papa Francesco sarà a Lesbo, in un campo profughi.

Domani papa Francesco sarà a Lesbo, in un campo profughi. Nel frattempo, la situazione dei migranti bloccati in Grecia si fa sempre più disperata. E disumana.

Mentre il Presidente Mattarella dichiara che i muri sono una zavorra per l’Europa, la polizia macedone ricorre ai lacrimogeni e ai manganelli, ma cosa può arginare una massa disperata? I nuovi scontri, scoppiati nelle ultime ore, dicono solo che ormai la situazione è insostenibile. Lo testimonia anche la polizia costiera greca, incapace di gestire un flusso migratorio destinato ancora a crescere e che l’accordo tra Unione Europea e Turchia non ha di certo avviato a soluzione.

L’Osservatore Romano ha pubblicato un’intervista esclusiva a monsignor Fragkiskos Papamanolis, presidente della conferenza episcopale greca, nelle cui parole è la lucida analisi di una situazione che è già oltre il punto di non ritorno.

Papamanolis descrive un fenomeno incominciato da più di un anno, che era stato prima classificato come flusso di “immigrati clandestini”, ma che ha poi subito una radicale involuzione: proprio in conseguenza dell’accordo dello scorso 18 marzo tra UE e Turchia, i migranti clandestini sono ora considerati e trattati come “detenuti” e questo provoca la loro resistenza; nessuno di loro vuole essere espulso dalla Grecia, nessuno vuole andare in Turchia, nessuno si presta ad attraversare questa sorta di “porta girevole” per cui alcuni siriani dovrebbero tornare indietro e altri dovrebbero prendere il loro posto.

Nel frattempo, la Grecia, già in crisi atavica, subisce un crollo delle prenotazioni dei turisti e persino la Chiesa Cattolica è in ginocchio, al punto di vedersi costretta a mettere i lucchetti alle porte di importanti opere sociali e di dover rinunciare a parte delle sue opere pastorali, come spiega lo stesso Papamanolis, che, mettendo a nudo i rischi in corso, prosegue: “La situazione ormai non è pacifica. E non so come si svilupperà. Tutti hanno ragione. I profughi hanno ragione perché non resistono nelle situazioni disumane nei centri di accoglienza. Gli abitanti hanno ragione perché temono vedendo reazioni violente dei profughi, saccheggi di negozi, specialmente di generi alimentari. Il male è che gli abitanti hanno cominciato a comprare armi. In televisione un venditore di articoli per la caccia diceva che in un mese ha venduto più fucili che in un anno. Anche il governo ha ragione, perché non ha la possibilità economica di fare quello che sarebbe necessario, perché le casse dello Stato sono vuote, e cerca in ogni modo di assicurare almeno il funzionamento dello Stato, mentre cresce l’esasperazione della gente”.

Tutti hanno ragione, o quasi. Ad esempio, non possono aver ragione i paesi ricchi che volgono la testa dall’altra parte. Non può aver ragione chi si lava le mani. Non può avere ragione un Occidente opulento che fa finta di non sapere quanto le sue politiche neocoloniali siano la vera causa di tanta disperazione.