The Way Back – ventesima puntata

25 aprile 2023.  Al MOMA di New York – Museum of Modern Art – c’era esposto nel 2011 un quadro rosso con sopra scritto solo Standard Deviation.  Solo che era scritto al contrario e sotto sopra e bustrofedico.  Era un caos.  E voleva esserlo.  Era arte.  Arte Moderna.  E voleva celebrare la differenza.

Ora volendo chiudere in relativa fretta il tema del 25 aprile 2023 in Italia che comunque, malgrado noi, passerà alla storia, è necessario dire che mai come quest’anno i media hanno fatto da cassa di risonanza.  Il Governo è pagato con le nostre tasse per onorare e celebrare la nostra Resistenza.  Se non è la loro Resistenza non ce lo devono neanche dire.  Poteva andargli peggio.  Potevano essere delle meravigliose adolescenti brasiliane sfruttate sulla Salaria nel mercato del sesso e ricattate dai loro coyotes dell’immigrazione.  Ci sono lavori e lavori.

Ci vuole fegato e resilienza per fare la prostituta.  Ce ne vuole molto meno per fare il parlamentare.

Il Governo al suo primo anno è entrato in corto circuito perché la nostra Resistenza era contro i loro modelli e last but not least contro gli assassini e i torturatori fascisti.

Il problema identitario del Governo è che ha ingoiato per ingordigia tutto questo stuff di deviazione standard e non è riuscito a digerirla.  Un Icaro che se si avvicina al passato si brucia e che governa uno Stato disegnato da Dedalo.

Il cognato di mia nonna è medaglia d’oro perché i fascisti lo hanno torturato in carcere fino a spingerlo a suicidarsi per non tradire.  Era sopravvissuto al celebre naufragio in guerra.  La Madonna dei marinai, la Madonna del Carmine, lo aveva protetto.  Nulla poté poco dopo contro i fascisti.

Sua nipote ha pubblicato la medaglia d’oro su Facebook.  I fatti parlano.  Io ho aggiunto la testimonianza del naufragio.  È bene ricordare che si può sopravvivere ad un naufragio in guerra ma non al fascismo.

Se il nostro governo ha mal di pancia il 25 aprile è ben retribuito per tollerarlo.  Anche in miniera manca il fiato ma la paga è indecente.  I nostri media nazionali invece di annoiarci avrebbero dovuto trasmettere h. 24 fatti, film e testimonianze.  Nothing else.  Fact checking, what else?

Il fatto è che la deviazione standard c’entra con l’esilio anche se è 25 aprile e lo celebriamo a Perth.

La Resistenza fu deviazione standard dall’orrore feroce della deviazione standard della dittatura fascista.  Si ha deviazione standard ogni volta che ci si discosta dalla media.

Il MOMA trasforma il concetto in un’opera d’arte contro la normalizzazione del perbenismo borghese.

I giovani che vivono intorno a mio marito si occupano di scienza ed hanno raggiunto grandi traguardi quando sono usciti dalla loro confort zone.  Aver incontrato lui come mentore è stata la vera opera d’arte.  Ma i pennelli e la tinta, la cassetta degli attrezzi, erano dei giovani artigiani che hanno seguito il suo consiglio di uscire dalla loro confort zone.

Non è indispensabile andare all’estero per uscire dalla confort zone. Basterebbe fare “Enzimi”, contaminazioni sociali, culturali, di genere, di lingua ma anche solo vivere in un ambiente naturale fatto di niente.  O convivere con gli animali.

Mio figlio ha girato il mondo ma è sempre stato in una academic confort zone compatibile.  Ciò non significa che l’esilio per lui non abbia avuto un prezzo.  Però quando ad agosto va a vivere su uno scoglio della Sardegna lui esce davvero dalla confort zone e fa deviazione standard.  Il suo cervello troppo intellettuale si disintossica e forse solo là lui riesce a “smollare” il suo super-io ipertrofico.  Mi pare di capire che anche ballare in discoteca per lui è deviazione standard.  Anche ballando Techno “scialla e smolla”.

