“La bellezza è semplicità”: Vincenzo Milano e Roberta Evangelista

Una breve, ma intensa, chiacchierata con Vincenzo Milano e Roberta Evangelista, due giovani trentenni andriesi che hanno deciso di osare cercando di realizzare, nonostante i molteplici ostacoli, un progetto, culturale- imprenditoriale, molto ambizioso. A loro la parola.

Vincenzo, Roberta, permettetemi prima di ricordare delle parole di Peppino Impastato: “Se si insegnasse la bellezza alla gente, la si fornirebbe di un’arma contro la rassegnazione, la paura e l’omertà. All’esistenza di orrendi palazzi sorti all’improvviso, con tutto il loro squallore, da operazioni speculative, ci si abitua con pronta facilità, si mettono le tendine alle finestre, le piante sul davanzale, e presto ci si dimentica di come erano quei luoghi prima, ed ogni cosa, per il solo fatto che è così, pare dover essere così da sempre e per sempre. È per questo che bisognerebbe educare la gente alla bellezza: perché in uomini e donne non si insinui più l’abitudine e la rassegnazione ma rimangano sempre vivi la curiosità e lo stupore”. Credo che queste parole ben descrivano il luogo che avete creato. Qual è stato il percorso che Vi ha spinti a voler rischiare, a osare, investendo i Vostri risparmi in questa attività non solo imprenditoriale? Qual è la vostra idea circa il concetto di bellezza?

Crediamo che le due domande si intreccino tra loro, o meglio, che la risposta alla prima si possa già leggere nella seconda. La bellezza di questa terra ci ha spinti ad abbandonare un lavoro “sicuro” in contesti globalizzati come le città di Milano e Bologna. Ci mancavano le nostre radici, i legami affettivi, quelli veri, quel senso di appartenenza che caratterizza la gente del Sud, ma anche, semplicemente, le distese di ulivi e vigne, l’odore del ragù per strada la domenica mattina, la luce accecante del sole anche a gennaio, il colore azzurro del mare e del cielo, tanto da confondersi, il vicino di casa che abita lì da 40 anni e ogni volta ha una storia nuova da raccontarti. Ecco, questo per noi significa bellezza. La bellezza è semplicità. E che ha comportato una scelta di vita che non consideriamo un fallimento quanto piuttosto una sfida più grande a dispetto di una possibile carriera aziendale. È l’opportunità di esercitare la professione che più ci appassiona: ospitare, condividere luoghi e tempo, mostrare la “nostra” bellezza.

Un bed & breakfast – associato ad un portale web – che sorge nel cuore del centro storico della città di Andria. Due giovani che decidono di ritornare alle proprie origini rifugiandosi nella semplicità e riappropriandosi dei profumi peculiari delle tradizioni. Semplicità e tradizioni: un binomio capace di preservare l’identità? Qual è l’obiettivo perseguito dal portale “Borgo Murgia”?

Lavoriamo da diverso tempo ad un progetto di ospitalità diffusa nel nucleo originario della nostra città. Nutriamo l’ambizione di creare sinergie tra gli operatori del settore, puntando alla qualità dei servizi resi ed alla differenziazione dell’offerta, aumentando la visibilità on-line delle singole strutture ricettive sfruttando un canale web unitario. Il processo, a nostro avviso, non alimenta una insana concorrenza, ma rafforza l’identità delle strutture presenti, genera valore al contesto in cui sorgono, incentivando la domanda globale. Borgomurgia.it è anche promozione di itinerari, eventi, attività di intrattenimento sportive, ludiche, enogastronomiche ed esperienziali tout court. La sezione Explore crea un link tra il viaggiatore e l’offerta turistica locale. Il progetto è applicabile anche al territorio extraurbano ed in particolar modo all’area del Parco della Alta Murgia prossima a Castel del Monte. Lavoriamo anche in tale direzione, proponendoci come consulenti per coloro che intendano destinare la propria seconda casa o villa di campagna alla ricettività turistica.

Oggi, nonostante la burocrazia e la pressione fiscale, sussiste ancora la volontà, in molti giovani, di nutrire, con linfa vitale, le proprie passioni?

