I valori che sembrano prevalere oggi sono: la bugia interessata, una inarrestabile voglia di prevaricare e sfruttare chi ti sta accanto

“Mio fratello è la mia vita”, il nostro fratello bianco ha bisogno di noi, ha bisogno che qualcuno gli faccia del bene ora. Il nostro fratello bianco è stato aggredito e noi gli fasciamo le ferite. Il nostro fratello bianco ha bisogno che qualcuno gli dica sei mio fratello e non vogliamo che tu sia “appeso”, ma che tu viva perché gli uomini e le donne non sono fatti per dar morte o uccidere noi siamo fatti per dar vita e per far risorgere questa nostra umanità.

Non è il colore della pelle, ma anche il colore dell’anima, il colore della speranza, il colore della sensibilità, il colore della vita, il colore che scorre nelle vene che si impasta, si amalgama dinnanzi ad una cultura individualista che non prova sentimenti ed emozioni di fronte alle ingiustizie, al male e alla disumanità per osare e fare il bene sempre e nonostante tutto, perché il bene lo si deve fare bene.

Migranti richiedenti asilo, accolti nella città di Bergamo, hanno ripulito scritte ingiuriose, contro Salvini: «Salvini appeso! No Tav».

È accaduto a Bergamo, i messaggi offensivi sono comparsi, nella mattinata di mercoledì 16 ottobre 2019, sulla facciata laterale della chiesa di Santa Lucia. Un consigliere comunale della Lega, giustamente, ha chiesto che le parole ingiuriose fossero sollecitamente cancellate.

Le scritte sono state rimosse dai richiedenti asilo dell’Accademia dell’Integrazione, un progetto attivato dal Comune di Bergamo con la Diocesi e Confindustria e che punta a costruire le condizioni per una buona integrazione dei migranti a partire da un impegnativo percorso basato sull’apprendimento della lingua italiana, sulla formazione professionale e su lavori di pubblica utilità, guarda caso percorsi e servizi cancellati dall’attuale sistema di accoglienza su indicazione dell’allora ministro dell’Interno Matteo Salvini. Il sindaco della Città di Bergamo, Giorgio Gori, ha commentato così: «Durante il suo incarico di Ministro dell’Interno Matteo Salvini ha fortemente penalizzato tutte le attività volte a favorire l’integrazione dei richiedenti asilo. Il gesto dei ragazzi dell’Accademia di Bergamo mi pare una bella risposta, di quelle che fanno pensare».

Scorgendo il modo di fare di tante persone, i valori che sembrano prevalere oggi sono: la bugia interessata, una inarrestabile voglia di prevaricare e sfruttare chi ti sta accanto, l’ignorare la vita dell’altro, evitare l’incontro e l’incrocio con l’altro-il prossimo-l’ospite-lo straniero-il migrante, prediligere, in nome di falsi ed amplificati allarmismi, fare spazio nella nostra vita ed aprire le nostre Città alla collera, al celato desiderio di vendetta e di sentirci razza superiore, l’incapacità di riconoscere i limiti e gli errori propri, riconoscere la bellezza e la bravura altrui, un continuo millantare ciò che non si è. E soprattutto l’ipocrisia di chi cerca sempre di far passare per ‘bene comune’ quello che è solo e soltanto il proprio interesse personale.

Siamo tutti rinchiusi in noi stessi, impauriti e svuotati, paurosi di non essere più nulla e nessuno se non per ciò che riusciamo ad accaparrarci o per i simboli del presunto successo che riusciamo a sbandierare.

Forse siamo morti, morti al nostro vero io, alla nostra vera essenza, quella umana. E io non voglio morire. Non voglio essere vittima delle degli eventi, dei modi di fare che passano per ‘progrediti’ e che invece sono falsi e ingannatori, vuoti, il contrario della vita, della vera vita sincera e onestamente vissuta.

Non voglio elargire alla morte la supremazia, il predominio, il dominio sulla mia intelligenza, libertà, amore…! Ogni uomo ha il dovere, se non l’obbligo, di non lasciare spazio alla morte sulle proprie azioni, pensieri, relazioni, posizioni, idee, valori…

La morte, fa parte della nostra vita e si muore in tanti modi: naturali, improvvisi, tragici…ma il peggiore è morire dentro mentre continui a vivere fuori.

Oggi la questione dell’annuncio del Vangelo richiede, senz’altro coraggio. E ci vuole determinazione e responsabilità per guardare in volto la società che abbiamo davanti prima di iniziare a difendere questa o quella posizione politica e ideologica. Non sappiamo chi è l’autore di quella scritta, ma bisogna avere il desiderio di sedersi accanto a questi fratelli o sorelle carichi di odio e violenza e dialogare senza avere paura del rischio di essere rifiutati, negati, allontanati. Perché quelle parole scritte sui muri vanno cancellate prima dai cuori, e come Chiesa e comunità civile abbiamo il dovere evangelico e crediamo di fare luce su qualsiasi comportamento non conforme alla Parola che annunciamo. La Chiesa è una Madre e a questo compito non si può sottrarre, perché i suoi figli non hanno bisogno di giudizi, opinioni, analisi e valutazioni, ma di ascolto e sostegno. E questo possiamo farlo noi tutti come comunità ecclesiale!

 


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Geremia Acri
So che tutto ha un senso. Nulla succede per caso. Tutto è dono. L'umanità è meravigliosa ne sono profondamente innamorato. Ciò che mi spaventa e mi scandalizza, non è la debolezza umana, i suoi limiti o i suoi peccati, ma la disumanità. Quando l'essere umano diventa disumano non è capace di provare pietà, compassione, condivisione, solidarietà.... diventa indifferente e l'indifferenza è un mostro che annienta tutto e tutti. Sono solo un uomo preso tra gli uomini, un sacerdote. Cerco di vivere per ridare dignità e giustizia a me stesso e ai miei fratelli, non importa quale sia il colore della loro pelle, la loro fede, la loro cultura. Credo fortemente che non si dia pace senza giustizia, ma anche che non c'è verità se non nell'amore: ed è questa la mia speranza.

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