Esperienza emozionale in Puglia

Quando l’arte, la creatività, l’imprenditorialità quella bella, di cuore collaborano insieme, si può creare qualcosa di unico.

La cascina Savino a Foggia è un’eccellenza pugliese per quanto riguarda il campo agricolo.

Diversamente da quanto si possa pensare, non vi sono terreni prettamente dediti alla coltura di ortaggi o frutti, ma principalmente i terreni sono dediti alla coltura dei fiori. Ad aprile si possono vedere i tulipani, da sempre associati all’Olanda per poi scoprire che sono fiori che germogliano grazie al clima mediterraneo, a luglio ci sono i girasoli e la lavanda, ad ottobre le melagrane e le zucche.

I ragazzi, Giuseppe e Michele, che si occupano di questa produzione, raccontano di aver coscientemente preso la responsabilità del lavoro nei campi per ridare dignità a questo stesso lavoro bistrattato, duro e non sempre remunerativo. In onore del loro papà che si è spaccato la schiena su quei campi hanno deciso di creare qualcosa di unico, ovvero di diffondere bellezza e di far riscoprire la forza rigeneratrice della natura.

Si sono messi al lavoro coadiuvati da architetti paesaggisti per usare quei campi come fossero una tela di un pittore e attraverso le stesse piante dare loro la forma del Fiore. Se usassimo un drone e potessimo guardare i terreni dall’alto scopriremmo il disegno di un grande girasole creato con le singole piante dei girasoli. Un’installazione unica di Land Art per accogliere chiunque si affacci a questi campi e per narrare la bellezza della terra di Capitanata e della Puglia.

Visitare questo luogo diventa un’esperienza unica, emozionante perché si impara ad appropriarsi del proprio tempo scandito non più dagli obblighi quotidiani, ma dal ritmo cadenzato della scoperta, della ricerca e dell’immersione completa nella bellezza straordinaria seppure a volte considerata ovvia della natura.

Un ritorno alle origini attraverso i colori vividi dei fiori, dei loro profumi, dei ronzii discreti delle ali impegnate nel volo di bombi, api. Un tramonto che langue nella serena e spensierata passeggiata per i campi mentre ci si attarda a guardare le stelle sorseggiando il nettare di uve locali.

Un riconciliarsi con madre natura che sorprendentemente ci vizia regalandoci infinite emozioni, sensazioni, delizie per mente, corpo e cuore.


FontePhotocredits: Monica Fornelli
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Mi chiamo Monica Fornelli e scrivo sin da piccolina. Sono una docente di francese appassionata di somatopsichica; lo stare bene per me è essenziale per cui da sempre scrivo per “ricrearmi” un mondo ideale in cui tuffarmi e potermi riequilibrare abbracciando me stessa e al contempo abbracciare virtualmente chi vorrà leggermi. Ho partecipato a vari concorsi nazionali e internazionali tra cui “Il Papavero d’Oro“, “Levante” indetto dalla rivista Radar Sei, “On the air”, “Nino Palumbo”, ottenendo vari riconoscimenti e menzioni in giornali locali come “la Gazzetta del Mezzogiorno“ e “Meridiano Sud”. Alcune mie poesie sono presenti in antologie quali “Fiori Amori” e “Le stagioni” ed. Barbieri; “Parole senza peso” ed. Writers, “Nitriti al vento“ ed. La Conca, “Il Federiciano” ed. Aletti. Nel 2011 è uscita la mia prima raccolta dal titolo “I colori della vita” (ed. Albatros) presentata anche alla fiera del libro di Torino.

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