’altro una resistenza ben organizzata. Durante la prima di queste, in sei anni di lotta, le vittime furono 1100 da parte palestinese e 160 da parte israeliana, mentre nella seconda, in 5 anni di scontri, il bilancio fu di 5000 palestinesi uccisi e 1060 israeliani. Di vicende e massacri come quelli di Tantura è spinoso trattare non essendoci una storiografia da tutti condivisa. Durante le guerre contro Gaza, invece, si nota subito di essere di fronte a qualcosa di diverso: “Piombo Fuso” durò 3 settimane e si ebbero da un lato 1300 palestinesi morti e dall’altro 13 israeliani; “Colonna di nuvole” durò 7 giorni e vide 171 palestinesi morti e 6 israeliani; “Margine protettivo” è durata 49 giorni e ha lasciato 2104 morti palestinesi da una parte e 72 israeliani dall’altra.

Ciò che sconcerta di queste guerre, oltre alla disparità delle forze in campo che è sempre stata una costante nel conflitto in questione, è soprattutto la ferocia, la perseveranza e la gratuità con cui sono state condotte le operazioni militari da parte israeliana. Odifreddi a questo proposito, in un ormai celebre articolo riferito a “Piombo fuso”, aveva parlato di “dieci volte i nazisti”. Il matematico aveva fatto notare che se nell’eccidio delle Fosse Ardeatine i nazisti uccisero 10 italiani per ogni tedesco eliminato dai partigiani, gli israeliani hanno ucciso quasi 100 palestinesi per ogni israeliano ucciso.

La questione tuttavia non è un fatto meramente numerico. È il fatto che su 3485 morti palestinesi dovuti alle 3 guerre, 2500 erano civili e, di questi, circa 900 bambini. Gli israeliani, nel corso dei conflitti non hanno fatto mistero di voler colpire direttamente la società civile bombardando orfanotrofi e centrali elettriche, colpendo ambulanze in movimento, distruggendo scuole spesso usate come rifugio dalla popolazione. Gli episodi meglio documentati al momento sono quelli di “Piombo fuso”. Ad esempio il 6 gennaio 2009 una scuola dell’UNRWA fu bombardata e in essa vi morirono 40 civili. Si disse che da lì erano stati lanciati missili da parte di Hamas, tempo dopo funzionari israeliani hanno ammesso che ciò non è mai avvenuto. Inoltre Israele ha usato armi al fosforo bianco (sempre durante “Piombo fuso”), proibite in quanto armi, tra le altre cose, su una sede dell’Unrwa e sull’ospedale Al-Quds di Gaza City, come dimostrato dai rapporti di Amnesty International.

Ciò che si è avuto con “Piombo Fuso” e successivamente, è allora che per la prima volta Israele si è macchiato in maniera intenzionale del male contro gli innocenti, ciò che in teologia viene chiamato “male assoluto”. Per la prima volta questo è anche ufficialmente provato, dall’Onu e da numerose e prestigiose organizzazioni, e certo c’è chi nega la veridicità di quei rapporti, come c’è chi nega la veridicità della Shoah, non per questo bisogna dar loro ascolto.

Se si ripercorre la storia del popolo ebraico si nota che ciò è accaduto per la prima volta. Gli Ebrei in conseguenza dell’Olocausto sono stati pensati e si sono sempre pensati, a ragione, come le vittime per eccellenza del male assoluto; ma con le azioni del 2009 essi ne diventano gli artefici, si badi bene, non già del male (di quello già lo erano), ma del male assoluto, ossia del male volontario contro innocenti. Certo gli Ebrei furono perseguitati a milioni all’interno dei campi di concentramento, mentre i Palestinesi a migliaia dentro la Striscia di Gaza, ma a parte le dimensioni, la sostanza resta e con “Piombo fuso” si consuma questo passaggio.

 

 

 


5 COMMENTI

  1. Ciao Andrea,
    sai che ti stimo molto e sono sempre molto affascinato dai tuoi articoli, però penso che ci sia da fare una riflessione (che sorge spontanea) su questo articolo, in particolare nel titolo:
    “Da vittime ad artefici del “male assoluto”: Piombo fuso e la metamorfosi degli Ebrei”.