Roma Est è stata la mia deviazione standard.  Ho dato il meglio di me lavorando a Roma Est.  La mia persona più autentica è quella che alcuni hanno incontrato a Roma Est.  Io sono quella.  O meglio la versione più autentica di me è quella.

Ho girato il mondo.  Molti penseranno che ho incontrato la deviazione standard nei miei viaggi.  È scontato.  Un po’.  Però se viaggi in aereo per lavoro con i tuoi colleghi non ti immergi più di tanto nella deviazione standard.  Se viaggi per turismo la deviazione standard la vedi in virtual room.  Ma se decidi di abitare in un posto che non è il tuo devi tuffarti nella deviazione standard.  Se stai solo con i tuoi connazionali la ovatti, ma sei comunque fuori dalla confort zone.  Se non conosci la lingua, o se non la conosci abbastanza bene, o se la conosci ma è troppo letteraria quella che padroneggi, allora il tuffo nella deviazione standard non basta.  Occorre la lingua.  Ogni giorno più lingua anche se non la parlerai mai come i nativi.  Pochi ci riescono.

Il tuffo nella deviazione standard non è mai abbastanza.  Deve mancarti il fiato.  Devi nuotare nella melma.  Devi spostare il fango.  Vivi in apnea la deviazione standard.  Qualcuno si sente di affogare.  Ecco cos’è la deviazione standard.  Ti manca l’aria.  Ti manca la terra sotto i piedi.  Ti manca l’acqua per nuotare.  Ti manca la voglia di alzarti.  Poi inizi a sopravvivere nella deviazione standard.  E allora ti inebri di delirio di onnipotenza.  Non ti sembra vero che puoi respirare fuori dalla confort zone.  Ti senti un altro.  Uno che non eri mai stato.

E qui preparati perché stai per incontrare il punto del non ritorno della fine dell’esilio.

Quella nuova versione di te completamente riplasmata dalla distanza dalla confort zone e dall’ubriacatura della deviazione standard è forgiata in sembianze del tutto inedite.  L’argilla è la stessa.  Tu sei tu e lo stronzio di dove sei stato bambino parla chiaro in modo inequivocabile nelle analisi chimiche.  L’argilla è la stessa.  Quella che è cambiata per sempre è la forma della tua mente.  Il corpo può anche essere lo stesso, o, addirittura, e spesso accade, puoi essere più sano, più bello, perché se te ne sei andato dalla tua confort zone un motivo di malessere e di tossicità ci deve essere stato.  La forma della mente non è più la stessa.       E se provi a spalmarti nella vecchia confort zone lo stampo non è più della tua forgia.  Al MOMA la deviazione standard è un’opera d’arte.

La differenza dovrebbe essere in tutte le diete del mondo.

Qui a Perth in AGWA – Australian Gallery of Western Australia – nel 2017 c’era un quadro simile sempre rosso scritto in tutti i modi immaginabili.  Il messaggio era chiaro però in mezzo a tanta confusione scrittoria ‘Think differently’.

26 aprile 2023.  È tornata SBS la mia radio preferita che puoi ascoltare live col giusto fuso o  in podcast. Anche loro parlano delle polemiche del 25 aprile in Italia.  Il Presidente della Repubblica a Cuneo ha detto “Oggi e sempre Resistenza” e dall’autorevolezza della sua posizione di massima carica dello Stato ha messo la parola fine ad un’orribile giornata e SBS, radio seria, ha iniziato dalla fine, estrema ed unica possibile sintesi.  Il 25 aprile in Italia non era mai stato così brutto dall’inizio della Repubblica.

E se Dio vuole siamo al 26 aprile, questa “iacovella” indecorosa ce la siamo lasciati alle spalle.