La nostra piccola-grande sfida è mossa dalla volontà di realizzare un sogno, coltivato da tempo. La tenacia e l’ostinazione ti permettono di superare le difficoltà e di trovare soluzioni adeguate. Ad onor del vero, il settore extralberghiero (nel quale ci inseriamo) può trarre beneficio da forme di incentivi sia finanziarie che fiscali nonché da talune semplificazioni in termini amministrativi. In questo momento storico, esso gode di un forte appeal in senso commerciale. Il viaggiatore, infatti, anche nel più breve soggiorno, cerca un’esperienza autentica, a contatto con la gente del posto, nei luoghi della tradizione della meta scelta, in contesti più a misura d’uomo, dove il rapporto con il padrone di casa diventa racconto, stima, spesso amicizia. Riteniamo esserci spazio per i giovani che vogliano intraprendere un cammino simile al nostro, nonostante il crescere dell’offerta. Come in ogni altro settore, però, ciò che conta è esercitare il proprio lavoro con passione. La passione genera entusiasmo e allo stesso tempo ti consente di accettare con maggiore consapevolezza il rischio d’impresa.

Il centro storico di Andria è stato oggetto di molte polemiche che hanno investito, nel tempo, residenti, commerciati ed amministrazione comunale. Quale il vostro pensiero al riguardo?

I cittadini tutti, a partire da quelli della nostra generazione, si stanno riappropriando del nucleo originario della città, probabilmente mossi da una spinta emotiva, da un maturato senso di bellezza e di appartenenza, piuttosto che da ragioni di opportunità e di moda. Il processo, per quanto casuale e disordinato, resta certamente straordinario. Tutti gli ospiti che hanno scelto di dormire da noi, hanno attribuito punteggio massimo alla posizione. Restano stupefatti dalla bellezza dei campanili, dalla moltitudine di locali, ristoranti ed attività commerciali, dalla presenza viva e costante dei cittadini per le strade, per buona pace dei residenti. Ma la risposta amministrativa è sterile. Provate ad immaginare un centro storico interamente riqualificato, privo di spazi e luoghi degradati, chiuso al traffico (con accesso limitato ai residenti), fornito di un servizio navetta efficiente per la stazione e per le aree parcheggio, dotato di strade e vicoli puliti e ben illuminati. (Non è ammissibile che la raccolta dei rifiuti avvenga spesso in tarda mattinata anziché alle prime luci dell’alba!!!). Non sono necessarie, a nostro modesto avviso, grandi opere infrastrutturali. Un piccolo sforzo da parte dell’amministrazione locale genererebbe un enorme processo virtuoso di investimenti privati, di gran lunga superiore rispetto a quanto stia già avvenendo spontaneamente. I turisti arriveranno di conseguenza.

Semplicità, tradizioni, ma anche famiglia. La famiglia: il nucleo da cui parte tutto. Quale ruolo hanno giocato le Vostre famiglie in questa avvincente avventura?

Abbiamo già parlato di quanto siano importanti le radici per noi. La radice più forte, più importante resta la famiglia. Non avremmo saputo né potuto prendere una decisione così importante senza il loro sostegno, il loro entusiasmo, la loro riposta fiducia. Questo percorso intrapreso si regge su fondamenta solide soprattutto grazie a loro. Siamo felici adesso di dimostrare loro quanta dedizione, quanta gioia riponiamo in questo progetto. La nostra serenità è la loro più grande soddisfazione. La nostra generazione vive un contesto socio economico difficile, privo di stabilità e con poche certezze. La famiglia resta l’unico vero punto di riferimento. Ci piace pensare di poter allargare questa famiglia in futuro diventando, nel nostro piccolo, traino o supporto per quanti volessero ripartire da qui, investendo il proprio tempo e la propria passione.


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Giuseppe Leonetti
Una famiglia dalle sane radici, una laurea in Giurisprudenza all’Università di Bologna, con una tesi su “Il fenomeno mafioso in Puglia”, l’esperienza di tutti i giorni che ti porta a misurarti con piccole e grandi criticità ... e allora ti vien quasi spontaneo prendere una penna (anzi: una tastiera) e buttare giù i tuoi pensieri. In realtà, non è solo questo: è bisogno di cultura. Perché la cultura abbatte gli stereotipi, stimola la curiosità, permettere di interagire con persone diverse: dal clochard al professionista, dallo studente all’anziano saggio. Vivendo nel capoluogo emiliano ho inevitabilmente mutato il mio modo di osservare il contesto sociale nel quale vivo; si potrebbe dire che ho “aperto gli occhi”. L’occhio è fondamentale: osserva, dà la stura alla riflessione e questa laddove all’azione. “Occhio!!!” è semplicemente il titolo della rubrica che mi appresto a curare, affidandomi al benevolo, spero, giudizio dei lettori. Cercherò di raccontare le sensazioni che provo ogni qualvolta incontro, nella mia città, occhi felici o delusi, occhi pieni di speranza o meno, occhi che donano o ricevono aiuto; occhi di chi applica quotidianamente le regole e di chi si limita semplicemente a parlare delle stesse; occhi di chi si sporca le mani e di chi invece osserva da una comoda poltrona. Un Occhio libero che osserva senza filtri e pregiudizi…