
Non c’é limite alla bellezza né all’immaginazione. Anche a ventiquattro gradi sotto zero.
A queste latitudini posso finalmente far parte degli ammiratori di albe. Il sole fa capolino intorno alle nove. Io sono sempre stata, per pigrizia, una ammiratrice di tramonti.
L’alba è il momento in cui il sole getta un secchio di colore sulla monocromia del candido paesaggio innevato.
Oggi ci sono o meglio non ci sono piú di venti gradi. Il mio record era stato meno diciassette e oggi ne ho uno nuovo: meno ventiquattro.
La temperatura gelida non mi ha trattenuta dal correre fuori a fotografare l’alba.

Ammaliata dalla bellezza dei colori che si espandevano a macchia d’olio in cielo, mi sono soffermata a sentire il suono dei miei passi sulla neve gelata.
Poi mi sono abbassata a guardare da vicino la neve.
Stupita, ho scoperto che a queste basse temperature la neve si cristallizza e “fiorisce”. (Come non pensare alla passione di Bentley e ai tanti scatti di unici fiocchi di neve).

Nella gelida staticità del paesaggio invernale, la luce del sole regala colori nuovi ogni giorno; gli alberi stracolmi di neve si trasformano in statue di orsi e altre creature; la neve fiorisce aprendosi in centinaia di petali impercettibili.
Non c’é limite alla bellezza né all’immaginazione.
Basta uscire, andarla a cercare intorno a sè. Anche a ventiquattro gradi sotto zero.


























