Un austriaco che ha vissuto intensamente la Prima Guerra Mondiale deve, necessariamente, avere dentro il gene dell’esteta.

Un austriaco che ha vissuto intensamente la Prima Guerra Mondiale deve, necessariamente, avere dentro il gene dell’esteta.

Se quell’austriaco, poi, è passato alla storia con il nome di Gustav Klimt, tutto si ridimensiona, capovolgendo il cliché di bellezza, relegando la pittura nell’angolo antico di un vintage rivisitato, la restaurazione dello Stile Liberty estrapolato dalla crescente Art Nouveau. Tele istrioniche, affreschi stimolanti di una vita interminabile, scevra da qualsiasi catastrofe temporale a cui ogni essere umano deve sottostare.

Le tre età della donna non è solo un quadro, rappresenta la matura incarnazione di un poeta della tela ad olio. Attraverso figure asciutte e sintetiche, l’opera decora geometricamente le forme, trasformandole in astratte pietre preziose. Rivisitando le tre fasi della vita femminile, Klimt descrive l’infanzia, la maternità e il declino della vecchiaia con un intreccio di colori che rimandano ai ricordi dei nostri cari, quelli che ci hanno visto fendere un’esistenza, l’oro di un amore da proteggere, conservare e consegnare in mani di seta.

Le mani di chi ha fatto dell’altruismo la sola ragion d’essere. Dalila Ciciriello, 22 anni, è uno dei fiori del panorama assistenzialista andriese. Un fiore pronto a sbocciare in ogni stagione. Con un cuore enorme e tanta passione, Dalila spende la maggior parte del suo tempo strettamente a contatto con gli anziani, ascoltandoli ed educandoli.

Già, educazione. Perché come diceva Eduardo De Filippo ‘’gli esami non finiscono mai’’ e anche a tarda età non si smette di imparare. La professionalità di Dalila Ciciriello, quello di un’Operatrice Socio Sanitaria, oss appunto, non è solo un lavoro, ma una vera e propria mission. Figura in via di sviluppo, l’oss è dedito principalmente alla cura della persona.

Ciao Dalila, come nasce quest’iniziativa lavorativa?

Semplice, dalla voglia di mettermi in gioco e di far conoscere, anche online, con la nascita de La Casa di DALI, quello di cui mi occupo.

E di cosa si tratta nello specifico?

L’O.S.S. deve riferire all’infermiere che lo ha delegato tutte le notizie relative al paziente.

Puoi farci un esempio?

Certo. Il tipo di igiene praticata, la collaborazione del paziente e la valutazione della cute con l’eventuale presenza di eritemi, escoriazioni e secrezioni, sono solo alcune delle prerogative richieste alla nostra figura professionale.

Come mai hai deciso di intraprendere questa strada?

L’intento è quello di assistere a domicilio soprattutto gli anziani per consentire alle loro famiglie di avere in casa una persona affidabile e professionale, una persona che contribuisca a rendere più soddisfacente la vita di quelli che io chiamo ‘’bambini di ieri’’.

Aristotele diceva: «L’amore di chi ci sta accanto è l’unico viatico per la vecchiaia»