    Ecco, ho letto tutto ed è condivisibile il tuo punto di vista sul sionismo, sull’ipocrisia e l’aberrante malvagità che lo contraddistingue. Ma c’è una linea ben definita che dovrebbe, e lo fa, dividere i sionisti dagli ebrei, che si chiama “significato”.
    Non tutti gli ebrei sono sionisti, non tutti i sionisti per questioni di interesse, sono ebrei. Eliminare questo limes è come togliere quello che divide i siciliani dai mafiosi. Gli italiani dai corrotti, i tedeschi dai nazisti, gli americani dal kkk.

    I miei two cents
    Un abbraccio

    • Ciao Giuseppe, grazie per la stima ribadita.

      Fai bene a sottolineare la differenza che è importante e va tenuta ben ferma. Io però volutamente in questo articolo non ho usato il termine “sionista”, come volutamente ho usato come sinonimi “ebreo” e “israeliano”. Questo perchè non ho voluto criticare la politica espansionistica di Israele per cui avrei parlato di “sionisti”, ma ho voluto parlare dei crimini di guerra di uno stato perpetrati contro una popolazione nemica. Ecco perchè ho parlato di “israeliani”. Per riprendere il tuo esempio, all’epoca a guidare la Germania c’era il partito nazista, ma questo rappresentava nella comunità internazionale i tedeschi e lo stato tedesco. Come i partiti sionisti oggi al governo in israele, per la comunità internazionale, rappresentano lo stato di israele.

      Il fatto che poi abbia usato indifferentemente “ebreo” o “israeliano”, passando disinvoltamente da un termine religioso ad uno giuridico, deriva dal fatto che Israele stesso si definisce lo “Stato della nazione ebraica”. Israele è una etnocrazia in cui se sei ebreo sei un cittadino con pieni diritti, se non sei ebreo ne hai un pò meno. Spero di essermi spiegato.

      http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2014-11-23/israele-e-stato-nazione-ebraica-passa-disegno-legge-voluto-netanyahu–160118.shtml?uuid=ABXvjCHC

  2. Sinceramente non mi hai convinto. Anzi, sta a noi che raccontiamo (perché io non sono un giornalista, ma soltanto uno a cui è stata data la possibilità di esprimere pensieri su questa pagina), evidenziare le differenze, fare i dovuti distinguo, portare alla luce quelle che sono tutte le parti in causa nei fatti che introduciamo ai lettori, anche le più nascoste e impercettibili.
    Seguendo il ragionamento del tuo articolo, i genocidi dell’ex Jugoslavia, del Darfur, del Rwanda, di Timor est, hanno come colpevoli gli abitanti delle stesse nazioni, senza distinguo tra assassini, complici e vittime.
    Riguardo il link che hai postato, quella legge è stata votata da una maggioranza parlamentare di sfondo nazionalista, e se non si sottolinea questo allora sono inutili anche le elezioni, di qualsiasi paese, perchè la minoranza e le opposizioni, secondo il tuo articolo, non esistono.

    • Giuseppe la distinzione di cui parli tu (sionisti-israeliani) avrebbe senso se a buttare le bombe su gaza fosse stato un gruppo sionista autorganizzato e io avessi parlato di israeliani in generale. Invece quei sionisti oggi sono al governo in israele. I bobardamenti su gaza sono stati condotti dall’esercito israeliano dopo l’approvazione del parlamento e con la firma del primo ministro, perchè non dovrei parlare di israeliani o di Stato di Israele? A sto punto quando parlo delle mosse dell’italia dovrei parlare di “piddini” o “renzisti” per fare il distinguo con le opposizioni a questo governo, o se parlo degli atti dell’Inghilterra dovrei parlare di “cameronisti” per tener conto delle opposizioni in Inghilterra, ma è una cosa che non si è mai vista e capisci bene che non se ne uscirebbe più.

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