Ma queste non sono “putecarelle”, sono sintomi seri.  Ieri sera i miei ospiti hanno avuto una delle loro calde giornate con tutto il gruppo di amici.  Loro, australiani, celebravano Anzac Day.  Una data importante per l’Australia e per la Nuova Zelanda che formalmente ricorda tutti i loro figli morti in guerra.

ANZAC significa Australian and New Zeland Army Corps.

In realtà la data ricorda specificamente l’anniversario dello sbarco delle truppe ANZAC a Gallipoli in Turchia il 25 aprile 1915.  La campagna di Gallipoli fu una campagna militare della Prima Guerra Mondiale che prese il nome dal luogo della battaglia in Turchia.  Inghilterra, Francia e Russia cercavano di indebolire l’Impero Ottomano, uno dei poteri Centrali.  Gli Alleati intendevano prendere il controllo dello stretto della penisola di Gallipoli.  Dunque bombardarono la capitale Istanbul per isolarla dalla parte asiatica dell’Impero.

Una volta sconfitto l’Impero Ottomano in Turchia, il Canale di Suez in Egitto sarebbe stato sicuro e gli Alleati avrebbero avuto via libera attraverso il Mar Nero ai porti russi.  Il tentativo degli alleati di aprirsi un passaggio attraverso i Dardanelli fallì.  Ci fu uno sbarco anfibio nella penisola di Gallipoli nell’aprile del 1915.  Nel gennaio del 1916, dopo otto mesi di combattimento.  Ci furono 250.000 morti su ogni lato della battaglia.  Una strage di maschi ventenni.  Dopo l’esito nefasto la guerra di terra in quel luogo fu abbandonata.  Winston Churchill ricopriva la carica di First Lord of the Admiralty (1911 – 1915).

Di fatto fu considerata una vittoria ottomana.

La battaglia è alla base della Guerra Turca per l’Indipendenza e alla successiva proclamazione della Repubblica della Turchia otto anni più tardi con Mustafa Kamal Ataturk che si distinse come comandante a Gallipoli e poi divenne fondatore e Presidente del nuovo Stato.

La battaglia di Gallipoli è considerata il momento fondante della consapevolezza nazionale dell’Australia e della Nuova Zelanda.

Una presa di coscienza della deviazione standard dagli interessi imperiali.

La guerra la decisero gli Stati vecchi e coloniali ma la morirono i giovani, per lo più Turchi, australiani e Neozelandesi.  Oggi ANZAC si celebra in Turchia e in Oceania con gemellaggio.


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Sono una Dirigente Scolastica in pensione da un anno. Per 15 anni ho fatto la preside. Ho diretto per otto anni un Liceo Scientifico oggi IIS Evangelista Torricelli Roma. Per sette anni – corrispondenti all’ultima parte della mia carriera –, ho fondato, insieme con la DSGA, e diretto il CPIA1 di Roma – Centro Provinciale per l’Istruzione degli adulti, con competenza su tutte le quattro Direzioni Penitenziarie di Rebibbia. Nel corso del settennio mi sono allontanata per due anni con un incarico di Principal Consultant al Consolato di Perth WA – MAECI-. Precedentemente ho insegnato Materie Letterarie per 15 anni negli Istituti Tecnici e Professionali e nei Licei Artistici di Roma. All’interno di questo periodo ho insegnato per quattro anni Italiano agli Stranieri nell’Istituto Professionale Don Bosco di Alessandria d’Egitto – MAECI. Precedentemente ho lavorato per 10 anni all’Università L’Orientale di Napoli come laureanda, dottoranda e post doc. Sono Dottore di Ricerca in Archeologia – Rapporti tra Oriente e Occidente e la mia carriera scientifica si riferisce a questo primo periodo professionale durante il quale ho partecipato a varie Missioni Archeologiche in Italia e a sette Progetti in Asia Media – uno in Pakistan, uno in India e cinque in Nepal.

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