Non c’é limite alla bellezza né all’immaginazione. Anche a ventiquattro gradi sotto zero.

A queste latitudini posso finalmente far parte degli ammiratori di albe. Il sole fa capolino intorno alle nove. Io sono sempre stata, per pigrizia, una ammiratrice di tramonti.
L’alba è il momento in cui il sole getta un secchio di colore sulla monocromia del candido paesaggio innevato.

Oggi ci sono o meglio non ci sono piú di venti gradi. Il mio record era stato meno diciassette e oggi ne ho uno nuovo: meno ventiquattro.
La temperatura gelida non mi ha trattenuta dal correre fuori a fotografare l’alba.


Ammaliata dalla bellezza dei colori che si espandevano a macchia d’olio in cielo, mi sono soffermata a sentire il suono dei miei passi sulla neve gelata.
Poi mi sono abbassata a guardare da vicino la neve.
Stupita, ho scoperto che a queste basse temperature la neve si cristallizza e “fiorisce”. (Come non pensare alla passione di Bentley e ai tanti scatti di unici fiocchi di neve).


Nella gelida staticità del paesaggio invernale, la luce del sole regala colori nuovi ogni giorno; gli alberi stracolmi di neve si trasformano in statue di orsi e altre creature; la neve fiorisce aprendosi in centinaia di petali impercettibili.

Non c’é limite alla bellezza né all’immaginazione.
Basta uscire, andarla a cercare intorno a sè. Anche a ventiquattro gradi sotto zero.

 

 


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Ho lasciato Andria a 19 anni. Dopo una laurea in Scienze Internazionali e Diplomatiche all’università di Bologna, ho lavorato nel mondo dello sviluppo per qualche anno e poi in quello dell’assistenza umanitaria con ONG, UNICEF e Commissione Europea. Mentre lavoravo, sono riuscita a completare un corso all’università di Harvard in “Leadership, qualità ed equità in educazione” e un master all’università di Bordeaux in Educazione internazionale. Ora sono una consulente freelance per Organizzazioni Internazionali, e non solo. Ho vissuto a Forlì, Dakar, Milano, Torino, Bouaké, Bukavu, Juba, Amman, Erbil, Nairobi. Ora vivo tra Andria e Vinje. Ho smesso di contare i Paesi visitati e gli aerei presi. Non potrei immaginare la mia vita con un solo indirizzo e senza la valigia. Non potrei immaginare per me un lavoro diverso: fare in modo che bambini e bambine in situazioni di crisi e conflitto, rifugiati e sfollati interni, abbiano la possibilità di andare a scuola. Educazione è sviluppo, speranza e un diritto inalienabile. Perché scrivo questa rubrica? Perché vivere e viaggiare è conoscere, scrivere e fotografare, condividere.