Intervista con Don Tony Drazza, Assistente ecclesiastico centrale dell’AC per il Settore Giovani, sul tema: “Azione Cattolica passione cattolica: la passione per il Regno”.

Terzo appuntamento per la celebrazione dei 110 anni dell’Azione Cattolica della Diocesi di Andria.

Don Tony, cos’è la passione per te?

La passione è qualcosa che ci smuove il cuore, che non ci fa dormire, che ci fa soffrire, che ci chiude lo stomaco, che ci fa intravedere vie d’uscita quando tutto sta crollando, quando sembrerebbe impossibile scorgere nuovi orizzonti! La passione ha a che vedere con l’arte di rammendare, di ricucire ciò che è lacerato: solo chi è appassionato riesce a rimettere nuovamente in circolo i cuori feriti. Una delle caratteristiche più belle della nostra vita è avere un cuore appassionato di qualcuno, perché questo qualcuno ci può smuovere e far camminare, con uno sguardo innamorato sulla vita! È vero anche che essere appassionati non vuol dire soltanto avere un cuore innamorato ma anche un cuore che ha dolore e che affronta la sofferenza. Una passione non è semplicemente per le cose che vanno bene, è anche e soprattutto riuscire a ripartire: perché fondamentalmente noi siamo in grado di ripartire per un forte amore e per un forte dolore. Se uno impasta amore e dolore allora riesce ad essere felice per sempre!

È possibile ancora credere, appassionarsi, guardando alla realtà, spesso sconfortante, che ci circonda?

Non è solo possibile, ma è diventato necessario: le cose si cambiano appassionandosi alla vita, alle persone, alle strade che percorriamo! Non tutto si può ricostruire semplicemente con un ritocco con Photoshop, bisogna metterci dentro il cuore, i piedi, le mani, gli occhi, perché soltanto così si riparte!

Possiamo dire che un cristiano ha il “dovere” di sperare?

Possiamo e dobbiamo ridirlo! Dobbiamo ridirlo forte, in tutti i nostri incontri quotidiani. Se non speriamo noi che crediamo in Gesù risorto, chi può sperare per davvero? Noi abbiamo davanti ai nostri occhi la vita e non la distruzione. E dobbiamo parlare di Dio nelle opere e negli spazi quotidiani.

Come si nutre una passione?

La passione si nutre con il silenzio, con le amicizie che ti scaldano il cuore, con la possibilità che hai quando qualcuno ti sta vicino quando sei appesantito o ferito, con delle letture buone, con una profondità di vita, riscoprendo la capacità di ascoltare e di parlare al cuore. Sono semplici gli ingredienti per essere appassionati!

Un uomo appassionato davanti agli occhi di tutti è Papa Francesco. Come possono i credenti partecipare alla realizzazione del suo sogno di Chiesa in uscita?

Questa domanda l’hanno fatta al Papa un gruppo di gesuiti qualche giorno fa. Un gesuita giovane gli ha chiesto: “Come possiamo aiutarti?” Il Papa inizialmente ha risposto “Non so…” Poi, andando avanti nella risposta, ha detto che c’è un modo per aiutarlo ed è quello di attuare il Concilio Vaticano II e di realizzare quel sogno di apertura al mondo che il Concilio è stato.

Il tuo ministero ti porta a stare con i giovani, a respirare il loro entusiasmo, ad essere partecipe delle loro visioni, dei loro sogni. Cosa significa per la Chiesa di questo tempo il Sinodo dei giovani che è in corso?

Nonostante se ne parli poco negli organi di stampa nazionali, il Papa ci ha detto in questi giorni che questa Chiesa ha un desiderio di cambiare ed il cambiamento parte non dai suoi Vescovi o dai suoi Cardinali, ma se le Chiese diocesane avranno il desiderio di accompagnare i giovani. Il Sinodo ci sta restituendo l’immagine e la bellezza di una Chiesa che è viva ed in secondo luogo ci sta aiutando a dare la giusta dimensione anche ai nostri problemi, confrontandoci con una realtà giovanile mondiale complessa e variegata, dove se per un Vescovo europeo il problema può essere la secolarizzazione o la distrazione dei social, c’è un Vescovo africano che dice all’assemblea che il problema dei suoi giovani sono la fame e la guerra!

CONDIVIDI
Articolo precedenteDi Maio porta il Governo in Procura
Articolo successivoIl viaggio di Pietro e Nicole: l’intervista
Silvana Campanile
Mi chiamo Silvana Campanile, sono bibliotecaria e lavoro tra il fantastico ed il reale nella Biblioteca diocesana di Andria “San Tommaso d’Aquino”. Laureata in Lettere Classiche e mai pentita. Amo la vita, la gente e le sorprese che riservano! Andare al cinema e viaggiare quando possibile! Combatto la mia natura profondamente pigra riempiendo la mia giornata di impegni…Il mio motto? Gli altri siamo noi: non delegare ma affrontare la vita con creatività ed entusiasmo!

LASCIA UNA RISPOSTA

Please enter your comment!
Please enter your name here

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.