
Che c’è anche quando non si vede
Luna di Pomeriggio non è solo un fenomeno atmosferico, ma anche un racconto di Italo Calvino, è il satellite che non si vede, pur sapendo che c’è, quello che il protagonista, Palomar, scruta nel cieco senza riuscire a distinguerlo. La Luna, nella piena luminosità pomeridiana, riflette sulla propria natura effimera, cercando considerazione in un momento nel quale non riceve l’attenzione di cui ha bisogno.
Calvino ci riporta alla mente la fragilità dei rapporti, sentimenti ‘’lunatici’’ che vivono di opportunismo, quell’attimo in cui dai tutto per poi non ottenere reciprocità, non per anelare alla gratitudine, ma per sapere che l’interlocutore di fronte condivida con noi la costruzione di fondamenta radicate, grattacieli di un’Amicizia che non vacilli davanti a nuovi venti di interesse,
E allora la luna di pomeriggio ci invita a trovare bellezza anche in ciò che appare debole o incompleto, perché insieme si è più forti, uniti si va più lontano, splendendo con gli altri si brilla di luce propria.

























