Se pensiamo a Facebook cosa ci viene subito in mente: amici? link? foto? giochi? farsi gli affari degli altri?

Facebook ci rende quello che gli chiediamo, in primis ci mette in accordo con l’immagine che ognuno ha di sé, poi ci fa sentire tutti vicini, ma anche tutti spiati, tutti invidiosi e tutti invidiati, è fatto apposta per tirar fuori quello che siamo veramente.

C’è chi lo usa per gonfiare il proprio ego, perché mettere una foto, un video o uno stato e aspettare che salgano i mi piace dà a se stessi la misura del proprio valore; c’è chi lo usa fondamentalmente solo per spiare la vita degli altri e non posta mai nulla, nemmeno un buongiorno ogni tanto; c’è chi lo vive da perseguitato e passa la giornata a postare link acidosi e forieri di sventure verso gli altri, rei appunto di spiarlo, invidiarlo e farsi gli affari suoi.

Ma perché? Facebook non serve proprio a farsi gli affari del prossimo? A che scopo altrimenti postare foto di vacanze, di cibi prelibati, di vestiti e oggetti costosi se non per suscitare invidia negli altri?

Come ogni gioco che si rispetti, anche Facebook ha le sue penalità, che piaccia o meno. Si prendono i mi piace e si prendono le critiche.

Ma dei meriti a Facebook vanno riconosciuti.

Quello di aver annullato le distanze tra le persone come mai prima. Un esempio lo abbiamo nel giorno del compleanno: quando mai in passato ci saremmo ritrovati ad avere cento, duecento o anche più persone a farci gli auguri? Se ci immaginiamo queste persone in carne ed ossa, in fila, per farci gli auguri si capisce il potere di Facebook.

Vedere come si evolvono le vite dei nostri amici poi ha il suo perché…Aappena lo apriamo la mattina sappiamo chi ha dormito e chi no, chi sta male e chi sta bene, chi ha cenato fuori e cosa ha mangiato, quante volte ha pianto il pupo e quanto sta crescendo; la sera sapremo, anche senza accendere la tv, che film vengono trasmessi, avremo le recensioni in tempo reale. Le partite poi non ne parliamo, tutti arbitri e tutti allenatori, basti pensare agli ultimi Mondiali di calcio con i suoi 3 miliardi e passa di post.

E i viaggi? Quanti posti abbiamo visitato virtualmente grazie alle foto dei nostri amici, posti che manco sapevamo esistessero e di cui ora conosciamo anche gli angoli più remoti? Quante albe e quanti tramonti ci siamo visti con i visi felici di chi lo ha condiviso con noi?

E quanti matrimoni, quante nascite annunciate e poi mostrate, orgogliosi di cià che è stato creato?

E quando qualcuno dei nostri amici feisbucchiani sta male, quanto ci spendiamo per fare il tifo con lui e per lui perché vinca sempre e comunque il male che ci fa più paura, perché se vince lui vinciamo noi e tutti ci sentiamo parte di tutti.

Persino il suo fondatore, Mark Zuckerberg, ebbe a dire “È sorprendente vedere come le persone utilizzano Facebook per costruire una vera comunità, supportandosi a vicenda nei modi piu’ diversi”.

E le persone che lo usano stanno crescendo a dismisura, siamo quasi a 1,3 miliardi di utenti, praticamente la seconda nazione dopo la Cina, decretandolo come il Social Network per eccellenza, il numero Uno.

Forse perché ha dato risposta ad uno dei più acuti disagi della società moderna, la solitudine? Sarà per questo che una volta provato Facebook e averne capito lo spirito, nessuno riesce più a farne a meno? Sarà questo il motivo del suo successo?

Debora Falorni


[Foto: www.mbgraphicsfilm.com ]

 

 

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Deborah Falorni
Tre volte mamma e maestra d'asilo, amo i bambini (non solo i miei) in modo sviscerale, ritrovo in loro tutto cio' che siamo stati e tutto cio' che diventeremo....mi intriga vedere sempre le cose da un'angolazione diversa, mi appassiona leggere e cercare nei pensieri altrui un altro modo di intendere la vita, cosi che essa mi stupisca ogni giorno. Vivo con la certezza che gli altri siamo noi e che in qualche modo, ne vale sempre la pena.

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