
Ora sei nella Luce
Conoscevo Beppe Tortora dal 1976, io ero al IV ginnasio e lui si stava iscrivendo al Liceo Classico “Carlo Troja” di Andria.
Dopodichè infinite occasionidi incontro tra noi, intrecci ed incroci di vita; il liceo, l’Azione Cattolica con i campiscuola e l’impegno diocesano (con il nostro amato Don Vito Ieva, comune stella polare per noi e per tanti altri con e come noi); la frequentazione di amiche ed amici in innumerevoli occasioni di vita (ai matrimoni, ai battesimi, alla compagnia ai nostri amici ed amiche ammalati, ai funerali); gli scambi di vedute professionali perché entrambi “artigiani” del diritto, la fiducia di Beppe verso me come amico notaio, sia nelle vicende familiari sia in quelle dei suoi clienti a cui si dedicava con anima e cuore e ai quali teneva tantissimo. Beppe era un uomo buono, “naturaliter” buono, incapace non solo di far male a chiunque ma, persino, di concepirlo.
Beppe era una persona umile, perché l’humus della terra, che lui amava ed alla quale si dedicava immensamente, era parte di sé; mai una pretesa, mai una esibizione, mai uno stare sul palco; sempre all’insegna del “quando avrete fatto tutto ciò che vi tocca, dite “sono un servo inutile”.
Beppe era un individuo generoso, sempre ed a qualsiasi costo, tanto capace di dare all’infinito quanto schivo e pudico nel chiedere; anche nella malattia non ha voluto “dare fastidio”.
Di fronte alla morte di un Amico, le urgenze dalle quali siamo presi vengono ridimensionate e le occupazioni mostrano la loro vacuità. Le vicende di un rapporto importante ci appaiono in una luce diversa.
Ci sarà del tempo per elaborare fatti e sentimenti, ma una fase si è conclusa. Ora può cominciare ad emergere ciò che più è contato nella storia di quel rapporto: il fondamento del nostro legame, la promessa iniziale che lo ha generato.
Dopo le traversie di una vita intera, quell’impeto genuino e bello che ci caratterizzava da ragazzi è ora una certezza provata e ci protende verso la stessa luce di cui ora è avvolto Beppe.
Così l’eterno si affaccia di nuovo sul tempo e rischiara le vicissitudini presenti in cui ci affatichiamo.
Ritroviamo, lentamente, l’energia di uno sguardo tenero ed ironico, e con un sorriso che dicano all’amico: “Ci rivedremo, e ne parleremo”.
Ciao Beppe, ora sei nella Luce.


























