Il pezzo di Lucia Gabani, sull’HuffPost dello scorso 12 ottobre è di quelli che fa piacere leggere e riprendere. Titolo: “5 motivi che spiegano perché chi parla da solo è una persona intelligente”.

Se, dunque, appartenete alla categoria di persone che chiacchierano tanto con se stesse e che lo fanno non solo quando sono sole a casa, ma anche per strada, in ufficio, al lavoro o chissà dove, non preoccupatevi: è la prova che siete dei geni. Non ci credete? Allora date un’0cchiata all’elenco che segue.

  1. Chi parla da solo allena l’intelligenza

Lo dimostra una ricerca pubblicata su Live Science. Ai venti partecipanti all’esperimento è stato chiesto di cercare un prodotto all’interno di un grande supermercato. La prima volta dovevano farlo in silenzio, la seconda, ripetendo al alta voce il nome del prodotto che stavano cercando. Risultato: la seconda ricerca è stata molto più efficace, con tanto di effetto benefico sulla propria autostima.

  1. Parlare ad alta voce sì, ma ben sapendo cosa cerchiamo

Ripetere ad alta voce il nome di ciò che si cerca, aiuta a focalizzarne le caratteristiche, incentivando la nostra attenzione e dirigendola sull’oggetto richiesto: a idee chiare corrisponde una “caccia al tesoro” mirata e veloce.

  1. Impariamo dai bambini

Come fanno i bambini? Parlano continuamente ad alta voce. In questo modo, memorizzano ciò che ascoltano dai grandi e prendono confidenza con se stessi e con le proprie emozioni. In particolare, osserviamoli mentre giocano: molto spesso, sembra facciano la radiocronaca del loro gioco. Raccontarsi ciò che ci accade, riferire cosa si verifica sotto i nostri occhi, fare delle nostre azioni una narrazione, aiuta a capire meglio “le regole del gioco” e a imparare prima a controllarlo.

  1. Parlarne è già risolvere i problemi

Di cosa abbiamo bisogno quando abbiamo un problema? Di qualcuno con cui parlarne, di qualcuno che ci ascolti. Bene: la prima persona a nostra disposizione per ascoltarci siamo noi stessi! Parlare con noi stessi non è da matti: aiuta a schiarirsi le idee e a dar loro ordine, a fare una scala di priorità, ad arrivare prima, e fin dove è possibile, alla loro soluzione.

  1. Chi si parla, coglie gli obiettivi

Siete dei visionari? Avete degli obiettivi ambiziosi o anche semplicemente “normali”? Parlatene con voi stessi: vi aiuterà a non perderli di vista, rinforzerà la vostra motivazione di fondo, libererà le pulsioni e darà un nome alle emozioni. Insomma: sarete più leggeri e avrete maggiore energia da dedicare ai vostri obiettivi.

Un motivo extra: Einstein lo faceva…

Einstein sapeva contare sulle sue forze e, per farlo, si aiutava ripetendosi lentamente ciò su cui stava riflettendo. Proprio lui ci ha insegnato che il limite tra genio e follia è breve: e che, dunque, un’abitudine che fin qui vi è forse apparsa folle è solo l’indizio della vostra genialità!

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