La silloge poetica, dal sapore salentino, di Stefano Cazzato

Si delinea una sorta di educazione sentimentale nella prima raccolta di poesie di Stefano Cazzato, prolifico saggista leccese (molti e premiati i suio libri su Platone) che, dopo Gli amanti, torna in libreria con Portala tu, la bellezza.

Un libro estivo, per la levitas con cui sono affrontati temi esistenzialmente impegnativi tra cui il rapporto col tempo che passa: non un tempo qualunque, ma quello di certe estati salentine, dove la natura fa da sfondo ad amori, passioni, delusioni, ricordi familiari, sogni giovanili, proiezioni nel futuro e microepifanie.

Ma Cazzato non è un ritrattista di bozzetti, un paesaggista di situazioni che si limiti, per quanto capace di un ampio ventaglio di colori e di sfumature, a rappresentare un mondo che forse non c’è più, idealizzandolo con la nostalgia e l’elegia.

Quel mondo, vero o immaginario, anzi tanto più vero quanto più trasfigurato dall’immaginazione, diventa l’occasione per una riflessione più generale sulla condizione umana attraversata dalla responsabilità, dall’impegno, dalle sfide quotidiane ma soprattutto dalla potenza del desiderio in tutte le sue forme: quelle più nobili e quelle più direttamente pulsionali, il desiderio nei suoi slanci e nelle sue cadute, nel suo contatto breve e intenso con l’oggetto sfiorato ma anche nel tormento della sua ricerca e della sua perdita come ci ricorda questa poesia dedicata al poeta salentino Vittorio Bodini:

 A Vittorio Bodini

perché è così tenace

agosto

gli altri mesi tengono

ancora accesi i sogni

maggio ci sveglia

giugno ci culla e

ci fa venire la voglia

a luglio l’estate

sembra ancora possibile

e bella

ma agosto…

io lo conosco agosto

lavora di nascosto

tutto l’anno

e poi ci getta addosso

con la sua luce gialla

il peso del nulla.

Stefano Cazzato, Portala tu, la bellezza, Isolario editore, Alzano Lombardo (Bg), 2026, pp. 70, euro 13.00


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Chi siamo? Gente assetata di conoscenza. La nostra sete affonda le radici nella propria terra, ma stende il proprio orizzonte oltre le Colonne d’Ercole. Perché Odysseo? Perché siamo stanchi dei luoghi comuni, di chi si piange addosso, di chi dice che tanto non succede mai niente. Come? I nostri “marinai/autori” sono viaggiatori. Navigano in internet ed esplorano il mondo. Sono navigatori d’esperienza ed esperti navigatori. Non ci parlano degli USA, della Cina, dell’Europa che hanno imparato dai libri. Ci parlano dell’Europa, della Cina, degli USA in cui vivono. Ci portano la loro esperienza e la loro professionalità. Sono espressioni d’eccellenza del nostro territorio e lo interconnettono con il mondo. A chi ci rivolgiamo? Ci interessa tutto ciò che è scoperta. Ciò che ci parla dell’uomo e della sua terra. I nostri lettori sono persone curiose, proprio come noi. Pensano positivo e agiscono come pensano. Amano la loro terra, ma non la vivono come una prigione. Amano la loro terra, ma preferiscono quella di Nessuno, che l’Ulisse di Saba insegna a solcare…

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