«Perdonare è liberare un prigioniero e scoprire che quel prigioniero eri tu»

(Lewis B. Smedes)

Caro lettore, adorata lettrice,

le mie parole per questo Caffè saranno davvero poche, lo stretto necessario per introdurre i versi che ti affido di seguito.

È capitato che una persona sensibile di mia conoscenza sia rimasta ferita. Come spesso accade in simili circostanze, è stata ferita in modo del tutto gratuito e ingiustificato. Quella persona avrebbe ipoteticamente diritto a nutrire rancore. Ma quella persona sa che il rancore avvelena chi lo nutre.

È questa persona che mi ha donato i versi a me sconosciuti che ora, con gioia, posso condividere con te. In gratitudine.

 

Le persone sensibili

hanno sempre il cuore spettinato

l’anima sottosopra

gli occhi sgranati

una lacrima pronta a scendere

un sorriso appeso sulle labbra

pronto ad esplodere.

 

Vivono in bilico

alle gioie e ai dolori della vita.

Non sono perfette, anzi

a volte sono persino autodistruttive

perché respirano di petto

mai di polmoni

vivono a mille minuti l’ora.

 

Le persone sensibili

sanno sorridere per poco

piangere per un nonnulla

fermarsi meravigliate

davanti ad un arcobaleno

sorridere ad un gatto

guardare verso il mare

assaporando in esso l’infinito

di pace e di tormento.

 

Sanno trasformare la sabbia

in polvere di stelle

accendere un sogno nel buio.

 

Le persone sensibili ci sono

stanno sedute lì in disparte

aspettando il momento giusto

per darti quell’abbraccio che aspettavi,

sanno vedere oltre l’apparenza,

oltre un sorriso, oltre una lacrima,

oltre alla rabbia, oltre al dolore

perché vivono di cuore.

(Silvana Stremiz)


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La mia fortuna? Il dono di tanto amore che, senza meriti, ricevo e, in minima parte, provo a restituire. Conscio del limite, certo della mia ignoranza, non sono mai in pace. Vivo tormentato da desideri, sempre e comunque: di imparare, di vedere, di sentire; di viaggiare, di leggere, di esperire. Di gustare. Di stringere. Di abbracciare. Un po’ come Odysseo, più invecchio e più ho sete e fame insaziabili, che mi spingono a correre, consapevole che c’è troppo da scoprire e troppo poco tempo per farlo. Il Tutto mi asseta. Amo la terra di Nessuno: quella che pochi frequentano, quella esplorata dall’eroe di Omero, ma anche di Dante e di Saba. Essere il Direttore di "Odysseo"? Un onore che nemmeno in sogno avrei osato immaginare...

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