L'inviata Sara Mariani minacciata in diretta: non è un Paese libero, se non c'è libertà di stampa.

L’inviata Sara Mariani minacciata in diretta: non è un Paese libero, se non c’è libertà di stampa.

Accade ancora e accade in Italia: non in Paese sotto dittatura in America del Sud o nel continente africano. Con rispetto parlando.

Accade che una giornalista venga minacciata in diretta, mentre è in collegamento TV, e che sia costretta a spegnere telecamera e microfono.

È accaduto a Sara Mariani. L’inviata di “Agorà”, programma di Raitre, mentre conduceva un servizio dal quartiere romanod di Tor Bella monaca, due giorni fa, è stata minacciata in diretta da uno sconosciuto che le ha urlato: «Cosa ci fai qua? Vattene o ti uccidiamo».

Tor Bella Monaca, lo stesso quartiere in cui, lo scorso 14 giugno, un’operazione di polizia ha portato all’arresto di 29 persone. Un quartiere in cui vive e lavora tantissima gente onesta, ma che ora si vede infangata dalle parole di un bruto che si è sentito in diritto di parlare per tutti e di minacciare una donna e una giornalista.

Sara Mariani è stata ascolta dai Carabinieri che stanno indagando sull’accaduto. Ci auguriamo che il losco figuro (o forse è più giusto dire “il balordo”) sia assicurato alla giustizia.

Nel frattempo, la redazione tutta di Odysseo sa da che parte stare: noi stiamo con Sara Mariani e le esprimiamo per intero tutta la nostra solidarietà.