Se a Roma Plino il Vecchio ne parlava e lo usava sia come alimento che come medicinale, oggi la Beta Vulgaris è sempre poco presente sulle nostre tavole. Ma che cos’è?

Se a Roma Plino il Vecchio ne parlava e lo usava sia come alimento che come medicinale, oggi la Beta Vulgaris è sempre poco presente sulle nostre tavole. Ma che cos’è?

È la barbabietola rossa, un vero e proprio tubero come le patate. Molti pensano che sia una radice, ma in realtà è un fusto modificato dove la pianta accumula tantissime sostanze di riserva e in caso di emergenza (per es. siccità) attinge da questi “serbatoi” naturali che contengono:

  • Zuccheri, come l’Amido, importanti per assicurare la sopravvivenza della pianta durante l’inverno;
  • Fibre, ottime la loro funzione per il nostro organismo perché tengono sottocontrollo il livello di zucchero nel sangue e il colesterolo LDL;
  • Sali minerali come ferro, potassio, calcio, magnesio e iodio;
  • Acqua, circa il 91%: su 100g di rapa sviluppa un fabbisogno energetico di soli 20 Kcal.

Essendo ricchi di ossalati è sconsigliabile a chi ha problemi di calcoli renali e ai diabetici.

Come usarle in cucina!

Molti le usano crude tagliate a chips condite con olio e sale, oppure messe nelle insalate.

Nei supermercati troviamo la rapa di IV gamma persino sbollentata e messa sotto vuoto (per i più pigri!).

In genere, la rapa rossa viene usata per colorare i risotti. La rapa una volta lessata viene frullata e messa nel risotto. Una volta cotto, va servito con un nido si stracciatella e una spolverata di noci tritate.

Non solo, la polpa viene messa nell’impasto della pasta fresca all’uovo e data una forma di un cavatello o capunto, saltati in padella con una salsa di funghi cardoncelli e salsiccia di Norcia oppure se decidiamo di ottenere una pasta lunga come le tagliatelle vi consiglio di saltarla in padella con una salsina di calamari sfumati col vino bianco e pomodorino fresco. In ultimo una bella macinata di pepe e spolverata di prezzemolo tritato per dare un contrasto a livello cromatico. Il vostro nido di tagliatelle è servito!

In ultimo, sempre con la pasta fresca all’uovo ripiena (tortello o raviolo) abbiamo due varianti:

  1. Una farcia di ricotta, gamberetti e zafferano.
  2. Oppure una farcia di melanzane (precedentemente tagliate a cubetti e saltate in padella), mozzarella di bufala e spek.

Inoltre, possono essere consumate anche le foglie a forma di cuore, belle quest’ultime per decorare i piatti.

Alcune ricette semplici per far entrare questo vegetale nella nostra dieta mediterranea. Buona degustazione!